Risparmiatori truffati: una vicenda tutta italiana

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Oltre al danno la beffa. In questo semplice modo di dire possiamo riassumere la situazione dei risparmiatori di Banca MarcheBanca Popolare dell’EtruriaBanca Carife e Banca CariChieti. Non solo hanno perso i risparmi di una vita ma hanno anche dovuto sentire che li accusavano di essere degli speculatori. Persone comuni, pensionati, padri e madri di famiglia che si sono fidati delle banche e hanno investito i loro soldi in bond, peccato che nessuno li abbia avvisati dei rischi a cui andavano incontro. Ora attendono un’azione da parte del Governo italiano che in qualche modo li rimborsi del danno ricevuto.

Dopo aver varato la Legge di Stabilità, che dovrebbe provvedere ad un rimborso, seppure parziale, degli obbligazionisti truffati dalle banche in questione, e aver stabilito in 90 giorni il termine ultimo per provvedere alla nomina degli arbitri che devono stabilire a chi vadano i rimborsi, arriva una sorpresa che possiamo definire tipicamente italiana. I tempi previsti non saranno rispettati, problemi tecnici protrarranno le nomine fino a febbraio, con la speranza che non si vada oltre.

Questi presunti problemi tecnici non sono altro che problemi di incostituzionalità. I decreti dovrebbero prevedere un trattamento preferenziale per chi ha investito più della metà del proprio patrimonio. Tutto ciò andrebbe a discapito di chi è stato sì truffato ma non ha perso poi così tanto. E chi lo stabilisce? Come si fa a decidere chi ha subito un danno maggiore da quanto accaduto? Proprio questo criterio va a violare un principio fondamentale della nostra Costituzione: l’uguaglianza di trattamento.

La questione ruota tutta attorno al Fondo di solidarietà stanziato dal Governo proprio per aiutare i cittadini truffati. Purtroppo sono a disposizione solo 100 milioni di euro che potranno aiutare circa 2500 risparmiatori. E tutti gli altri? Dovranno subire le conseguenze di qualcosa di cui non sono colpevoli? Dovranno accettare di non rivedere più i loro soldi? Naturalmente i cittadini corrono ai ripari per quanto possono. Questo significa che molti di loro hanno già iniziato a chiudere i loro conti correnti e a trasferirli in altre banche che ritengono siano più sicure e maggiormente rispettose dei loro interessi.

Mentre il premier Renzi dichiara a giornali e televisioni che i risparmiatori hanno firmato dei regolari contratti, la Federconsumatori e Adusbef si sono unite per rappresentare i cittadini coinvolti nello scandalo e per intraprendere un’azione legale contro tutte le istituzioni che, a parer loro, si sono macchiate di frodemancata vigilanza e dichiarazioni false al mercato. Già, perché se queste persone ora si ritrovano senza soldi vuol dire che tutta questa regolarità nei contratti da loro firmati non c’era.

Il fatto ancora più assurdo è che gli uomini dell’Anac, ossia l’Autorità Nazionale Anticorruzione, che sono stati chiamati a indagare e fare chiarezza su quanto accaduto, saranno affiancati da Bankitalia e Consob, due istituzioni che avrebbero dovuto vigilare per evitare che si verificasse una situazione simile. Sembra proprio un evidente conflitto di interessi. E i poveri risparmiatori truffati dovrebbero affidarsi a loro per riuscire ad ottenere la restituzione del denaro che gli è stato sottratto illegalmente? Se non fossimo in Italia si potrebbe credere a un grandissimo scherzo ben architettato. Peccato che il Belpaese non è nuovo a queste vicende. Il problema è che a farne le spese sono sempre i cittadini che vivono la loro vita in maniera onesta.

Il Team di BreakNotizie