Torna l’ora legale: lancette avanti sabato notte ma sarà abolita dal 2021

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Sabato prossimo si cambia nuovamente orario: lancette avanti e un’ora di sonno in meno. Ma questa potrebbe essere la penultima volta che regoliamo gli orologi.

L’avrete sicuramente notato: in questo periodo le giornate si stanno via via allungando, il sole sorge sempre più presto e tramonta più tardi. La notte fra sabato 30 marzo e domenica 31 saluteremo l’ora solare per passare a quella legale. Ciò significherà un’ora di sonno in meno ma al contempo più ore di luce e per molti l’inizio vero e proprio della bella stagione. Ma come mai si adotta l’ora legale ogni anno? Scopriamo di più su questa scelta.

Primavera avanti, autunno indietro

Nel 2019 l’ora legale entrerà in vigore a partire dalle 2 del mattino di domenica 31 marzo. Le lancette degli orologi dovranno essere spostate in avanti di un’ora, alle 3, mentre smartphone, computer e tablet si aggiorneranno automaticamente. Si tende spesso a fare confusione sul giorno esatto del cambio e se mandare le lancette avanti o indietro. Basti ricordare che il cambio d’ora da solare a legale avviene per convenzione sempre l’ultima domenica di marzo, in primavera; il passaggio da ora legale a ora solare, invece, avviene sempre l’ultima domenica di ottobre, in autunno. Per tenere a mente il giusto spostamento di lancette ricordiamo sempre: “primavera avanti, autunno indietro”! Semplice, no?

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Perché è stata istituita l’ora legale?

L’ora legale, nel corso dei decenni, è stata abolita e rispristinata varie volte. Il motivo principale per il quale si attua è il risparmio energetico. La modifica dell’orario, infatti, permette di utilizzare di meno l’illuminazione elettrica e di ottimizzare l’impiego delle ore di luce naturale. Lo spostamento delle lancette è una sorta di riadattamento in chiave moderna dei ritmi delle antiche società agricole, nelle quali le attività della giornata erano scandite dal sorgere e il tramontare del sole. Con l’avvento della rivoluzione industriale, infatti, questi ritmi naturali vennero stravolti per adattarli agli orari fissi dei turni in fabbrica e agli orari dei treni.

Fu nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, che venne impiegata per la prima volta la soluzione dell’ora legale. Germania e Austria furono le nazioni che l’adottarono per prime con lo scopo di risparmiare carbone e successivamente fece lo stesso anche la Gran Bretagna, che istituì il British Summer Time. Seguì l’esempio anche l’Italia nello stesso anno, come misura di guerra. Venne scelta, per convenzione, la fascia oraria di cambio – fra le 2 e le 3 di notte – con minor traffico ferroviario, in modo da non creare disagi con gli orari programmati di arrivi e partenze dei treni. Dal 1996 l’ora legale è divenuta obbligatoria per tutti gli stati appartenenti all’Unione Europea, col fine di massimizzare la luce naturale a disposizione in base alle attività umane, in modo da ridurre i consumi energetici.

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Quanta energia si risparmia con i cambi d’orario?

Secondo i dati forni da Terna, operatore di reti per la trasmissione dell’energia, questa alternanza fra ora solare e legale ha fatto risparmiare all’Italia ben 567 GWh nel periodo compreso fra marzo e ottobre 2017. Un quantitativo di energia pari al fabbisogno medio annuo di oltre 200 mila famiglie. A ciò corrispondono anche minori emissioni di CO2 nell’atmosfera (320 mila tonnellate in meno). Se si pensa che 1 chilowattora ha un costo di circa 19,5 eurocent, il risparmio stimato è di 110 milioni di euro. Dal 1996 al 2013, secondo le statistiche di Assoelettrica, si è arrivati a risparmiare oltre un miliardo di euro.

Questi dati però non riguardano tutti i settori produttivi: l’agricoltura, ad esempio, è una di quelle aree che ne risente in maniera negativa dal momento che il lavoro nei campi è concentrato alle prime ore del mattino ed è allora che è necessaria l’elettricità. Occorre sottolineare inoltre che il margine di risparmio non è uguale in tutti i mesi in cui è in vigore l’ora legale: più luce naturale si guadagna allo spostare delle lancette, maggiore è il risparmio. Quindi i mesi a beneficiare di più di questo risparmio sono aprile e ottobre. Andando nel dettaglio, in questi due mesi si arriva a risparmiare sino a 150 milioni di KWh, a settembre e maggio circa 80 milioni mentre i mesi restanti 30 milioni.

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Gli effetti dell’ora legale sull’organismo

Col ritorno all’ora legale si avrà, all’inizio, meno luce al mattino ma il tramonto verrà posticipato di un’ora. Questo cambio d’ora comporta in genere un piccolo squilibrio dei nostri bioritmi, effetto paragonabile al jet lag, e le conseguenze si possono protrarre per un mese, sino a quando fisico e mente non si abituano. È normale, quindi, percepire più stanchezza, avere disturbi del sonno ed essere più nervosi i primi giorni dopo il cambio d’orario. In compenso, però, l’aumento di ore di luce a disposizione stimolano la produzione di serotonina, l’ormone della felicità.

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Potrebbe essere il penultimo anno dell’ora legale

Gli effetti collaterali da cambio d’orario potrebbero sparire definitivamente grazie alla risoluzione legislativa sostenuta recentemente dal Parlamento europeo. È stata infatti approvata a maggioranza la fine dei cambi stagionali d’ora a partire dal 2021. La scelta di adottare l’ora legale o quella solare sarà a discrezione dei Paesi membri, pertanto i Paesi che decideranno di mantenere l’ora legale sposteranno le lancette per l’ultima volta il 28 marzo 2021, mentre quelli che vogliono mantenere l’ora solare le sposteranno per l’ultima volta il 31 ottobre 2021. Per adesso, però, è ancora tutto da decidere.

Il Team di BreakNotizie

 

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