L’Europarlamento contro Putin: una risoluzione approvata di recente mira a censurare i media russi

L’Europarlamento contro Putin: una risoluzione approvata di recente mira a censurare i media russi

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Dopo le sanzioni comminate alla Russia, l’Unione Europea approva anche una risoluzione che prevede nuove misure contro la presunta propaganda dei media a favore di Vladimir Putin.

Quella in atto tra il blocco dei Paesi occidentali e la Russia è a tutti gli effetti una guerra a bassa intensità che, negli ultimi giorni, si è arricchita di un nuovo capitolo che minerà ulteriormente i rapporti tra Vladimir Putin e i leader europei. Il Parlamento di Strasburgo ha infatti approvato una risoluzione dal titolo apparentemente anonimo ma che influenzerà le strategie comunicative di molti media attorno ad alcuni temi-chiave che vedono coinvolta Mosca, vale a dire il conflitto con l’Ucraina, la situazione in Siria e anche la lotta all’ISIS.

LA RISOLUZIONE DELL’EUROPARLAMENTO – La proposta di “risoluzione sulla comunicazione strategica dell’Unione Europea per contrastare la propaganda di terzi contro di lei”, avanzata dalla deputata polacca Anna Elzbieta Fotyga, è stata approvata e sembra essere un atto di sfida nei confronti di Putin. L’obiettivo dell’iniziativa portata avanti dalla Fotyga, presidente della Sottocommissione per la Sicurezza e la Difesa del Parlamento Europeo, è rivolta a tutelare l’Unione; in realtà, si tratta di un pretesto dato che vengono di fatto messe a tacere le “voci” del panorama mediatico che contrastano con quello che si configura come una sorta di “Pensiero Unico nella UE. Tuttavia, la motivazione secondo la quale l’iniziativa parlamentare nasce per contrastare la “propaganda russa” va paradossalmente a scontrarsi con quel diritto alla libertà di informazione che l’Europa tutela nella sua stessa Costituzione.

UNA STRATEGIA ANTI-RUSSIA – Secondo lo spagnolo Ramón Reig, professore universitario di Media e Comunicazione, quella attuata nei confronti di Mosca è una “persecuzione mascherata” che mette nel mirino le fonti di informazione non allineate alla strategia comunicativa orchestrata a Bruxelles e dintorni. “La motivazione alla base della risoluzione è geo-politica” spiega Reig che vede nell’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti un vero e proprio shock per la diplomazia europea e che ora teme un “effetto contagio”. Per evitare una débacle come è accaduto a Hillary Clinton (nonostante questa avesse ricevuto un forte “endorsement” da parte di tutto l’establishment politico), ecco che l’Unione cerca di mettere a tacere preventivamente il dissenso, tacciando di “propaganda” tutto ciò che non si allinea alle versioni ufficiali.

IL PARADOSSO DEI MEDIA OCCIDENTALI – Altri studiosi e massmediologi hanno notato che alcuni siti e quotidiani russi riescono comunque a portare avanti una libera ed efficace opposizione contro Vladimir Putin, nonostante le accuse a quest’ultimo di reprimere il dissenso. Un piccolo paradosso, se si pensa a quante volte si elogia la presunta indipendenza dei media nostrani, definiti con esagerazione i “cani da guardia del potere”. La responsabilità, secondo Reig, è di quel circolo vizioso alimentato dalle grandi agenzie di notizie che, a livello mondiale, operano a senso unico e lanciano una guerra giornalistica a canali televisivi e quotidiani di Paesi ritenuti “scomodi” (non solo la Russia, ma anche il Venezuela di Nicolás Maduro). Insomma, ancora una volta i vertici della UE hanno mostrato il loro volto autoreferenziale e vagamente autoritario e che spesso risulta essere lontano dal comune sentire degli stessi cittadini europei. La posizione presa dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, riassume bene il pensiero di coloro che hanno trovato pretestuosa e poco liberale l’approvazione della risoluzione: “Prenderemo le adeguate misure in risposta ad una eventuale restrizione criminale dell’attività dei media russi sul territorio dei Paesi UE”.

 

 

Il team di BreakNotizie

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