Liberi professionisti in crisi: nel 2012 chiuso il 22% delle attività

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di LUIGI CORTINOVIS

Più il governo dei tecnici parla di “salvare l’Italia”, di “fine del tunnel”, di “ripresa e crescita” e più compaiono i dati che smentiscono pesantemente le dichiarazioni di Monti e della sua compagine di professori. Non solo le imprese, gli artigiani, l’ossatura produttiva di questo paese sta marcando il passo; anche i liberi professionisti vedono a tinte fosche il futuro, quantomeno il presente.

Lo riporta il sito Albanova.it, un’associazione apartitica senza fini di lucro: “In Italia Avvocati, Medici, Veterinari, Sociologi, Giornalisti, Commercialisti e Biologi sono le professioni che stanno risentendo maggiormente della crisi con un calo del fatturato del 43% nei primi 6 mesi del 2012 e con la chiusura del 22% degli studi professionali. La crisi degli studi professionali in Italia è particolarmente significativa se messa a confronto con quella europea”.

I risultati sono quelli di un’indagine elaborata da KRLS Network of Business Ethics sono emersi i seguenti risultati: “Nei primi 6 mesi del 2012, in tutti i principali paesi europei si è registrata una ripresa del fatturato: in Francia, + 4,3%, +3,4% in Inghilterra, + 3,3%, in Germania + 2,7%, in Irlanda + 2,6%, in Olanda e Svezia + 2,4%, mentre in Italia le professioni che hanno sempre fatto da traino e supporto all’economia sono in forte difficoltà. L’indagine di KRLS ha preso in esame alcuni indicatori economici dei primi 6 mesi del 2012 ed incrociato i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell’occupazione e delle forniture professionali ed ha verificato che in Italia la situazione è davvero preoccupante”.

C’è settore e settore nel dettaglio. ”Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) è uno dei comparti più colpiti dalla crisi e nel primo semestre del 2012, il fatturato globale è diminuito del 48% rispetto al periodo precedente, segnando un -44% nelle prenotazioni, un -22% nell’occupazione ed un -61% nelle forniture professionali. Il settore medico (veterinari, medici e biologi) nel primo semestre del 2012, ha segnato un -42% rispetto all’anno precedente,il – 47% nelle prenotazioni, il – 26% nell’occupazione ed il – 55% nelle forniture professionali. Il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti) ha avuto una diminuzione del 39% del fatturato, del 31% delle prenotazioni, del 28% dell’occupazione e del 53% delle forniture professionali. Tutto ciò ha provocato la chiusura del 22% degli studi professionali, costituiti prevalentemente da piccoli studi ed il crollo del fatturato. 

Riforme inutili – come quella della Fornero sul lavoro, che ha solo peggiorato la situazione – tasse in continuo aumento, burocrazia asfissiante e i “vopos” di Equitalia in azione stanno accumulando macerie su macerie. E l’autunno non è ancora arrivato!