“Qualità della Vita”, è Mantova la miglior città del 2016: Roma perde invece tante posizioni in classifica

“Qualità della Vita”, è Mantova la miglior città del 2016: Roma perde invece tante posizioni in classifica

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La tradizionale classifica che ogni anno certifica la Qualità della Vita nelle città italiane premia Mantova: è invece Crotone a chiudere la graduatoria 2016, mentre Roma perde diverse posizioni.

Il consueto appuntamento con il rapporto Qualità della Vita, pubblicato da Italia Oggi e stilato in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, ha riservato anche quest’anno diverse sorprese, sancendo il momento di difficoltà di alcuni centri metropolitani, tra cui la stessa Capitale. A primeggiare nell’ultima graduatoria è Mantova, interrompendo un dominio quinquennale di Trento e della sua provincia che, nelle edizioni precedenti, aveva fatto registrare il più alto tenore di vita fra le città considerate. Vediamo di seguito, più nel dettaglio, quale è la “fotografia” che lo studio relativo al 2016 restituisce a proposito del Bel Paese.

IL RAPPORTO QUALITÀ DELLA VITA – Il rapporto che Italia Oggi rende noto solitamente tra il mese di novembre e dicembre ha oramai guadagnato una tale credibilità da essere tenuto in considerazione al pari delle analisi pubblicate dall’ISTAT. E il “report” presentato alcuni giorni fa dal quotidiano economico assieme all’Università La Sapienza conferma le linee di tendenza notate negli ultimi mesi, con alcune piccole province che primeggiano nella classifica della Qualità della Vita e i grandi centri come Roma che arrancano tra problemi e criticità diffuse. Lo studio, come è noto, prende in esame le diverse aree provinciali e poi le valuta tenendo conto di nove parametri-base, tra i quali il livello di benessere, l’ambiente, l’ordine pubblico, la qualità dei servizi e la salute dei suoi abitanti.

LA PROVINCIA DI MANTOVA SPODESTA TRENTO – Come accennato, la palma di miglior provincia del 2016 è andata a quella che fa capo a Mantova: la cittadina lombarda è riuscita nell’impresa di interrompere il “dominio” di Trento che durava da cinque anni; a completare il podio è Belluno, una delle sorprese dell’edizione di quest’anno. Tuttavia, il dato che emerge con maggior forza è che, ancora una volta, sono le città della piccola provincia del Nord e Centro Italia a primeggiare, dato che nella “top ten” troviamo anche Pordenone e Siena. I centri metropolitani, invece, fanno registrare un diffuso scadimento del tenore di vita, con Milano che conquista solo il 56esimo posto, scalando di 7 “caselle”, seguita da Torino (70esima) e Roma (88esima), mentre a Napoli e provincia spetta una poco lusinghiera 108esima posizione.

IL CROLLO DI ROMA E LE ALTRE INDICAZIONI – A destare scalpore però è la “caduta libera” di Roma che perde 19 posizioni rispetto al 2015 e sembra entrata in una spirale negativa che non conosce fine. La “maglia nera” spetta invece a Crotone che, al pari di altre realtà meridionali, chiude la classifica a causa di livelli di salute, condizioni lavorative e servizi ampiamente insufficienti. Se si tiene conto dell’intera provincia, il fanalino di coda è Imperia, che denota i parametri peggiori assieme a Massa-Carrara e Frosinone. Infine, è interessante analizzare anche le altre province, valutate dal rapporto in quattro “fasce” (Buona, Accettabile, Scarsa, Insufficiente): in totale, sono 24 gli enti locali che ottengono il massimo dei voti mentre 18 sono le province italiane in cui la qualità della vita è definita Insufficiente.

 

 

Il team di BreakNotizie

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