L’Europa alle prese con la strategia della tensione

L’Europa alle prese con la strategia della tensione

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Ankara, Berlino e Zurigo unite per un giorno dal filo rosso degli attentati: l’Europa sembra in mano ai terroristi, invece è “solo” strategia della tensione

L’Europa è nel panico: i tre attentati che hanno sconvolto la giornata di ieri hanno fatto ripiombare il Vecchio Continente nella paura, proprio a ridosso delle festività del Natale che coinvolgeranno la gran parte dei Paesi dell’Unione. Diversi nelle modalità e negli obiettivi, apparentemente casuali, gli attentati di Ankara, Berlino e Zurigo non sono così “slegati” come si vorrebbe che apparissero, per dare l’idea di un’Europa sotto scacco del terrorismo. Agli occhi degli osservatori più attenti di politica internazionale non sarà certo sfuggito il “giochino” noto con il nome di strategia della tensione.

Tale strategia consiste nell’indicare un nemico di cui aver paura, dal quale non ci si può difendere in maniera efficace poiché la sua presenza è capillare intorno a noi. Il nemico, naturalmente, sono i musulmani, che a ben guardare però sembrano delle semplici “pedine” all’interno del campo da gioco. Quelli che vengono etichettati come musulmani sono spesso persone che hanno dovuto lasciare il loro paese a causa delle guerre scatenate dalle forze occidentali, per ragioni che con la sicurezza globale hanno ben poco a che fare.

I musulmani diventano così dei rifugiati, da accogliere a braccia aperte poiché lo spirito dell’Unione Europea è caratterizzato dall’accoglienza e dalla difesa verso i più deboli. A questo punto, però, i musulmani diventano il nemico da temere e la loro invasione ha reso le città d’Europa meno sicure, come si è visto a Berlino e a Nizza nello scorso luglio, con dovizia di immagini (altro particolare non casuale). Un cortocircuito paradossale ma molto utile a chi comanda, poiché agisce su due opposte pulsioni: l’accoglienza da un lato, la reazione violenta dall’altro quando accadono episodi come quello di Berlino.

Questi stati d’animo generano insicurezza, dalla quale si cerca rifugio in un governo autoritario, che vada a colpire il nemico laddove si annida (il più delle volte in Medio Oriente, un caso?). La costruzione dell’Unione Europea sta crollando vittima del suo stesso fallimento e l’unico modo per provare ad evitare tale crollo è generare paura, creando nemici e alimentando la tensione all’interno della popolazione così da farla sentire insicura, debole e bisognosa di protezione dall’alto.

Il team di BreakNotizie

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