T2 Trainspotting: Danny Boyle torna a raccontare le dipendenze in tutte le loro forme

T2 Trainspotting: Danny Boyle torna a raccontare le dipendenze in tutte le loro forme

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Può una persona cambiare davvero?

Con T2 – Trainspotting Danny Boyle torna nel sordido mondo che ne aveva sancito la prima consacrazione come regista.

Vent’anni trascorsi dal suo predecessore cinematografico, vent’anni trascorsi anche nella realtà dal primo Trainspotting, ormai vero e proprio film di culto capace come pochi di raccontare uno spaccato di realtà della tossicodipendenza. Venti lunghi anni dalle vicissitudini dei quattro protagonisti del primo Trainspotting del 1996: Mark “Rents” Renton, Francis “Franco” Begbie, Daniel “Spud” Murphy e Simon “Sick Boy” Williamson, tutti interpretati dagli stessi attori e che a seguito di numerose incomprensioni prendono strade differenti. Rimaneva però nell’aria una strana sensazione di “non detto”, ed ecco che Danny Boyle, regista del lungometraggio del 1996, torna alle proprie origini con il sequel T2 – Trainspotting. Mark Renton (Ewan McGregor) è ad Amsterdam, sposato e con una vita finalmente normale dopo essere stato tanti anni prima sull’orlo della rovina a causa della dipendenza da eroina. Il matrimonio però è in aperta crisi, e per questo Mark decide di ritornare nella natia Scozia per trovare il padre, rimasto vedovo e ora solo nella vecchia casa di famiglia.

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Cercando di riprendere i contatti con i vecchi amici di un tempo, e di riconciliarsi con alcuni di loro dopo gli eventi accaduti alla fine del primo Trainspotting, Rent capisce che purtroppo ben poco è cambiato. Spud non è mai uscito dalla spirale dell’eroina e ha sviluppato anche marcate tendenze suicide; Sick Boy ha ricevuto in eredità un pub che gestisce a Leith (cittadina a nord di Edimburgo), ma con scarso successo e alternando piccole truffe e altre attività poco lecite; Begbie, da sempre il più violento e irascibile del quartetto, sta scontando una condanna a ben 25 anni ed è ben sorvegliato a causa del suo pessimo temperamento. Ben presto Rent capirà che riprendere in mano la situazione sarà molto difficile, soprattutto a causa del grande rancore che Sick Boy serba ancora verso di lui e della cronica incapacità di Spud di uscire dal tunnel dell’eroina. A complicare ulteriormente le cose, un’avvenente e intraprendente ragazza: Veronika, compagna di Sick Boy e che con lui vorrebbe ampliare la clientela del pub trasformandone il piano superiore in un distorto centro ricreativo zeppo di alcool, donne e droghe.

Pur non essendo un vero “crack” al botteghino (circa 33 milioni incassati in tutto il mondo a fronte di un budget di circa 18), e non essendo “progettato” per diventarlo, T2 coglie nel segno, riuscendo a riprendere il discorso là dove Trainspotting finiva. Ancora una volta il canovaccio proviene da un racconto di Irvine Welsh: Porno, anche se in questo caso Boyle se ne distacca maggiormente. Il romanzo di Welsh è infatti ambientato 10 anni dopo gli eventi del suo predecessore anzichè i 20 del film, e pone maggiormente l’attenzione sul mondo del porno come possibile nuovo campo d’affari, un qualcosa che invece nel film è solo accennato. Il cast, invecchiato bene, funziona egregiamente proprio come tanti anni fa, riuscendo a raccontare bene una storia sordida ma nella quale ci sarà spazio per una fioca luce di redenzione in fondo al tunnel…della droga.
Da vedere.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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