L’uomo di Neanderthal conosceva già l’aspirina

L’uomo di Neanderthal conosceva già l’aspirina

- in Scienza
597
0

Gli uomini di Neanderthal non erano così rozzi e primitivi come comunemente crediamo, anzi: sapevano già come curarsi utilizzando dei rimedi naturali

In base a quanto scoperto da un team internazionale di scienziati diretto dall’Università di Liverpool, dalla Dental School dell’Università di Adelaide e dall’Australian Center for Ancient DNA (Acad), l’uomo di Neanderthal, comunemente ritenuto primitivo e rozzo, era già capace di servirsi di medicinali.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, ha preso in esame del tartaro di un esemplare adolescente di Homo neanderthalensis, rinvenuto in Spagna ed appartenente al periodo del Paleolitico medio, era compresa fra i 200 mila e i 40 mila anni fa. Nella dentatura dell’ominide sono state trovate delle tracce di corteccia di un pioppo dal quale si può ricavare l’acido acetilsalicilico, il principio attivo della comune aspirina moderna. Nel tartaro erano presenti anche piccole quantità del fungo penicillio, oggi impiegato per produrre la penicillina, antibiotico molto diffuso oggi. Secondo David Caramelli, scienziato del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, “è molto probabile che queste sostanze venissero assunte dai nostri avi proprio per automedicarsi”.

Non sarebbe comunque una novità, ma una prova in più a favore di tale supposizione: già nel 2012, in Spagna, erano state rilevate tracce di achilea e camomilla fra i denti di alcuni esemplari di Neanderthal. Essendo delle piante dal gusto particolarmente amaro e dunque poco gradevole, si presume fossero consumate unicamente come rimedi naturali per via delle loro proprietà benefiche e medicamentose. Nel 2013, inoltre, si è scoperto che per evitare i dolorosi ascessi gli uomini primitivi si servivano già di stuzzicadenti rudimentali ma comunque funzionali.

Come affermato dalla coordinatrice dello studio Laura Weyrich, quindi “ce li immaginiamo in genere come dei tipici uomini delle caverne, grossolani e molto lontani dall’uomo moderno, ma dovremmo riscrivere i libri di storia: i Neanderthal avevano un comportamento simile al nostro, erano competenti e intelligenti”. Altra curiosità che è emersa dalla ricerca è la presenza di un batterio all’interno della bocca di questi ominidi ritrovati, un microorganismo che si può trovare anche nella nostra saliva. Segno che, a detta di Caramelli, molto probabilmente gli uomini di Neanderthal si scambiassero già baci ed effusioni. Altro che cavernicoli!

Il Team di Breaknotizie

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Olio usato: ecco perché non devi buttarlo

Il rifiuto prodotto in cucina può essere rigenerato