Operare senza anestesia ora è possibile in Italia grazie all’ipnosi

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All’ospedale Niguarda di Milano una paziente è stata sottoposta ad operazione chirurgica senza somministrargli sedazione profonda, utilizzando l’ipnosi. In futuro la pratica potrà essere applicabile anche su altri casi, evitando così le possibili reazioni avverse da anestetici.

Raggiungere uno stato mentale talmente distaccato dalla realtà e dal proprio corpo da non percepire il dolore e poter subire con serenità un intervento chirurgico senza sedazione. Sono queste le nuove frontiere della medicina, una realtà possibile grazie all’ipnosi. Fantasie new age? Tutt’altro: l’ipnosi è una tecnica con basi scientifiche solide e grazie alle sue notevoli potenzialità si sta affermando sempre di più nella pratica medica, in ambito chirurgico e non solo.

Il caso italiano

L’ultimo esempio all’ospedale Niguarda di Milano, dove una paziente di 82 anni è stata operata con successo alla valvola aortica senza anestesia totale. È stata indotta dallo staff medico in uno stato di ipnosi che ha permesso di evitare l’impiego di farmaci sedativi. La donna, infatti, non poteva sottoporsi a sedazione profonda pena complicazioni al livello polmonare. L’intervento è perfettamente riuscito e la paziente ha dichiarato di non aver provato alcun dolore o fastidio. Non si tratta della prima volta che questa tecnica viene applicata in Italia. Ad agosto 2019, nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Legnano, un altro paziente era stato sottoposto ad un delicato intervento al cervello (craniotomia ed evacuazione di ematoma sottodurale) usando l’ipnosi. Questa tecnica può essere applicata anche al di fuori della sala operatoria, per mitigare i dolori del travaglio o il malessere correlato a depressione e ansia.

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Ipnosi, tecnica antica

Si parlava di ipnosi già in antiche fonti risalenti a 1500 a.C., ma è stato soltanto nel XVIII secolo che la pratica è stata presa maggiormente in considerazione. In questo campo uno dei nomi più famosi è Franz Mesmer, un medico tedesco che sosteneva come l’ipnosi indotta tramite manipolazione magnetica potesse essere utile nella cura delle malattie. Nel secolo successivo, il chirurgo scozzese James Braid volle approfondire i processi fisiologici legati agli stati di trance. Al giorno d’oggi il termine ipnosi può indicare una serie di diverse tecniche e approcci. Il loro comun denominatore è uno stato di trance ipnotica finale ottenuta dalla focalizzazione dell’attenzione della persona su un qualcosa di particolare e specifico, al punto da perdere la concentrazione e la percezione di tutto il resto.

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Come si induce l’ipnosi?

Non esiste una tecnica standard per indurre una persona in stato di ipnosi. Il metodo più diffuso consiste nell’aprire la seduta invitando la persona a visualizzare mentalmente un’immagine rilassante e a immaginarsi in un contesto di calma e armonia. In tal frangente, lo specialista guida la persona in stato di trance attraverso la sua voce, dandogli istruzioni o ordini. Nella realtà si tratta di una tecnica molto meno “scenografica” rispetto a quella a cui ci hanno abituato i film o gli show televisivi, tuttavia in campo psicoterapeutico è molto efficace. In questo caso lo specialista si rivolge al paziente utilizzando un linguaggio immaginifico, metaforico, che aiuta a dissociarlo dalla realtà e lo induce in uno stato a metà fra il rilassamento e la trance.

In campo medico, invece, l’ipnosi è più direttiva poiché lo specialista impartisce delle vere e proprie istruzioni per indurre il paziente in uno stato di dissociazione in tempi rapidi, che porta la persona ad uno stato di concentrazione e rilassamento altissimi.

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Nell’ipnosi nel trattamento del dolore

L’ipnosi, come detto, è capace di estraniare il soggetto dal dolore. Già nel 1992 questa tecnica venne usata al posto dell’anestesia totale per procedure chirurgiche come laparoscopie, interventi di chirurgia plastica e biopsie. Al paziente viene somministrato un leggero anestetico o un sedativo e il medico lo fa concentrare sulla respirazione, invitandolo ad immaginare uno spazio sicuro, rievocando esperienze passate piacevoli. Il cervello giunge in uno stato di concentrazione tale da riuscire ad estraniarsi completamente dalla realtà, al punto da non percepire nemmeno più il dolore. È necessario, però, che il paziente sia ricettivo e ben predisposto e per questo motivo non si può applicare su chiunque.

Dove è stata applicata sinora l’ipnosi in campo medico

Uno studioso della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York, Guy Montgomery, ha tenuto sotto osservazione un gruppo di donne sottopostesi a ipnosi prima della mastectomia. È stato riscontrato che, rispetto alle altre donne che avevano subito il medesimo intervento, provavano minor dolore, senso di nausea, stanchezza e ansia. Lo specialista avrebbe calcolato anche le possibili ripercussioni economiche dell’impiego dell’ipnosi, stimando un risparmio di ben 135 milioni di dollari l’anno per il sistema sanitario se il 90% delle biopsie al seno prevedessero l’ipnosi al posto della sedazione.

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Non solo chirurgia: in base ad uno studio del 2015 l’ipnosi sarebbe anche un valido supporto durante il travaglio. Nelle donne prese in esame, sottoposte a questa tecnica, è stato rilevato dei livelli di ansia e paura molto più bassi. A proposito di ansia, una ricerca portata avanti dall’Università di Hatford (Connecticut) ha confermato ulteriormente che l’ipnosi aiuterebbe a ridurla sensibilmente: i pazienti osservati riportavano un miglioramento dell’84% rispetto agli altri. Le applicazioni dell’ipnosi in campo medico, quindi, possono essere molteplici e la strada è ormai aperta, nella speranza che in futuro sia possibile ridurre, ove possibile, l’impiego di farmaci, non immuni da effetti collaterali.

Il Team di BreakNotizie

 

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