Lavoratori pubblici: arrivano finalmente le sanzioni

Lavoratori pubblici: arrivano finalmente le sanzioni

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Assenteisti, furbetti e scansafatiche nella pubblica amministrazione: arrivano sanzioni e licenziamenti per motivi disciplinari. Diminuiranno gli illeciti?

In Italia i lavoratori statali vengono spesso considerati una categoria a parte: a loro tutto, o quasi, è permesso e così negli anni si sono moltiplicati i casi di furbetti e assenteisti vari. Da oggi, però, le cose potrebbero cambiare con il decreto firmato dal ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia, che vuole porre un freno a certi comportamenti diventati ormai consuetudine all’interno dei pubblici uffici. Occhi aperti, dunque, e inasprimento delle sanzioni – fino al licenziamento – per tutti coloro che non rispetteranno le regole.

Il decreto, atteso per metà febbraio, mette nel mirino soprattutto gli assenteisti, coloro che approfittano di situazioni particolari per godersi dei weekend lunghi lontano dal posto di lavoro. Negli ultimi tempi erano diventati una spiacevole costante le assenze di massa in occasione dei “grandi eventi”, ad esempio il G7, oppure per le iscrizioni scolastiche o la presentazione del 730 all’agenzia delle Entrate.

Oltre alle sanzioni sono previsti provvedimenti più duri per le gravi violazioni, che possono portare anche al licenziamento; appartengono a questa casistica lo scarso rendimento, comportamenti poco consoni come accettare costosi regali e l’utilizzo eccessivo dell’auto di rappresentanza. È passibile di licenziamento immediato uno degli illeciti balzato alle cronache in tempi recenti, ovvero timbrare il cartellino per poi assentarsi dal posto di lavoro. Con le nuove norme, i “furbetti del cartellino” verranno espulsi dalla pubblica amministrazione nell’arco di trenta giorni.

Inoltre, potrebbero essere colpiti dal provvedimento di licenziamento anche i responsabili di ufficio che non denunciano gli illeciti e fingono di non vedere i comportamenti fuorilegge che accadono davanti ai loro occhi. Insomma, un giro di vite che inasprisce le sanzioni (anche a livello economico) all’interno della pubblica amministrazione e che prevede che le azioni di tipo disciplinare non possano essere fermate da cavilli giuridici e vizi formali. Sanzioni e provvedimenti disciplinari del nuovo decreto serviranno a dare una “regolata” ai lavoratori statali meno indefessi?

Il team di BreakNotizie

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