L’Ue richiama ancora l’Italia: “Deve intervenire sul deficit”

L’Ue richiama ancora l’Italia: “Deve intervenire sul deficit”

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L’Unione Europea ha inviato una nuova lettera all’Italia riguardo ai conti: è necessario un ulteriore correttivo di 3,4 miliardi per ridurre il deficit

Il colpo di coda del governo Renzi è stata la Legge di stabilità, approvata in fretta e furia per permettere all’ex premier di dimettersi: ed è proprio a causa di questa legge che l’Italia è stata nuovamente richiamata dall’Unione Europea attraverso una lettera. Invece di ridurre il deficit sul Pil, la Legge di stabilità ha portato ad un aumento del 2,3%, e l’incremento è stato giustificato dalle “spese extra” per l’accoglienza dei migranti e per i terremoti.

Tuttavia l’Ue ha deciso di “redarguire” Roma, con la consueta inflessibilità quando si parla di conti pubblici, chiedendo degli interventi correttivi per ricondurre il deficit al livello che era stato concordato insieme al governo Renzi durante la scorsa primavera. Toccherà ora al nuovo governo di Gentiloni apportare le necessarie modifiche, rispettando i parametri dell’Ue che ha richiesto una correzione dello 0,2% del Pil, che equivale a poco meno di 3 miliardi e mezzo di euro.

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Nel caso in cui il governo non dovesse provvedere a ridurre il deficit con un apposito intervento, l’Italia corre il rischio di una procedura di infrazione a causa dell’eccessivo indebitamento. I tempi, inoltre, sono stretti: l’Ue ha dato tempo al nostro Ministero dell’Economia fino al 1 febbraio per comunicare il tipo di intervento che si intende attuare per rientrare nei parametri precedentemente concordati con Bruxelles. Su tutto ciò grava anche il rapporto che riguarda il debito/Pil, atteso in aumento nonostante Roma avesse promesso una diminuzione all’Unione Europea.

Il ministro dell’Economia Padoan ha cercato di minimizzare il richiamo contenuto nella lettera, sostenendo che il rapporto fra debito pubblico e Pil nel corso del 2016 è andato stabilizzandosi. Un risultato giudicato ottimo tenendo conto della persistente inflazione. Tuttavia è lecito pensare che non basteranno le parole a convincere l’Ue, per cui si prospetta all’orizzonte una nuova manovra o “manovrina”, come qualcuno l’ha già ribattezzata. Fra i limiti imposti da Bruxelles e quelli non rispettati dall’Italia, dunque, a pagare saranno ancora una volta i cittadini di tasca propria, salvo improbabiliconcessioni” da parte dei burocrati dell’Ue.

Il team di BreakNotizie

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