Una plastica 100% ecosostenibile ottenuta dagli aghi di pino

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I ricercatori dell’Università di Bath hanno sviluppato una tecnica per realizzare una bioplastica ecologica ottenuta dagli aghi di pino.

La plastica ha sicuramente modificato il nostro stile di vita e ha rivoluzionato la società nell’arco di mezzo secolo. Tuttavia, se da una parte la notevole crescita tecnologica ci ha consentito di impiegare tale materiale in modi prima impensabili e sempre più sofisticati, dall’altra occorre riconoscere anche che il suo consumo è una delle prime cause dell’inquinamento sulla Terra. Un team di ricercatori dell’Università di Bath ha così ideato un metodo per realizzare dei polimeri di plastica derivati dagli aghi di pino. Un tipo di plastica sostenibile che potrebbe essere determinante per la salvaguardia dell’ambiente in futuro.

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Un polimero tutto naturale

I polimeri plastici vengono realizzati a partire dal pinene, un composto organico contenuto nella resina di varie conifere caratterizzato da un gradevole odore balsamico, il caratteristico profumo di pino silvestre. Questa sostanza in futuro potrebbe costituire un valido sostituto del caprolattame, il polimero a base di petrolio che normalmente viene aggiunto a diversi tipi di poliestere biodegradabili per renderli più flessibili. In questo modo si otterrebbe un prodotto totalmente rinnovabile.

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Riciclare gli scarti dell’industria della carta in maniera virtuosa

Ma da dove ricavare la materia prima, ossia gli aghi di pino? Secondo il team di ricercatori, guidati dalla professoressa Helena Quilter, si potrebbero riciclare in maniera virtuosa le ingenti quantità di aghi di pino provenienti dagli scarti della lavorazione della carta, che solitamente vengono buttati. Nelle falegnamerie o nei processi per la produzione della carta, infatti, quando si tagliano gli alberi per le lavorazioni successive gli aghi di pino e i rami più piccoli vengono scartati e mandati al macero. Un’altra fonte dal quale ricavare gli aghi di pino potrebbe essere rappresentata anche dagli alberi di Natale che molte persone buttano dopo le festività, quelli che è non più possibile salvare ripiantandoli.

Se si riuscisse a produrre plastica utilizzando delle fonti sostenibili potremmo finalmente fare la differenza per l’ambiente”, ha dichiarato la Quilter. Per ora il team ha prodotto solamente pochi grammi di bioplastica di pino ma il prossimo obiettivo è aumentarne la produzione e impiegarla per imballaggi alimentari, impianti medici e sacchetti di plastica.

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La bioplastica rivoluzionerà il mondo dell’industria chimica

Come ha spiegato il responsabile del Centro per le Tecnologie Chimiche Sostenibili dell’Università di Bath Matthew Davidson, lo studio è parte integrante di una ricerca più ampia finalizzata a impiegare sostanze chimiche biologiche in alternativa ai prodotti petrolchimici. “Fornendo una materia prima rinnovabile potremmo ridurre l’utilizzo di combustibili fossili e rivoluzionare l’industria chimica”. Sono in corso anche altri studi per prendere in considerazione altri composti organici: uno fra questi è il limonene degli agrumi. Ottenendo dei risultati concreti, in un futuro non lontano potremo liberarci dalla schiavitù della plastica derivata dal petrolio ed avere al suo posto dei materiali innovativi ed ecosostenibili.

Il Team di Breaknotizie

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