La vita dei fiumi ricostruita da un robot

La vita dei fiumi ricostruita da un robot

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Attraverso lo studio dei ciottoli di un fiume, un innovativo robot è in grado di ricostruirne la storia: scopriamo dove nasce e in che modo funziona

Nasce in Germania da un progetto di ricerca l’innovativo robot ideato per studiare la storia dei fiumi unendo la ricerca accademica all’automazione industriale. Attraverso l’analisi dei ciottoli che compongono il fondo di un corso d’acqua, il robot denominato Jller ne studia la tipologia per individuare l’età e mettendo insieme in ordine i vari ciottoli è in grado di ricostruire la storia del fiume di cui le piccole pietre facevano parte, tenendo conto in primo luogo dell’ambiente e delle età geologiche.

Il nome dato al macchinario non è casuale: Jller è infatti il nome dell’affluente del Danubio nel quale sono stati recuperati i ciottoli per il primo test sul campo del nuovissimo apparecchio, situato in Germania nei pressi della cittadina di Ulm. Il funzionamento del robot è complicato solamente in apparenza, e i risultati finora ottenuti sono stati definiti molto validi.

Ciò che compie Jller è un’accurata e precisa selezione delle pietre che vengono sottoposte alla sua analisi; il macchinario scansiona un’immagine del ciottolo attraverso cui può risalire alle informazioni necessarie per la classificazione della pietra. Fra i parametri che il robot prende in considerazione ci sono la composizione dei colori, le linee e gli strati presenti sul ciottolo e la composizione della superficie della pietra. Tramite questa approfondita analisi riesce a dedurre la tipologia del ciottolo e la sua epoca.

Conclusa l’analisi, Jller provvede in maniera del tutto autonoma a sistemare una accanto all’altra le pietre più affini, costruendo man mano delle linee attraverso le quali si può risalire alla storia del fiume, conoscerne le caratteristiche e studiarne l’evoluzione nel corso del tempo. Oltre ad essere preciso ed affidabile, il robot geologo è anche molto rapido, dato che nella fase di test è stato in grado di analizzare ben 7 mila pietre in soli due giorni, affidandosi alla computer vision e all’apprendimento automatico e sfruttando un algoritmo per metterle poi nel corretto ordine.

Il team di BreakNotizie

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