Cina accusata di traffico d’organi di prigionieri musulmani e buddisti

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Migliaia di organi espiantati illegalmente da prigionieri ancora vivi appartenenti a minoranze etniche e religiose in Cina: la denuncia arriva da un’organizzazione internazionale.

Lo scorso 8 ottobre a Ginevra il gruppo China Tribunal ha denunciato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che la Cina traffica organi umani espiantati da minoranze religiose ed etniche perseguitate.  Si tratterebbe principalmente di musulmani uiguri e seguaci del movimento spirituale Falun Gong.

La denuncia del China Tribunal alle Nazioni Unite

Hamid Sabi, uno degli avvocati del China Tribunal, organo indipendente istituito a Londra nel 2018, ha asserito che la Cina praticherebbe l’espianto di cuori, reni, polmoni e altri organi da “persone vive, irreprensibili, innocue e pacifiche. Ha descritto la situazione come una violazione dei diritti umani a tutti gli effetti, un’atrocità inammissibile. La Cina, dal canto suo, avrebbe negato ogni accusa sinora, seppur riconoscendo l’impiego degli organi dei prigionieri giustiziati sino al 2015. Tuttavia, a tutt’oggi non esiste nessuna legge che ne vieti totalmente la pratica.

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Persone smembrate vive e private degli organi per il mercato nero

Il China Tribunal avrebbe anche le prove dei “crimini contro l’umanità” che la Cina sta perpetrando da oltre 20 anni. “Il prelievo forzato di organi da prigionieri politici, comprese le minoranze religiose del Falun Gong e degli Uiguri, è stato effettuato per anni in tutta la Cina su larga scala”, ha affermato Sabi. Centinaia di migliaia di vittime che sono state “tagliate e aperte da vive per prelevare loro fegato, cuore, polmoni, reni, cornee e pelle e trasformarli in merce per la vendita”. Un numero irragionevole di persone avrebbe perso la vita in modo orribile senza alcuna ragione per ordine del Governo cinese. Stando alle stime del China Tribunal, in Cina ogni anno avverrebbero sino a 90 mila trapianti, molti di più rispetto alle fonti ufficiali del Governo cinese, pari a 10 mila.

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“Una delle peggiori atrocità di massa di questo secolo”

Secondo le indagini, portate avanti grazie ad attivisti, medici e testimoni, non vi sono prove che facciano pensare che la pratica sia stata interrotta; anzi, le violazioni starebbero continuando “su scala significativa”. Gli organi prelevati sarebbero stati utilizzati a fini medici e ciò spiegherebbe anche i tempi d’attesa estremamente brevi negli ospedali cinesi per i trapianti. Al Consiglio delle Nazioni Unite Sabi ha definito questo atto come “una delle peggiori atrocità di massa di questo secolo”. La compilazione del report è stata condotta da un team di esperti guidati da Sir Geoffrey Nice QC, avvocato britannico ed ex pubblico ministero del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia.

Falun Gong, uiguri, tibetani e cristiani

Le categorie sociali più colpite secondo il report sono le minoranze religiose ed etniche. La fonte principale di organi nel mercato nero sarebbero i seguaci del Falun Gong, movimento spirituale che coniuga i precetti buddisti agli esercizi qigong e alla meditazione. Questa disciplina spirituale, sebbene inizialmente fosse praticata persino dall’élite e dalle autorità cinesi, è stata messa al bando dal Partito Comunista a partire dal 1999 a causa della sua eccezionale popolarità che avrebbe potuto rappresentare una minaccia per il potere vista la sua indipendenza dallo Stato e i suoi insegnamenti. Da allora i praticanti del Falun Gong sono stati vittime di abusi da parte del Governo cinese. Le azioni repressive includono arresti, detenzioni illegali, torture, abusi psichiatrici e lavori forzati.

 

Nel rapporto sono state definite categorie “vulnerabili” anche le minoranze rappresentate dagli uiguri, etnia turcofona di religione islamica stanziata nel Nord-ovest della Cina, dai tibetani e dai cristiani. Secondo le testimonianze raccolte fra uiguri e membri del Falun Gong, i prigionieri di coscienza vengono spesso sottoposti a controlli medici per verificarne lo stato di salute. Non vi sono prove, però, che questi checkup siano finalizzati agli espianti.

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Si parla di genocidio

Hamid Sabi ha concluso la sua esposizione di fronte alle Nazioni Unite affermando che sta alle organizzazioni internazionali indagare sulla vicenda; non soltanto per quanto riguarda l’accusa di genocidio ma anche per quello che concerne i crimini contro l’umanità. I trapianti d’organi finalizzati a salvare delle vite sono un trionfo della Scienza e della Medicina, ma non se per farlo occorre uccidere i donatori.

Il Team di BreakNotizie

 

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