Yemen, la guerra dimenticata

Yemen, la guerra dimenticata

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Se l’informazione dell’Occidente racconta quello che accade in Siria e ad Aleppo, sembra invece aver dimenticato la tragedia che si consuma ogni giorno in Yemen.

Al giorno d’oggi, grazie ai potenti mezzi di comunicazione di cui l’uomo dispone, è possibile conoscere in qualunque momento cosa sta accadendo praticamente in ogni parte del globo. L’enorme possibilità di fruire di informazioni che un tempo non sarebbero state nemmeno lontanamente immaginabili, però, sembra non andare di pari passo con l’effettiva libertà degli organi di informazione. Un’altra grande differenza che si registra al giorno d’oggi rispetto al passato, però, riguarda anche il fatto che è sempre meno facile celare le notizie. Anche se i canali ufficiali fanno passare sotto silenzio certi eventi, esistono canali alternativi che riescono comunque a portare la popolazione a conoscenza di fatti importanti che non dovrebbero essere ignorati.

Un esempio piuttosto eclatante che si può fare a tal proposito riguarda la guerra in Yemen. Quanti di noi ne hanno sentito parlare in televisione, o ne hanno avuto notizia nei servizi dei principali tg? Anche se capita spesso di sentir parlare della guerra in Siria e dei bombardamenti ad Aleppo, della strage che sta avvenendo in Yemen non c’è traccia nei principali tg nazionali. Quello che sappiamo dello Yemen ci viene raccontato da Medici senza Frontiere, un’associazione umanitaria che da anni si occupa di andare nella parti calde del globo per portare soccorso a chi ne ha bisogno, spesso in condizioni estreme. Ed estreme appaiono le condizioni dello Yemen dai racconti di uno dei tanti volontari di MsF, Djoen Besselink.

In Yemen da mesi va avanti una guerra feroce condotta dall’Arabia Saudita, la quale ha l’appoggio di diverse potenze dell’Occidente, tra le quali gli USA e la Francia, e persino l’Italia. Infatti è nel nostro Paese che vengono prodotte la maggior parte delle bombe che vengono poi montate sui caccia sauditi. I numeri che riporta Besselink fanno rabbrividire per la loro enormità: egli riferisce che sono oltre 10.000 i feriti che MsF ha dovuto curare in un’unica città yemenita, Taiz. La maggior parte di questi feriti erano donne e bambini; quasi tutti erano stati colpiti in momenti di assoluta quotidianità, per strada mentre tornavano a casa, o al mercato mentre facevano la spesa. Si tratta sempre di civili, non di militari, che vengono coinvolti loro malgrado nelle azioni di guerriglia e nei bombardamenti. L’episodio più recente è avvenuto nel mese di novembre, quando ci sono stati oltre 20 morti a Taiz. Ma di questi morti nessun telegiornale italiano ha parlato, per loro non è stata versata nemmeno una lacrima.

In totale i civili uccisi, dall’inizio del conflitto, sono stati 12 mila. Gli sfollati sono oltre 3 milioni. Solo un bambino su 10 riesce a sopravvivere fino a spegnere le cinque candeline. Nei due giorni in cui era stato concesso il cessate il fuoco l’Arabia Saudita ha colpito lo Yemen per oltre 110 volte. Niente di tutto questo però sembra interessare alla comunità internazionale, che continua a girare il volto da un’altra parte pur di difendere i suoi interessi economici.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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