Vaccino o non vaccino? Quando i bambini sono sani anche senza

Vaccino o non vaccino? Quando i bambini sono sani anche senza

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Negli ultimi mesi si sente sempre più spesso parlare dell’importanza del vaccino per la salute dei bambini. Tuttavia alcuni studi dimostrano il contrario.

Quello sui vaccini è e resterà un argomento sempre molto controverso, non solo per via dei genitori che fanno determinate scelte più o meno condivise, ma anche e soprattutto per i risultati che regolarmente vengono prodotti dalle ricerche scientifiche. Ogni anno, infatti, sono diversi i lavori pubblicati da studiosi di tutto il mondo che si interessano di valutare rischi ed effetti dei vaccini sui più piccoli. Spesso, tuttavia, i risultati vanno in piena contrapposizione a quanto ci si aspetta realmente e, in diversi casi, è stato evidenziato come i vaccini, pur proteggendo da particolari e gravi malattie, non garantiscono alcuna sicurezza su altri tipi di problematiche e patologie, spesso rendendole più probabili.

Sono di questo parere gli scienziati che, nell’aprile 2012, hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista americana Journal of Translational Sciences. Utilizzando un campione di circa 700 bambini e ragazzini vaccinati e non, gli scienziati hanno avuto evidenza di come i bambini vaccinati avevano una probabilità maggiore di contrarre altre malattie. In particolare, lo studio parla di un 30% di possibilità in più di contrarre la rinite allergica, il 340% di probabilità di contrarre la polmonite ed elevate percentuali di rischio per altre malattie croniche comuni. La particolarità di questo studio è poi connessa anche a quanto già evidenziato da una serie di ricerche svolte a partire dagli anni Novanta che sottolineavano come i bambini vaccinati si ammalassero di più rispetto a quelli che non avevano ricevuto nessun vaccino.

Al di là delle malattie croniche, lo studio americano ha evidenziato anche un altro inquietante problema, legato alle capacità cognitive dei piccoli. I bambini vaccinati, infatti, secondo questa ricerca hanno la possibilità di ricevere diagnosi sullo Spettro dell’autismo fino a tre volte maggiore rispetto ai coetanei non vaccinati. Sale invece al 300% la probabilità per questi bambini di ricevere diagnosi di Disturbi da Deficit di Attenzione o Iperattività (ADHD). È probabilmente la conoscenza di queste problematiche, delle quali si parla già dagli anni Novanta, che porta molti genitori a scegliere di non vaccinare i propri bambini. Tuttavia, spesso, queste scelte vengono additate come pericolose e danno vita a dibattiti e querelle con esiti differenti a seconda delle nazioni.

Quello che maggiormente preoccupa molti genitori è sicuramente l’associazione tra i vaccini e i disturbi cognitivi che ne possono derivare. Anche in questo caso la ricerca sull’argomento è ampia e dibattuta. Tuttavia medici e scienziati sono tutti d’accordo sul fatto che la causa principale di questa correlazione sia l’alluminio, un metallo che viene aggiunto ai vaccini da quasi cent’anni ma che, secondo le nuove ricerche, non è mai stato soggetto alle corrette prove di tossicità che ne garantiscano la piena sicurezza nell’uso. Se da un lato, infatti, l’alluminio viene regolarmente e correttamente assorbito dal corpo umano se in dosi minime, un eccesso di questo metallo può portare a problematiche neurali e comportamentali, soprattutto nei più piccoli che, avendo più difficoltà nell’assorbimento, risentono maggiormente della tossicità dell’elemento.

Il Team di Breaknotizie

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