L’euro? Per Oliver Hart è stato un errore

L’euro? Per Oliver Hart è stato un errore

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In un’intervista all’agenzia Efe, il premio Nobel per l’Economia si è a lungo soffermato sulla situazione in cui versa l’Unione Europea. Attribuisce ogni problema all’euro e all’eccessiva centralizzazione del potere da parte di Bruxelles. L’unica soluzione praticabile, ai suoi occhi, è che le competenze vengano meglio distribuite tra gli Stati membri dell’Unione.

Nell’anno che sta per volgere al termine, Oliver Hart si è aggiudicato il premio Nobel per l’Economia. Che fosse uno dei massimi esperti al mondo in materia di conti e finanza si sapeva, ma il titolo del quale è stato insignito non è che un’ulteriore conferma a sostegno di questa tesi. Delle parole del professore di Harvard, insomma, c’è da fidarsi ciecamente. E se Hart dice che l’euro è stato uno degli errori più gravi e grossi che l’Unione Europea potesse commettere, non si può fare altro che prendere atto del fatto che, probabilmente, ha ragione. Intervistato da Efe, l’agenzia di stampa spagnola, Oliver Hart si è lanciato in una dissertazione a tutto tondo sulla situazione socio-economica in cui versano gli Stati membri dell’Unione Europea, la maggior parte dei quali navigano in cattive acque.

Le critiche più pesanti il professore della prestigiosa Università di Harvard le ha rivolte, oltre che ai vertici del progetto europeo, alla moneta unica. Un’opinione, quella del premio Nobel per l’Economia, maturata ancor prima che l’euro venisse introdotto. Ed è per questo che elogia la Gran Bretagna, che ha mantenuto la sterlina e rifiutato a priori l’idea della moneta unica, evidenziando come gli inglesi siano stati furbi al momento di decidere se fosse il caso di aderire ad essa o meno. L’auspicio di Oliver Hart è dunque che l’Europa riesca, nel minor tempo possibile, a liberarsi dell’euro, in maniera tale che i governi possano riappropriarsi, nel tempo, dell’autorità che spetterebbe loro in materia di politica monetaria. L’unica soluzione possibile, a suo avviso, è che l’Unione europea punti sulla decentralizzazione e su una migliore distribuzione del potere tra gli Stati che ne fanno parte. Non condivide il fatto che le decisioni siano solo ed esclusivamente in mano a Bruxelles, come se la volontà degli altri Paesi contasse poco o nulla.

Solo così, stando alle parole del professore Oliver Hart, l’Europa potrà rialzarsi e tornare a respirare. In caso contrario, le previsioni del premio Nobel per l’Economia non sono delle più rosee: se l’Unione Europea non dovesse invertire la rotta, ritiene altamente probabile che possa fallire da un giorno all’altro e non riprendersi più. E infine, un’ultima, dolorosa stoccata. Nel concludere la sua intervista all’agenzia di stampa spagnola Efe, il professore afferma che gli Stati europei sono troppo disomogenei per comporre una singola unità. E chi ha il coraggio di smentirlo?

 

 

Il team di BreakNotizie

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