Un futuro privo di auto? Parigi ci prova

Un futuro privo di auto? Parigi ci prova

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Fonte immagine: http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/115357-napoli-da-lunedi-nuova-limitazione-al-traffico-ecco-le-eccezioni/

Dall’estate 2016 Parigi ha lanciato un progetto per “rimettere l’auto al suo posto”, chiudendo al traffico parte della riva destra della Senna. Funzionerà?

Riusciamo ad immaginare un futuro privo di automobili? Allo stato attuale delle cose si direbbe di no, ma per fortuna c’è chi sta provando se non ad eliminare del tutto quanto meno a limitare il più possibile la presenza di auto nelle strade cittadine. Molte città europee hanno lanciato progetti in tal senso, ma certo a fare notizia è il tentativo messo in atto da Parigi, una delle grandi capitali d’Europa e nella quale il volume di traffico cittadino è senz’altro consistente.

Dall’estate del 2016 è in vigore il provvedimento che ha chiuso al traffico automobilistico una parte della riva destra della Senna, causando polemiche e proteste come spesso avviene in questi casi; proprio per tale ragione sembra davvero difficile riuscire a disfarsi delle auto, eppure in tutto il continente aumentano le disposizioni anti-automobili, come il divieto di transito nei centri storici, pedaggi per poter accedere alle zone limitate al traffico e aree della città riservate esclusivamente a veicoli elettrici.

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La strada sembra ormai essere tracciata: ad esempio a Pontevedra, in Galizia, non vi sono più auto all’interno del perimetro urbano e a Stoccarda a partire dal 2018 non potranno più circolare in città le auto diesel. Lo stesso provvedimento riguarderà anche Parigi entro il 2020. Interventi che molti giudicano non più rimandabili, visto che il numero di auto attualmente circolanti in tutto il mondo è molto vicino ai 2 miliardi, con conseguenze per la salute dei cittadini devastanti: le spese per i problemi di salute causati dal traffico superano gli 800 miliardi di euro!

Fra i principali oppositori di tali misure ci sono i commercianti – quasi uniti da un filo comune che lega le città in cui hanno avuto luogo i provvedimenti – e ovviamente l’industria automobilistica mondiale, che parla apertamente di “autofobia”. Nelle intenzioni, però, non si tratta di avversione nei confronti dell’automobile, ma di un cambio di prospettiva nel quale non vi sia più l’auto al centro della visione che si ha di una città ma i suoi cittadini, relegando i veicoli a semplice mezzo e non a “protagonisti” delle strade, dove la loro massiccia presenza si sta rivelando dannosa in primis per la nostra salute.

 

Il team di BreakNotizie

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