L’epifania in una poesia di Palazzeschi

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Di Vanni Capoccia

Dopo i “botti” di Fine anno le feste vanno  finendo. Rimane l’Epifania che come sappiamo non solo tutte le feste si porta via, ma tra di esse è la più scalcinata e  la meno considerata.

Chissà? Forse è per questo che l’Epifania è la festività  suscita in me i ricordi ed i rimpianti di quand’ero bambino e vivevo in un vicolo perugino di porta sant‘Angelo: c’era una vicina che si travestiva da Befana un po’ impaurendoci ed un po’ divertendoci, la nonna Benilde che regalava a noi nipoti una collana fatta cucendo insieme fichi secchi e mandarini (quanto dava gusto accorciarla mangiandoli!), la mamma che mi faceva trovare appese al camino le calze con le caramelle, le rotelle di liquirizia, i dorati soldi di cioccolata e qualche bacio perugina. 

Poi, non so perché, nello scorrere del tempo a questi ricordi s’è aggiunta la poesia di Palazzeschi che c’hanno fatto studiare alle elementari, quella con le “tre casettine dai tetti aguzzi”.                           

Rio Bo

Ti avventuri nella lettura di un canto di Dante ed è come se ti trovassi tra gli affreschi di una maestosa cattedrale gotica; leggi la poesia civile di Foscolo, Vittorio Sereni, Fortini e davanti agli occhi ti si presentano le scene senesi di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo pubblico; con quella di Pasolini ti ricordi di aver letto d’un operaio intimorito dalla grandezza degli affreschi di Piero a San Francesco d’Arezzo.

Con Rio Bo, a prima vista un poesiola leziosa e superflua, se la liberi dalle incrostazioni scolastiche, entri in una bolla di silenzio e dimentichi tutto quello c’hai sentito dire su essa davanti ai tuoi occhi si materializza un acquarello irreale, metafisico.

Diventa un sogno che ricorda la fanciullezza. Quel “ma però…” non è una frase rubata da una fiaba? E la “stella innamorata” non potrebbe avere una lunga coda d’oro come la cometa dell’Epifania disegnata da un bambino sopra la capanna del presepio, sopra la Natività?

Ed ecco che allora tutto riconduce alla nascita. Al sentimento che la madre prova verso il figlio, quello che racchiude in sé tutti i sentimenti del mondo: amore, delusione, orgoglio, irritazione, affetto, rancore, trasporto, tenerezza, odio….

Buona Befana

Tre  casettine

Dai tetti aguzzi,

un verde praticello,

un esiguo ruscello: Rio Bo,

un vigile cipresso.

Microscopico paese, è vero,

paese da nulla, ma però…

c’è sempre disopra una stella,

una grande, magnifica stella,

che a un dipresso…

occhiegga con la punta del cipresso

di Rio Bo.

Una stella innamorata?

Chi sa

Se nemmeno ce l’ha

una grande città.

Aldo Palazzeschi

 

 

 

 

http://luciogiordano.wordpress.com/2015/01/05/lepifania-in-una-poesia-di-palazzeschi/