Singapore: il nuovo impianto di desalinizzazione avrà un cuore “verde”

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Da molti anni nell’isola di Singapore il fabbisogno di acqua potabile è coperto grazie ai 3 impianti di desalinizzazione esistenti; attualmente è in fase di costruzione un quarto, che avrà una particolarità, quella di sembrare un grande parco verde.

Il quarto impianto di desalinizzazione si chiama “Keppel Marina East Desalination Plant”, ed ha la particolarità di essere stato progettato con uno spirito “green”. È il primo impianto al mondo di questo tipo e tratterà sia acqua salata che acqua proveniente dalla Marina Reservoir, a seconda che sia presente maggiore o minore aridità. Quando la sua realizzazione sarà completata, gli abitanti di Singapore ed i turisti non si troveranno però davanti un impianto, ma un parco verde fruibile da tutti.

L’impianto avrà un tetto della superficie di 20mila metri quadri, con presenza di molteplici piante e completato da un sistema che permette di innaffiarle grazie alla raccolta delle acque piovane. Ong Tiong Guan, il “Ceo” della Keppel Infrastructure, descrivendo l’impianto in costruzione ha spiegato come si mescoli all’ambiente che lo circonda, consentendo a tutte le persone di poter apprezzare non solo lo spazio verde che si trova in cima alla struttura, ma anche tutto il verde che la circonda. I macchinari che eseguono il trattamento delle acque sono collocati al di sotto del terreno.

In un momento in cui le risorse idriche si stanno esaurendo, garantire l’acqua potabile è una delle grandi sfide che attendono tutte le nazioni, e con questo impianto si fa decisamente un passo avanti. La data di chiusura dei lavori di questo impianto è prevista nel 2020 e, una volta in produzione, l’impianto dovrebbe garantire giornalmente una fornitura di 100 milioni di litri d’acqua.

L’isola di Singapore è senza dubbio il leader mondiale per quanto riguarda il riciclo dell’acqua. Alcuni anni fa questo è stato certificato anche da una organizzazione specializzata in materia, la “Circle of Blue”, in un intervento del suo portavoce, Brett Walton. La Malaysia, stato dalla quale dipende Singapore, sta fornendo al momento circa il 50% del fabbisogno di acqua potabile all’isola, ed il contratto di fornitura ha come scadenza il 2061, per cui per quella data l’isola ha la necessità di raggiungere l’autosufficienza. La realizzazione del quarto impianto di desalinizzazione va pertanto in questa direzione.

Le stime che riguardano il fabbisogno di acqua potabile per Singapore parlano di circa 6.900 miliardi di mc nel 2030, a fronte dell’attuale fabbisogno, che si calcola in 4.500 miliardi di mc. Una parte di questo fabbisogno è naturalmente destinato alle necessità ambientali. Per raggiungere l’autosufficienza, Singapore sta lavorando su tre fronti: il primo è quello della raccolta di acque piovane, il secondo la desalinizzazione, ed il terzo il riciclo delle acque reflue. È bene ricordare che Singapore ha una superficie di 641 chilometri quadri, e che sul suo territorio vivono più di 5 milioni di persone, per cui è la seconda nazione al mondo per quanto riguarda la densità di popolazione, alle spalle del più piccolo principato di Monaco.

La raccolta dell’acqua piovana viene effettuata tramite 17 serbatoi dislocati nelle varie zone dell’isola che consentono di catturare quelle che defluiscono dai tetti, ma anche dai marciapiedi, strade, corsi d’acqua e terreni. Con questo metodo si raggiunge il 20% del fabbisogno di acqua. Con la desalinizzazione, operazione che ha costi decisamente alti, si dovrebbe raggiungere il 30% del fabbisogno, mentre il restante 50% dovrebbe essere fornito dal riciclo delle acque reflue, tramite gli impianti “NEWater”, utilizzato in massima parte per le necessità legate agli impianti industriali, ma che potrebbe anche entrare nelle condutture che distribuiscono l’acqua potabile.

Il Team di BreakNotizie