Lenti e gobbi: ecco come ci sta cambiando lo smartphone

Lenti e gobbi: ecco come ci sta cambiando lo smartphone

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Una ricerca britannica spiega gli effetti dell’uso intensivo dello smartphone sulla nostra postura

Le dita scorrono velocemente sul tastierino touch del display, il passo si fa più lento, cauto, come se si stesse procedendo a tentoni. Questa è solo una delle osservazioni rilevate da una recente ricerca dell’università britannica Anglia Ruskin: lo smartphone sta modificando il nostro modo di camminare e di osservare ciò che ci circonda. Da qui ne deriva una postura sbilenca, spesso ingobbita, che non è raro scorgere per strada.

Quando camminiamo utilizzando il telefonino tendiamo a guardare con minore frequenza il percorso ed il suolo, dandogli solo qualche occhiata fugace. I massimi effetti sono osservabili quando si scrivono messaggi: il tempo impiegato per percorrere un itinerario aumenta del 118%, oltre il doppio rispetto a quando si cammina senza smartphone davanti al naso. Secondo la ricerca il tempo di osservazione della strada col cellulare in mano scende sino al 61%, mentre la velocità diminuisce dell’83% quando si parla al telefono e del 67% quando si legge il display.

Altra interessante osservazione dello studio è il ruolo del piede guida, ossia quello che apre il passo, che viene istintivamente portato più in alto del 18% mentre si usa lo smartphone camminando, persino se il percorso non prevede ostacoli. Un po’ come se si procedesse a tentoni di notte cercando di evitare possibili impedimenti. In effetti, come affermato dagli autori della ricerca “camminando mentre guardano il display i pedoni non riescono ad acquisire informazioni visive dell’ambiente circostante tramite la fovea dell’occhio per condurre la locomozione”. La fovea è la parte centrale della retina che fornisce il livello massimo di acutezza visiva. Usando meno gli occhi, il corpo compensa… con i piedi.

Lo smartphone walking, però, sta diventando un problema anche per la sicurezza stradale. Secondo uno studio della Stony Brook University, negli Stati Uniti le visite al pronto soccorso in seguito a passeggiate distratte col telefonino in mano sono raddoppiate rispetto al 2010. In Italia è il 53% dei pedoni a camminare con gli occhi fissi sul cellulare stando ai dati forniti dall’agenzia “Found!” su Roma, Milano, Torino, Palermo e Napoli. Come ovviare al problema? La metropoli cinese di Chongquing ha inventato delle corsie preferenziali  per chi cammina con gli occhi incollati al display. Data la portata del fenomeno non è escluso che in un prossimo futuro compaiano anche in Italia.

Il Team di Breaknotizie

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