Lo spirito guarisce il corpo: adesso lo conferma anche la Scienza

Lo spirito guarisce il corpo: adesso lo conferma anche la Scienza

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L’anima può modificare la struttura biologica dell’organismo umano ed aiutarlo a superare un malattia: sempre più ricerche scientifiche attestano la stretta interconnessione fra corpo e mente e come la meditazione svolga un ruolo di catalizzatore.

Lo spirito è capace di guarire il corpo. Stavolta non si tratta del parere di qualche guru spirituale, ma il risultato di ricerche portate avanti da dei neuroscienziati su come “l’anima” possa modificare la struttura biologica del proprio corpo ed aiutarlo a superare una malattia. L’immateriale che agisce sul materiale, ora è (anche) una verità scientifica. Gli psicologi Vladimir Bostanoc e Philipp Keune avevano già scoperto l’effetto guaritore dello spirito sul corpo umano attraverso un esame neurologico a cui sono stati sottoposti dei volontari, monitorati prima e dopo un corso di meditazione. I risultati di questo esperimento hanno messo in evidenza come il cervello, in seguito ad un corso durato 8 settimane, potesse incrementare significativamente la propria reattività. Il cervello dei volontari aveva quindi imparato a non rimuginare di continuo sulle proprie azioni, indirizzando le proprie risorse e la propria attenzione sul test. “Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”, ha spiegato il dottor Keune.

Anche la psicologa Bethany Kok ha svolto degli studi circa il potere di guarigione della mente. L’esperta si occupa principalmente dello studio del nervo vago, ed insieme ai colleghi dell’Università del North Carolina ha condotto un esperimento interessante che ha coinvolto 65 volontari di sesso misto. Per 9 settimane i tester dovevano annotare su un questionario le esperienze e le emozioni sia negative che positive provate nel corso della giornata. Metà del gruppo, in seguito, doveva partecipare ad un corso di meditazione in cui si imparava ad esprimere emozioni come compassione, gentilezza ed amore. I risultati della ricerca, pubblicato in seguito sulla rivista scientifica Psychological Science, hanno evidenziato come il tono del nervo vago di coloro che avevano frequentato il corso fosse aumentato in maniera significativa. “Coloro che alimentano buoni sentimenti migliorano anche il tono del proprio nervo vago, e questo a sua volta è direttamente correlato ad una buona salute e probabilmente ad un allungamento della vita”, ha concluso la dottoressa Kok.

Il nervo vago quindi potrebbe rappresentare la connessione decisiva fra salute fisica e sentimenti positivi. La neuroscienza oggi riconosce quello che molte figure esterne alla medicina “tradizionale” già sostenevano da secoli: l’anima può cambiare il corpo. In molti ospedali universitari medici e psicologi stanno lavorando in sinergia per accostare medicina moderna con tecniche meditative derivate da buddhismo ed induismo. Al Massachussetts General Hospital di Boston è stata recentemente effettuata una ricerca basata sull’osservazione di 15 pazienti, inizialmente affetti da un forte stress, con sonno disturbato e stati d’ansia. Questi volontari sono stati sottoposti ad un corso di meditazione, durato 8 settimane: al termine erano capaci di gestire le proprie paure ed ansie ed hanno ripreso a dormire serenamente. Un’analisi più approfondita ha rilevato come il loro cervello, grazie alla pratica meditativa, avesse subito una modificazione positiva. Le aree della corteccia prefrontale, correlate alla coscienza di sé, e le aree deputate alla regolazione dei sentimenti, avevano un’irrorazione sanguigna maggiore. È emersa inoltre una maggiore connessione fra l’amigdala, centro delle paure, e la corteccia prefrontale.

Nell’essere umano vi sono elementi chiave per la guarigione: egli, se vuole, può influenzare il suo recupero anche in presenza di gravi malattie fisiche”, sostiene il dottor Winfried Rief, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università di Marburg. A detta dello psicologo Manfred Schedlowski, dell’Istituto di Psicologia Medica e Immunobiologia Comportamentale dell’Università di Essen, per guarire attraverso lo spirito la connessione fra corpo ed anima è indispensabile: “Sia che io mediti o che il mio medico susciti un’aspettativa di me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei organi attraverso il sangue e i nervi”. Ma gli studi che dimostrano ancora il legame fra mente e corpo non finiscono qui. Un team di ricercatori statunitensi hanno studiato 201 volontari fra uomini e donne con dei problemi alle coronarie, di cui circa la metà ha cominciato a praticare meditazione trascendentale. Queste ultime hanno visto ridurre il proprio stress ed il proprio cuore rinforzarsi, col risultato che in seguito hanno subito un numero minore di infarti e ictus rispetto agli altri volontari, oltre ad avere una vita più lunga.

L’essere umano ha quindi la straordinaria capacità di autoguarirsi, e la meditazione agisce sul cervello come una vera e propria fonte di giovinezza: incrementa la materia cerebrale nelle aree del cervello adibite per memoria, concentrazione ed attenzione. In tal modo contrasta in maniera attiva stati di esaurimento e tensione. Non solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo ne risentono positivamente: il sistema immunitario viene ottimizzato, la pressione arteriosa diminuisce, l’attività degli enzimi aumenta.

Perché quindi non cominciare a meditare da subito? Ora lo dice persino la Scienza.

Il Team di Breaknotizie

 

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