Wurstel e insaccati: letali quanto il fumo

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Sono alimenti la cui assenza a tavola suonerebbe anomala per molti italiani, eppure le carni rosse lavorate, ovvero quelle che vengono trasformate in wrustel, insaccati o tagliate in scatola, sono probabilmente tra le cause prime di tumori. Ad affermarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), secondo la quale è proprio il processo di lavorazione industriale a rendere le carni letali alla stregua di fumo e benzene.

CARNI ROSSE: VANNO ELIMINATE DEL TUTTO?

Le affermazioni dell’OMS sono molto precise e non lasciano spazio a molti dubbi, ma il messaggio di fondo potrebbe essere completamente travisato. Le carni rosse sono una parte importante dell’alimentazione umana, e ricoprono una presenza fissa sulle tavole di chi segue una dieta mediterranea, patrimonio nazionale dell’Umanità. Il pericolo sta nell’abuso di tali alimenti: bisognerebbe limitarsi a un paio di volte a settimana e accertarsi preventivamente della provenienza e della salute dei capi macellati. Inoltre il pericolo vero e proprio non è insito nella carne in sé, ma nelle raffinazioni meccaniche che essa subisce durante processi di trasformazione industriale: ovvero, non va demonizzata la fettina comprata dal macellaio di fiducia, ma piuttosto gli alimenti preconfezionati e a lunga scadenza che popolano i ripiani frigo di supermercati e alimentari.

QUALI SONO LE CAUSE DEL RISCHIO DI CANCRO

Nei prodotti a lunga conservazione vengono impiegate molte sostanze chimiche come conservanti ed edulcoloranti che aumentano il rischio di cancro a colon e retto in misura quasi esponenziale: si parla di una percentuale vicina al 18% aggiuntivo ogni cinquanta grammi di carne lavorata. Per gli insaccati, invece, il rischio sarebbe piuttosto nelle pratiche di stagionatura e affumicatura, che generano prodotti di combustione. Il cancro a retto e colon, inoltre, è una delle forme tumorali più diffuse in territorio italiano, con circa 55mila casi diagnosticati nel solo 2013 (secondo i dati del Ministero della Salute).

RACCOMANDAZIONI INTERNAZIONALI E DECISIONI NAZIONALI

Il ruolo dei ricercatori della OMS si è generalmente concluso con l’inserimento di carni rosse lavorate nel gruppo 1 delle sostanze che causano tumore e quello delle carni rosse fresche nel gruppo 2A. Ricevuti tali dati, è stato compito della politica nazionale ed estera rielaborarli. Uno dei rischi maggiori di fraintendimento è quello che passi il messaggio che ‘mangiare carne rossa fa venire il tumore’. In realtà non è una conseguenza diretta, ma aumenterebbe soltanto la percentuale di rischio. Inoltre eliminare del tutto la carne comporterebbe la perdita anche dei benefici nutrizionali che essa apporta al corpo. Il Ministero della Salute, nella persona di Beatrice Lorenzin, ha fatto sapere che intende dibattere quanto prima la questione, ma senza creare allarmismi.

A schierarsi, però, è anche il Codacons, che ha deciso di sollecitare il Governo a valutare misure idonee alla tutela della salute tramite la presentazione di una istanza urgente al ministero della Salute. Inoltre, a esso si accompagnerebbe un esposto alla magistratura di Torino, e precisamente al pm Raffaele Guariniello. Le spiegazioni di tale urgenza sono state spiegate dal Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che ha sottolineato quanto le informazioni fornite dalle ricerche del OMS lascino pochi spazi a dubbi o incertezze al riguardo.

Sicuramente, è opportuno che il consumo di carne sia bilanciato e accompagnato da una dieta varia ed equilibrata. Il tumore è oggi la malattia che più crea spavento, oltre a migliaia di vittime ogni anno. Eppure la carne è fonte di ferro e proteine, utili per il nostro corpo e il suo funzionamento. Piuttosto che bandirla, sarebbe opportuno concentrare controlli sanitari negli ambienti come mense e fabbriche e diffondere nelle scuole e nelle case l’attitudine a uno stile di vita salutare e buone abitudini alimentari.

Il team di BreakNotizie