Vaccini, ecco il piano riservato agli adulti

Vaccini, ecco il piano riservato agli adulti

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Non solo obblighi per i più piccoli: il nuovo piano vaccinale presenta indicazioni nette anche per gli adulti.

Il nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale presenta diverse novità anche per gli adulti e non soltanto per gli obblighi relativi ai bambini. Scopriamo insieme quali sono le decisioni prese dal Comitato per la salute pubblica, con alcuni richiami da effettuare con una certa frequenza.

Il sito del Ministero della Salute ricorda che va intrapreso ogni sforzo per conseguire una massima copertura vaccinale. Un obiettivo da raggiungere col lavoro degli operatori sanitari. Il comunicato menziona anche il noto vaccino antinfluenzale, abbastanza discusso per diversi casi di influenza riscontratisi subito dopo il richiamo annuale. Per questa motivazione, numerose famiglie hanno scelto di non assumere più tale vaccino. Tutto ciò viene ampiamente dimostrato anche da una lunga serie di testimonianze e ricerche che trattano proprio di questo argomento.

L’Associazione Alzheimer Onlus riferisce che i soggetti dall’età compresa tra i 60 e i 65 anni sono più potenzialmente affetti dal morbo di Alzheimer se assumono il vaccino in maniera frequente. L’incidenza appare ben dieci volte maggiore rispetto a coloro che non ricevono tale somministrazione. Il motivo di questo inconveniente deriverebbe dalla cospicua presenza di alluminio, che entrerebbe nel sangue e rappresenterebbe una delle cause principali della terribile malattia. Molto preoccupante è anche la concentrazione di mercurio, contenente in misura elevata nella maggior parte delle vaccinazioni contro l’influenza.

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Ogni dieci anni, andrebbe assunto il vaccino contro la difterite, il tetano e la pertosse. Attenzione anche ad altre malattie della pelle quali varicella, morbillo, rosolia e parotite, con due dosi da ricevere assolutamente. E la somministrazione viene raccomandata quando si oltrepassano i 65 anni per tutti i soggetti, che siano a rischio o meno. L’obiettivo è quello di estendere tale disposizione per gli over 50. Le donne in età fertile devono essere protette fino in fondo da morbillo, varicella, rosolia e parotite al fine di proteggere eventuali nascituri.

Dall’influenza bisogna proteggersi nei primi tre mesi di gravidanza, oltre a tutti i vaccini citati in precedenza. Chi invece ha dai 65 anni in su dovrebbe vaccinarsi contro l’influenza verso il periodo di ottobre-dicembre di ogni anno. La mancata immunizzazione stagionale comporta pericoli anche piuttosto evidenti e questo concetto, sempre secondo il Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale, andrebbe sottolineato. Un ruolo di rilievo viene attribuito alla vaccinazione pneumococcica, che andrebbe somministrata in qualsiasi periodo dell’anno e soltanto una volta nella vita.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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