La Cina mette al bando la commercializzazione dell’avorio e salva gli elefanti

La Cina mette al bando la commercializzazione dell’avorio e salva gli elefanti

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A partire dal 2017, in Cina verrà progressivamente messa al bando la commercializzazione dell’avorio. Finisce la mattanza di migliaia di elefanti.

La Cina ha finalmente deciso di mettere fuori legge ogni tipo di commercializzazione di avorio entro il 2021. L’iniziativa ha preso il via a seguito di un accordo stipulato con gli USA nel 2015. Infatti, anche gli Stati Uniti d’America hanno adottato lo stesso provvedimento proprio nel 2016.
Questa storica decisione ha un peso rilevante in quanto la Cina è il mercato d’avorio più grande del mondo. Con questo intervento verranno salvaguardati decine di migliaia di elefanti che vengono uccisi ogni anno dai bracconieri.
Il divieto internazionale esiste dal 1989, ma esiste un registro speciale che consente a 447 commercianti di operare legalmente in Cina.
Secondo le stime, sono ben 111 le tonnellate di avorio legale. Il Cites (Convention on the Trade in Endagered Species) sostiene che nel nel 2015 sono stati uccisi almeno 20mila elefanti, circa 100 al giorno. L’Interpol ha quantificato un giro d’affari tra 10 e 20 miliardi di dollari ogni anno.
I provvedimenti di messa al bando partiranno dal 31 marzo 2017, con grande favore della popolazione cinese. Save Elephants ha rilevato che circa il 71% dei cinesi è ostile al commercio di avorio.

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Già a partire dal 2012, i prezzi di vendita dell’avorio sono in costante calo. Si prevede che il crollo del prezzo si aggraverà a seguito della progressiva chiusura del mercato cinese legale, che vedrà l’ingresso in campo di speculatori che detengono circa 1.000 tonnellate di avorio illegale. Infatti, è prevista una corsa disperata da parte di commercianti non autorizzati per piazzare le scorte non censite. Questo provocherà non solo un ulteriore calo dei prezzi, ma favorirà la riduzione della caccia in tempi brevi.
Si apre un periodo di forte crisi per quei bracconieri spietati che hanno proliferato in Africa per tutti i decenni passati.
Dopo l’annuncio del 30 dicembre 2016 da parte del Governo Cinese, il Natural Resources Defense Council sostiene che la Cina non abbandonerà chi lavora nel settore dell’avorio. Verranno avviate iniziative di riconversione produttiva e sostegno all’occupazione. Tra le possibili soluzioni si pensa al reinserimento nel campo del restauro dell’avorio dei manufatti collocati nei musei.

La messa al bando della commercializzazione dell’avorio avverrà in più fasi. Entro il 2017 verrà proibita ogni importazione e l’esportazione dei trofei. Successivamente, entro il 2021, verrà completamente proibita ogni commercializzazione, che nel mentre verrà progressivamente ridotta.
Secondo Andrea Crosta, direttore dell’associazione Elephant Action League, il termine di 5 anni è troppo breve. Il rischio è quello di sottovalutare gli effetti che può avere questa misura nel breve e lungo termine. Infatti, si può ipotizzare che i bracconieri intensifichino la caccia per accumulare il maggior numero di profitti in poco tempo. Per i bracconieri non sarà comunque facile operare in condizioni di mercato profondamente mutate ed ormai a loro sfavorevoli.
In ogni caso, questo provvedimento mette la parola fine ad una mattanza che dura da decenni, e non si può che esprimere piena soddisfazione.

 

 

Il team di BreakNotizie

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