Niente vitalizi se si va al voto anticipato: ecco perché il PD vuole un nuovo governo

Niente vitalizi se si va al voto anticipato: ecco perché il PD vuole un nuovo governo

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Fonte immagine: http://www.senato.it/4534?album_presidente=28

Sono oltre 600 i parlamentari che non percepiranno il vitalizio in caso di voto anticipato: perciò molti sperano che il governo duri fino a settembre 2017

4 anni, 6 mesi e 1 giorno: dopo questo lasso di tempo chi è eletto in parlamento per la prima volta ha diritto al vitalizio, secondo quanto disposto dal governo Monti nel 2012. Per questa ragione molti dei parlamentari alla loro prima esperienza sperano che il governo duri fino al 15 settembre 2017, data nella quale gli eletti raggiungono il diritto al vitalizio. In tutto sono 608 fra deputati e senatori che corrono il rischio di perdere la pensione se si dovesse andare ad elezioni anticipate.

Fra questi ci sono esponenti di tutte le forze politiche, a cominciare dal Partito Democratico che ne detiene la fetta più consistente (209 parlamentari), fra i quali sono già cominciati accuse e attacchi. Secondo Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle, dietro l’intenzione di creare un nuovo governo istituzionale da parte del PD, c’è solo il desiderio di portare avanti questa legislatura fino al settembre 2017 solo per assicurarsi il vitalizio: “Il loro unico obiettivo è tenersi la pensione”, ha dichiarato Di Maio.

La replica democratica non si è fatta attendere ed è arrivata per bocca di Umberto D’Ottavio, che ha sottolineato come il voto anticipato farebbe ritornare “disoccupati molti grillini, come lo erano prima del 2013”. Un modo per cercare un accordo in grado di soddisfare tutti? L’intento di diversi gruppi parlamentari sembra essere proprio questo, mettendo l’interesse di pochi di fronte a quello collettivo. Solo i rappresentati del Movimento 5 Stelle, finora, si sono sottratti al gioco chiedendo elezioni immediate.

Tutti gli altri sono rimasti più o meno nell’ombra, in attesa di capire come si evolverà la situazione ma probabilmente pronti a dare una mano se si palesasse l’opportunità di portare avanti questa legislatura per un altro anno e mezzo abbondante. I parlamentari più a rischio sono proprio quelli del PD: eletti nel 2013 con Bersani, molti sono diventati renziani col tempo ma ora, con le dimissioni del segretario, si ritrovano sotto il diluvio e senza un ombrello, con scarsissime possibilità di essere rieletti e quindi senza vitalizio in caso di elezioni anticipate. Perciò il lavoro è febbrile affinché questa legislatura sopravviva ancora per un po’, seppur in condizioni di salute molto precarie.

Il team di BreakNotizie

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