Soia: alimento salutare o dannoso?

Soia: alimento salutare o dannoso?

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Gli scaffali dei centri commerciali sono oramai pieni di prodotti a base di soia, come latte, hamburger, formaggi, yogurt, dolci vari, ma la soia fa davvero bene o è un falso mito da sfatare? Ecco cosa è bene sapere.

La soia fino a una decina di anni fa in Italia era praticamente sconosciuta mentre nei Paesi orientali era utilizzata soprattutto come fertilizzante del terreno, solo con la messa a punto di tecniche di fermentazione fu resa commestibile. Inizialmente in Occidente è arrivata in forma di olio usato in ambito industriale, mentre gli scarti, ricchi di proteine, erano trasformati in mangime per animali. L’evoluzione continua quando in Occidente si scopre che la soia in Oriente era utilizzata anche per il consumo umano e che lì le persone erano piuttosto longeve. Questi due elementi sono stati associati e quindi ne è derivato che la soia è un alimento prezioso e salutare.

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A questo deve essere aggiunto che l’industria alimentare con la sua evoluzione e la scoperta di emulsionanti e coloranti in grado di alterare sapore, colore, aspetto, migliorando le caratteristiche organolettiche degli alimenti, è riuscita a trasformare la soia in quasi tutto: latte, olio, carne, formaggio, dolci e quindi il consumo è notevolmente aumentato in quanto riesce a fornire più di un pasto completo. Questa è diventata la soluzione ottimale per chi ha deciso in questi anni di adottare uno stile di vita vegetariano, vegano o salutista perché è riuscito, grazie alla ricchezza di proteine della soia e alla sua trasformabilità in quasi tutto, a sostituire i prodotti di origine animale. Si tratta però di una scelta davvero saggia? Proviamo a scoprirlo.

La prima cosa da dire è che la soia nei Paesi orientali è consumata in misura ridotta rispetto all’uso che se ne fa in Occidente e in forma più naturale, cioè dopo un processo di fermentazione, ma senza alterazioni, insomma non la trasformano in bistecche. Inoltre l’alimentazione non è priva di carne e quindi riescono ad avere effetti benefici limitando quelli collaterali associati ad una dieta con forte presenza di proteine della soia. Il primo elemento negativo della soia è dato dal fatto che in elevate quantità colpisce la fertilità negli uomini. In particolare un eccesso di isoflavoni della soia ha effetti negativi sulla salute di molti mammiferi in quanto altera la funzionalità epatica, causa malattie della tiroide e sterilità. Gli effetti sono maggiormente pesanti se il consumo inizia in tenera età, ad esempio usando il latte di soia per alimentare i neonati. In questo caso gli isoflavoni vanno ad influire sull’equilibrio ormonale provocando una ritardo nella maturazione sessuale dei ragazzi.

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Nelle ragazze succede il contrario, cioè hanno una maturazione precoce con sviluppo del seno già ad otto anni. Una ricerca condotta in Gran Bretagna ha permesso di rilevare che le donne in età fertile che hanno assunto per un mese 60 grammi di proteine di soia, l’equivalente di due bicchieri di latte di soia, hanno evidenziato una sospensione del ciclo mestruale. Emerge anche che in seguito per ripristinare il giusto equilibrio nel ciclo mensile è necessario attendere per ben tre mesi.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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