Prezzi raddoppiati in Italia dopo 15 anni di Euro

Prezzi raddoppiati in Italia dopo 15 anni di Euro

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In questo mese di gennaio l’Euro, la moneta unica dell’Europa, raggiunge il traguardo dei quindici anni di vita. Molti prezzi sono aumentati e benzina e pizza sono raddoppiati.

L’Euro compie 15 anni, e tutti si ricordano le parole pronunciate in quella occasione dall’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi. Il suo adagio “Con l’Euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”, non si è però avverato. Del fatto di lavorare di meno, naturalmente non si è mai parlato, anzi, visto il continuo rialzo dell’indice di disoccupazione nel nostro Paese, si potrebbe dire che “non si lavora proprio”, mentre sicuramente il guadagno è aumentato, ma solo in termini di valore assoluto, data l’inflazione, e non come potere d’acquisto.

Ci sono infatti molte polemiche relative proprio al potere d’acquisto, che stando ai numeri sarebbe cresciuto, in misura maggiore dell’inflazione, ma che si scontra con la realtà del paniere dei prodotti che ne comprende un numero nettamente inferiore rispetto a quelli che determinano l’inflazione ufficiale e quindi con affidabilità ridotta. Un esempio chiarificatore delle polemiche è dato dal fatto che nello scorso anno, a far parte del calcolo effettuato dall’Istat ci sono anche prodotti come i leggins da bambina ed i tatuaggi, che sono effettivamente dei prodotti di “largo consumo”, ma che non sono sicuramente tra le “spese di tutti i giorni”.

Per capire dunque se il cambio dalle valute nazionali alla moneta unica è stato davvero conveniente per il portafoglio degli italiani, si possono considerare le spese correnti, quelle cioè che vengono effettuate più volte durante i 12 mesi, se non addirittura tutte le settimane. Andando al dettaglio, il primo dato sensibile è quello del caffè al bar, che sicuramente nel 2002 non sarebbe costato 2.000 lire a tazzina, e che ha invece superato quella che era stata definita come la soglia “psicologica”, ossia 1 euro a tazzina, prezzo che in moltissimi bar è arrivato a 1,10 euro, ed in alcuni casi a 1,20 euro.

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Altra situazione in cui la comparazione non va meglio è quella relativa al biglietto per il cinema, che prima del gennaio 2002 costava in media sulle 10mila lire, mentre oggi la media nazionale si attesta tra gli 8 e gli 8,5 euro. Nel caso del prezzo della pizza, il costo è più del doppio; ad inizio 2002 a Roma si poteva mangiare una pizza con 5 mila lire, mentre oggi è molto difficile trovare una pizza ad un costo inferiore ai 6 euro. Lo stesso si può dire per i quotidiani, spesa giornaliera per eccellenza, passati dalle 1500 lire agli 1,5 euro di oggi. In calo invece, per il miglioramento della tecnologia, i prezzi di tutte le apparecchiature elettroniche, a partire dai televisori; oggi un moderno televisore con la tecnologia dell’HD, costa circa la metà rispetto agli apparecchi a tubo catodico del 2002, così come i telefoni cellulari.

Il discorso è invece diverso, e qui tornano in ballo gli aumenti, sia per le utenze che per le bollette. L’apertura al mercato non ha portato quei risparmi che si pensavano di ottenere, ma ha causato invece dei rincari, come ad esempio per luce e gas, aumentate rispettivamente del 60 e del 100%. Fra i rincari non si può non citare quello dei carburanti, che dalle 2mila lire per litro della benzina nel 2002, è arrivata ad un prezzo di 1,5 euro, dopo aver sfiorato, in passato, anche la soglia dei 2 euro. In questo caso c’è anche da tenere conto delle variazioni dei prezzi del petrolio, che dovevano però calare proprio con l’utilizzo della moneta unica.

 

 

Il team di BreakNotizie

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