Le donne inadatte per i settori tecnologici e scientifici? Solo stereotipi

Le donne inadatte per i settori tecnologici e scientifici? Solo stereotipi

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Fonte immagine: https://www.oknetwork.it/donne-lavoro-alto-milanese/

È duro a morire lo stereotipo che vuole le donne “inadatte” a lavorare nel settore tecnologico e in quello scientifico: la risposta la forniscono i numeri

Nel mondo lavorativo appare ancora ben radicato lo stereotipo che vuole le donne inadatte a lavorare in particolari settori, come quello scientifico e quello tecnologico, i numeri però segnalano una verità opposta, ovvero che il genere femminile ha tutte le carte in regola per affermarsi in questi ambiti lavorativi, mettendo sul campo competenza e passione quanto e più degli uomini. Il mese di marzo è stato dedicato dal Ministero dell’Istruzione proprio alle donne e alle ragazze che operano nel settore delle discipline scientifiche.

Per questo nelle scuole sono state promosse attività legate a questo tema, per fare in modo che certi stereotipi vengano abbattuti fin dalla giovane età dei ragazzi. La lotta alla discriminazione contro le donne passa anche da questo tipo di iniziative, che possono contare sulla forza dei numeri anche se c’è ancora molta strada da fare in tal senso. A volte, infatti, preparazione e competenza non sono ancora sufficienti per superare certe barriere.

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Lo dimostrano le statistiche relative alle startup nate nel corso del 2016, durante il quale si è verificato un incremento del 40% rispetto all’anno precedente, ma del numero complessivo solo il 18% delle startup è al “femminile”; ciò a dispetto del fatto che le donne che fondano nuove aziende in ambito tecnologico e scientifico siano in media più giovani degli uomini (il 29% delle donnestartupper” ha meno di 34 anni mentre gli uomini al di sotto di questa età sono il 25%) e soprattutto più preparate per quel che riguarda i titoli di studio e le competenze linguistiche.

Le donne laureate, infatti, sono il 78% mentre gli uomini si fermano al 72%. Se la situazione italiana non sembra sorridere alle donne, non va molto meglio quella europea in cui le startup a prevalenza femminile sono il 14,6% (di poco superiore all’Italia, che si attesta al 13,7%). Le eccezioni sono rappresentate dalla Svezia, dove la percentuale di startupper femminili è del 33,3% (un terzo esatto!), Romania (28%) e Francia (26,7%); male invece la Germania, che si ferma poco al di sotto del 13%.

 

Il team di BreakNotizie

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