La nuova truffa per gli automobilisti: la falsa raccomandata dalla Croazia

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Il mondo dei truffatori, si sa, sembra diventare sempre più sofisticato man mano che passano gli anni. E con il trascorrere del tempo falsari e ladri diventano sempre più ingegnosi ed in grado di elaborare truffe in grado di circuire anche le persone più accorte.
È quanto risulta dall’analisi dell’ultimo imbroglio che arriva direttamente dalla Croazia, e più precisamente da Pula, l’affascinante cittadina sul mare che ospita l’omonimo anfiteatro romano.


La segnalazione arriva dopo che numerosissimi automobilisti si sono visti recapitare una raccomandata, contenuta in una busta verde e che assomiglia vagamente a quelle utilizzate per la notifica degli atti giudiziari. La raccomandata, però, non era italiana: proveniva dalla Croazia. Le numerosissime segnalazioni agli uffici di polizia da parte di cittadini che chiedevano chiarimenti hanno fatto insorgere i primi dubbi sulla provenienza e sulla natura di questo documento straniero, fino ad arrivare alla soluzione del caso: non si trattava di null’altro che di una forma di truffa.

La busta misteriosa conteneva, in tutti i casi, un documento scritto proprio in croato ma provvisto di una precisa e puntuale traduzione in lingua italiana. La presenza di simboli, timbri e sigle rende il documento piuttosto ufficiale, e la cosa quindi non ha insospettito subito i cittadini che si sono visti recapitare la missiva. Una forma di truffa piuttosto elaborata, quindi, e creata in una modalità che ha posto subito in allarme i cittadini che l’hanno ricevuta, i quali si sono sentiti in dovere di contattare la polizia locale per informarsi soprattutto sulla provenienza della missiva.

Questa truffa però si è rivelata particolarmente insidiosa per tutti coloro che avevano svolto una vacanza in Croazia, meta di mare sempre più ambita dal turismo, specialmente da quello italiano, vista la vicinanza del nostro Paese. Dopo l’analisi della polizia si è rinvenuto che nessuno dei simboli e dei timbri contenuti nella missiva era esistente nella realtà.
La raccomandata parlava di un eccesso di velocità o di una violazione del codice stradale generica, e la necessità quindi di pagare una multa che andava dai 184,73€ ai 250,65€ a seconda dei casi. Nonostante la multa si presentasse come proveniente dalla Croazia, però, il pagamento era richiesto su un IBAN italiano. Un particolare molto strano che ha suscitato i dubbi degli inquirenti, che hanno voluto approfondire la questione, visto l’alto numero di segnalazioni.

Inoltre questo atto non risultava conforme alle norme prescritte dall’ordinamento italiano, e quindi non aveva nessun valore legale. Date queste premesse le forze dell’ordine si sono prodigate per diffondere la notizia della truffa al maggior numero di persone possibili, sfruttando anche i canali di comunicazione sociale più diffusi, come Facebook, facendo pubblicare articoli sui giornali e incitando al passaparola. La recezione della raccomandata, quindi, non ha alcun valore vincolante: una volta ricevuta la multa è necessario solamente avvertire le forze dell’ordine per ottenere tutta la consulenza necessaria sul caso. Sarà poi l’autorità di polizia a consigliare riguardo alle operazioni da svolgersi (e da non svolgersi, in primis non pagando la multa). Nel frattempo le autorità di polizia sono alla ricerca di elementi utili per risalire alle persone che hanno creato l’IBAN, e che potrebbero essere giudicate responsabili di una vera e propria truffa (e di grandi dimensioni) ai danni degli ignari automobilisti italiani.

Il Team di BreakNotizie