La “buona scuola” di Renzi finisce al McDonald’s…

La “buona scuola” di Renzi finisce al McDonald’s…

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Fonte immagine: https://twitter.com/fgcnazionale

È stato reso noto a fine ottobre il discutibile accordo fra il Ministero dell’Istruzione e il colosso americano del fast food: vediamo di che cosa si tratta

Mentre l’attività del Paese sembra bloccata per via del referendum, che pare avere la precedenza su tutte le altre questioni, è passato quasi del tutto sotto silenzio l’accordo raggiunto fra il Ministero dell’Istruzione e McDonald’s, annunciato alla fine di ottobre. Il discutibile patto prevede per gli studenti dei nostri istituti la possibilità di effettuare il periodo di alternanza fra scuola e lavoro proprio nelle filiali del colosso americano del fast food sparse in Italia. Una decisione che ha destato non poche perplessità.

In tanti, infatti, si sono chiesti se non sia proprio quello il futuro che la “buona scuola” di Renzi ha in serbo per i suoi studenti, un avvenire fatto di precarietà e sfruttamento come simboleggia il periodo di alternanza scuola-lavoro da svolgere presso una delle multinazionali che ha ricevuto le maggiori critiche da questo punto di vista. L’accordo, però, prevede non solo McDonald’s come destinazione per gli studenti-lavoratori, ma anche altre grandi aziende come Fiat, Eni, Zara e Intesa San Paolo.

Agli occhi di molti, questo accordo è sembrato un “regalo” a tali imprese, che per limitati periodi di tempo possono fare affidamento su un po’ di manodopera sottopagata, risparmiando qualche quattrino alla voce dipendenti. Tutti da verificare, invece, i benefici per coloro che, una volta conclusa l’esperienza scolastica, andranno in cerca di un’occupazione in un mondo del lavoro che si preannuncia sempre più difficile e complicato.

Raggiungendo accordi di questo tipo, si ha l’impressione che il governo Renzi, per mano del ministro dell’Istruzione Giannini, voglia abituare fin da subito i giovani lavoratori al precariato, alla mancanza di prospettiva e alla rassegnazione ad un’occupazione sottopagata in mancanza di alternative valide (la cui assenza è tutt’altro che provvisoria). L’obiettivo è creare lavoratori fin da subito sottomessi di fronte allo sfruttamento che dovranno subire, così da dar vita ad un “sistema” in cui tutto ciò che arriva dall’alto viene accettato passivamente. In soldoni – anzi, in questo caso sarebbe più adatto dire in soldini – a questo si riduce la tanto strombazzata “buona scuola” firmata da Renzi & co.

Il team di BreakNotizie

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