Torneremo a viaggiare? Sì, ma in modo diverso…

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Shuttershock

Ancora non sappiamo quando potremo riprendere a viaggiare e per un po’ di tempo non sarà possibile muoversi al di fuori dei nostri confini nazionali. Un motivo in più per apprezzare ciò che c’è di bello nella nostra Italia.

In questo periodo il desiderio di tornare alla normalità è sempre più forte. Riprendere i vecchi ritmi, avere la libertà di muoversi, spostarsi, viaggiare. Ancora non si sa quando si potrà riprendere a viaggiare e quali saranno le modalità per farlo, una cosa è sicura: ricominceremo a farlo inizialmente entro i nostri confini nazionali. Sarà un modo per riscoprire ciò che di bello ha da offrire il nostro Paese ma anche per far ripartire l’economia di un settore particolarmente colpito dalle conseguenze del lockdown da coronavirus. L’Italia sarà quindi una meta obbligata, seppur meravigliosa, per le vacanze di quest’anno, ma dove andare e come muoversi? La risposta sta nella sostenibilità e nel rispetto del territorio e dei ritmi lenti.

Riaffacciarsi con occhi nuovi

Il confinamento forzato di questo periodo ha sicuramente accresciuto il desiderio di viaggiare, visitare posti nuovi, vedere (con nuovi occhi?) il mondo. Per ora non si sa granché su cosa sarà consentito fare. Certo è che, sia entro i confini regionali che quelli nazionali, c’è tanta bellezza da scoprire, per chi lo desidera. Il lato positivo è che nei primi tempi il turismo di massa verrà messo da parte a favore di una fruizione turistica più ragionata e rispettosa nei confronti del territorio e di chi vi abita.

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Photo by Pieter Biesemans on Unsplash

Un nuovo turismo è possibile?

Il nuovo turismo spaventa un po’ i viaggiatori: sui social e i quotidiani impazzano possibili ipotesi su come dovremo trascorrere quest’estate e il tempo libero. L’esempio più eclatante e discusso è quello dei separatori in plexiglass nelle spiagge, o la possibilità di entrare in acqua “a turni”. La vera soluzione, però, potrebbe essere un’altra, molto più semplice e intelligente: diventare dei viaggiatori responsabili, non più “vacanzieri” o “turisti”. E invece di prendere d’assalto i lidi più conosciuti o alla moda, oppure le grandi città d’arte, optare per luoghi vicini a noi e poco conosciuti, ma con tanto da offrirci e arricchirci a livello umano. Gli esempi nel Bel Paese sono numerosi e potrebbero rendere possibile un altro turismo, sostenibile e accessibile a tutti.

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Castelmezzano
[Photo by Paolo Santarsiero on Unsplash]

Ripartiamo dal locale

Che mete dovrebbe scegliere, quindi, un viaggiatore post-covid? Il consiglio è quello di ripartire dalla scoperta di piccoli gioielli, come gli antichi borghi e le loro tradizioni, l’offerta museale e culturale delle piccole città ma anche il nostro immenso patrimonio naturalistico fatto di parchi, nazionali e regionali, oasi, e riserve, culle della biodiversità. Si tratta di mete ancora non toccate dal turismo di massa, ma ben organizzate e facilmente fruibili. Aiutare la ripresa del turismo italiano mettendo per un attimo da parte le località più frequentate e concentrandosi su quelle meno gettonate, ma altrettanto ricche di offerte dal punto di vista storico, culturale e ambientalistico, dovrebbe essere una delle priorità del vero viaggiatore.

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Bosa, provincia di Oristano
[Photo by Jürgen Scheeff on Unsplash]
Il Team di BreakNotizie

 

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