Pedopornografia online in aumento: perché è difficile contrastarla?

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45 milioni di video e foto su minori vittime di abusi sono stati scambiati sul Web lo scorso anno e il fenomeno è in preoccupante crescita. Perché le misure contro la pedopornografia online sono attualmente poco efficaci?

Ben 45 milioni di video e foto che riprendono bambini abusati sono stati diffusi su Internet nel 2018, il doppio rispetto al 2017. Il dato allarmante giunge dal National Center for Missing and Exploited Children, riportato recentemente sul New York Times. Un fenomeno, quello della pedopornografia online, in preoccupante crescita se si pensa che nel 1998 le denunce non superavano i 1000 casi e 10 anni dopo hanno raggiunto i 100.000. Lo scorso anno sono state registrate 18,4 milioni di segnalazioni alle autorità competenti.

L’inchiesta del New York Times

I reporter del Times hanno condotto l’inchiesta basandosi su 10 mila pagine di documenti di giudiziari e polizia, analizzando la rintracciabilità di questo materiale, video e foto estremamente espliciti e brutali, sui motori di ricerca. Sono state intervistate anche diverse vittime di questi abusi, che hanno raccontato al giornale l’impatto che hanno avuto nelle loro vite le violenze che hanno subito, incluso anche il fatto che fossero stati registrati in video e immortalati in foto sparsi sul Web, difficili se non impossibili da intercettare ed eliminare.  Nel report sono incluse persino delle conversazioni con un pedofilo che ha protetto la sua vera identità tramite un programma di crittografia e che gestisce un sito che presenta oltre 17 mila foto di pedopornografia.

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Pedopornografia online sempre più diffusa anche fuori dal Dark Web

Qual è la causa dell’aumento esponenziale della diffusione di materiale pedopornografico in questi ultimi dieci anni? Sicuramente le nuove tecnologie di cui ormai tutti possono disporre hanno facilitato enormemente lo scambio di questo genere di materiale, sino a poco tempo fa relegato solamente al Dark Web. Oggi infatti i canali più impiegati per lo scambio di questi materiali sono piattaforme più comuni e di facile utilizzo come Tumbrl, Dropbox, Bing e persino Facebook Messenger. Soltanto in quest’ultimo programma di instant messaging lo scorso anno sono state registrate 12 milioni di segnalazioni.

Come agiscono i gruppi online di pedofili

Come riporta il New York Times: “Seguendo una tendenza particolarmente inquietante, i gruppi online condividono immagini di bimbi sempre più piccoli e con forme di abuso sempre più estreme. Tali gruppi si servono del Dark Web e di tecnologie crittografate per istruire i pedofili su come compiere i propri crimini e persino come registrare e condividere video e immagini dei loro abusi. In diversi forum online, i bambini vengono costretti a reggere dei cartelli col nome del gruppo oppure con altre informazioni univoche per dimostrare che si tratta di immagini recenti”.

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La duplice natura del Web: perché è difficile arginare la pedopornografia online

Come è possibile un fenomeno di questa portata e come mai i pedofili continuano ad agire indisturbati? Parte delle responsabilità sono da attribuire ai colossi del Web, ben consapevoli di questa piaga sin dagli albori di Internet e che non sono stati capaci di agire a tempo debito per arginare efficacemente la pedopornografia.

L’ostacolo principale è la crittografia di cui si servono la maggior parte delle piattaforme social e delle app che utilizziamo ogni giorno. Se da una parte questa tecnologia è utile e necessaria per proteggere la privacy degli utenti e scambiarsi messaggi in sicurezza, dall’altra scherma e protegge anche chi condivide materiale pedopornografico. Lo stesso problema riguarda i fenomeni di hate speech, i discorsi che incitano all’odio, e il revenge porn, pure questi difficili da arginare, e in continua espansione. È l’uso sbagliato e illegale dei social che genera questi “mostri” e li nutre. La sfida per il futuro, dunque, è eliminare o almeno arginare il lato oscuro di Internet: un mondo dalle infinite possibilità ma che cela anche le più atroci bassezze della natura umana.

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Il Team di BreakNotizie

 

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