Come proteggerti dalla manipolazione emotiva

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Sei vittima di un manipolatore emotivo o conosci qualcuno che lo è? Molto spesso chi subisce questo tipo di trattamento è talmente “soggiogato” che nemmeno se ne rende conto. Scopriamo come imparare a riconoscerlo e a proteggerci.

Quando si parla di manipolazione emotiva ci si riferisce ai comportamenti che alcune persone adottano nei nostri confronti, trasmettendoci emozioni negative e facendoci sentire in colpa. La manipolazione si può tradurre in un vero e proprio ricatto emotivo, che a lungo andare crea nella “vittima” regressione e perdita di sé. Chi è un manipolatore fa sentire l’altro colpevole, squilibrato, è capace di fargli provare vergogna per se stesso. Nella maggior parte dei casi il tipo di manipolazione è talmente subdolo che chi ne è vittima difficilmente se ne rende conto. Vediamo insieme, quindi, come riconoscerla ed imparare a proteggersi dalla manipolazione emotiva.

Usa il vittimismo come arma

Aprirsi con sincerità ad un manipolatore emotivo è un’arma a doppio taglio. Nel momento in cui mostreremo le nostre emozioni o ci lamenteremo per un suo comportamento mancante, cercherà, con un fiume di parole, di mostrare dispiacere – ma solo a parole – e al contempo di cambiare argomento polarizzando la nostra attenzione sui suoi problemi “irrisolvibili” per fare appello alla vostra compassione. Il messaggio sottinteso è: “Perché ti arrabbi con me? Non vedi quanti problemi ho? Ti dovresti vergognare…”.

Se l’impressione è che la persona che abbiamo davanti stia inventando una marea di baggianate, al 99% dei casi sarà proprio così. Prestiamo maggiore attenzione a queste situazioni, proviamo a capire che sensazioni ci sta trasmettendo chi abbiamo davanti. Chi tenta di manipolare le nostre emozioni in genere riesce ad individuare una strategia ad hoc sfruttando una situazione o un argomento che fa leva sul nostro emotivo e ci fa sentire in colpa; a quel punto al manipolatore basterà usare questa tecnica tutte le volte che serve per averci sotto scacco.

Rinfaccerà sempre il fatto di avervi aiutato

Il manipolatore emotivo è in genere bravissimo a recitare il ruolo del soccorritore. Si dimostrerà disponibile ed entusiasta nel darci una mano, a volte proponendosi di sua sponte, ma è proprio qui che inizierà l’incubo, perché non farà altro che rinfacciarlo. Cercherà di farci capire in tutti i modi – in maniera verbale e non – quanta fatica gli è costata aiutarci, a cosa ha dovuto rinunciare per mettere noi in primo piano. Un semplice ringraziamento da parte nostra non sarà sufficiente: il manipolatore riuscirà comunque a farci sentire degli ingrati, nonostante l’aiuto sia arrivato inizialmente con “spontaneità”.

Come superare questa situazione? In caso il manipolatore si offra di aiutarci, è bene cercare di chiarire il loro impegno. In che maniera? Chiedendogli in maniera diretta: “Lo puoi fare davvero? Non è che ti costa troppa fatica?”. In tal caso occorrerà agire con fermezza quando proverà a farci sentire in colpa, rimarcando il fatto che è stato lui a insistere e chiudendo la discussione. Un altro modo per evitare il ricatto emotivo da una situazione del genere è reclinare gentilmente l’offerta di aiuto.

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Nega l’evidenza

Il manipolatore emotivo è anche un bugiardo patologico: può dire una cosa e tempo dopo affermare di non averla mai detta. La sua strategia consiste nel cambiare le carte in tavola sistematicamente, lasciandoci in balia della più totale confusione. Non esiste un arrampicatore di specchi più abile di lui: è capace di razionalizzare, giustificare e illustrare situazioni al limite dell’assurdo. Questi suoi comportamenti possono indurci a dubitare di noi stessi e della realtà, sino a far vacillare le nostre certezze. Una buona strategia per difenderci dal manipolatore in questo senso è annotarci o registrare le cose che dice o scrive. Servirà a farci capire chi davvero abbiamo davanti.

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Fa sentire in colpa la sua vittima

Una delle specialità del manipolatore emotivo è far sentire in colpa gli altri, per un motivo qualsiasi. È il suo modo di ottenere attenzione e di soddisfare i propri bisogni. E per riuscirci sfrutta la compassione ed i sensi di colpa altrui. Il manipolatore, a sua detta, è infatti sempre vittima degli eventi, del caso, della vita, delle persone attorno a sé. Non è mai colpa sua e non esiste al mondo persona più sfortunata di lui. Mai lasciarsi abbindolare: tracciamo un confine fra noi e il manipolatore, tra i suoi bisogni e i nostri. Non cediamo alle richieste, piuttosto invitiamolo a prendersi le sue responsabilità. E niente sensi di colpa: le sue lamentele o accuse di egoismo nei vostri confronti non devono essere un’arma di ricatto.

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È una persona tossica

I manipolatori emozionali sono capaci di influenzare il clima emotivo delle persone che hanno attorno, come se “inquinasse” gli altri con la sua negatività. Stare troppo a lungo a contatto con una persona del genere è deleterio: si diventa co-dipendenti e risulta sempre più difficile uscirne. Questo succede perché mettiamo al centro del nostro interesse il manipolatore dimenticando noi stessi, mortificando le nostre sofferenze e i nostri bisogni.

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Fa leva sull’empatia altrui

Il manipolatore sa “scegliere” bene le sue vittime e usa in genere una tecnica collaudata per avvicinarle. In genere lo fa tentando di stabilire dei legami esclusivi e intimi, confidandosi e rivelando informazioni strettamente personali in modo da “agganciare” l’altro facendogli provare compassione. Inizialmente appariranno come persone fragili e sensibili, bisognose di aiuto. In realtà se gli verrà permesso non si faranno problemi a risucchiare all’altro tutte le energie, sino ad annientarlo. Impariamo quindi a riconoscere queste persone e a tenerci a debita distanza. Se si tratta di persone con cui dobbiamo avere a che fare nostro malgrado, come ad esempio parenti, meglio frequentarli “a piccole dosi”. La nostra vita e il nostro benessere devono essere le cose più importanti da salvaguardare.

Il Team di BreakNotizie

 

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