La vittoria del No nasce sui social network

La vittoria del No nasce sui social network

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I social network hanno avuto un ruolo decisivo nella vittoria dei No, convincendo gli indecisi più dei comizi e degli appelli: una nuova frontiera politica?

Il risultato emerso dal referendum costituzionale del 4 dicembre può rappresentare l’inizio di una nuova frontiera politica: mai come in questa occasione, infatti, sono stati decisivi i social network nella schiacciante vittoria del No, in particolare svolgendo quel ruolo che un tempo era destinato a comizi e appelli – soprattutto dell’ultim’ora – volti a convincere gli indecisi, cioè a portare nelle urne chi ancora non sa cosa votare per farlo votare a proprio favore.

La grande differenza è che sui social non c’è una “voce” di riferimento da ascoltare, come accade nei comizi, ma è la comunicazione fra gli utenti, attraverso bacheche, gruppi e scambi privati, a far circolare un messaggio. In questo caso, gli argomenti del No sono stati evidentemente più convincenti per tutti coloro che erano indecisi a pochi giorni o poche ore dal voto, rivelandosi più efficaci dei “Matteo Risponde” organizzati sui social network proprio dal premier per rispondere alle domande dei cittadini.

Una piccola componente del successo va attribuito anche all’effetto-moda, ovvero quello che porta i più indecisi a seguire la corrente che va per la maggiore, in questo caso appunto il No. Molti altri, però, hanno proprio sfruttato i social network per informarsi, per fugare i dubbi e prendere una decisione convinta su un tema complesso come quello della riforma costituzionale.

A rendere chiaro perché per la prima volta in Italia la preferenza espressa dagli utenti dei social sia risultata così aderente ai voti reali sono i dati delle elezioni: la percentuale più alta dei No – superiore all’80% – si è avuta nella fascia di elettori più giovani, dai 18 ai 34 anni, più avvezzi all’uso della tecnologia in tutte le sue forme e che hanno adoperato proprio il web e i social per informarsi e farsi un’idea sul contenuto della riforma.

Assistendo a ciò che è accaduto negli ultimi giorni di campagna referendaria sui social network, si aveva la netta impressione che il No avrebbe vinto; in passato, spesso, tale sensazione era stata smentita dai risultati emersi dai seggi, oppure confermata solo in parte. Stavolta, ciò che è venuto fuori dalle urne ha ribadito in maniera clamorosa quello che gli attenti osservatori dei social avevano avuto già modo di vedere, con una vittoria del No ben più netta del previsto. Il fronte degli indecisi – che secondo le previsioni della vigilia avrebbe determinato l’esito del referendum – è stato scalfito dal tam-tam dei social, che ha convinto molte più persone rispetto agli appelli politici, a prescindere dalla provenienza di questi ultimi.

Il team di BreakNotizie

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