L’Italia è al quinto posto per debito pubblico più alto al mondo

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Credits Photo: Filippo Monteforte (from gettyimages.it)

I dati rilevati dall’International Monetary Fund mostrano un quadro tutt’altro che roseo per il nostro Paese.

Il sito How Much ha utilizzato i dati elaborati dal World Economic Outlook, appartenente all’International Monetary Fund, per realizzare un’interessante infografica che mostra in una spirale progressiva i livelli di debito proporzionati al Pil dei vari Paesi del mondo. I livelli di debito detenuto dai Paesi, come si può vedere, sono evidenziati dalle differenti gradazioni di colore che vanno dal rosso scuro sino al verde intenso. Il verde più scuro indica un livello di debito inferiore al 10%, mentre al centro, nell’occhio del “ciclone”, il bordeaux segnala un livello che supera il 200%.

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Credits Infografica: HowMuch.net

La spirale del debito

Secondo i dati elaborati, sono quattro i Paesi con il livello più alto di rapporto Debito/Pil nel mondo: Giappone (238%); Grecia (182%); Barbados (157%) e Libano (147%). Al quinto posto, ma con dati ugualmente poco rassicuranti, c’è l’Italia (132%). Da diversi anni il nostro Paese viene considerato “il malato d’Europa” (sick man of Europe, definizione coniata dal settimanale britannico The Economist). La sua posizione in classifica è dovuta all’alto livello di debito in proporzione al Pil. Fra il 1980 e il 1994, secondo i dati di Trading Economic, il debito italiano ha subito un incremento vertiginoso, passando dal 60% al 120%.

Il caso greco

Il secondo posto della Grecia ormai non stupisce: la grave crisi economica del Paese deriva dall’altissimo livello di debito “esploso” nel 2004, impennatosi al 110% con l’avvento delle Olimpiadi costate la cifra clamorosa di 11,6 miliardi di dollari, secondo i dati del Council of Foreign Relations. Da allora la Grecia è entrata in una spirale di crisi economica che nel 2012 l’ha portata sull’orlo del collasso finanziario, a cui sono seguite rigide misure di austerity l’anno successivo. Dal 2004 la Grecia ha registrato un Pil negativo del 4%.

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Il grande malato d’Oriente

Il dato più eclatante però è stato registrato al di fuori del Vecchio Continente e stupisce molti. In Giappone il periodo di crisi economica ha addirittura un nome: Ushinawareta Jūnen (失われた十年), vale a dire “il decennio perduto” e si riferisce al decennio successivo al 1990, esteso in realtà anche alla decade successiva. La borsa giapponese è scesa di oltre 30 mila punti dal 1990 al 2003, da 39 mila a 8.500, dovuta ad un altissimo livello di debito in proporzione al Pil, passato da circa il 50% negli anni ’80 al 200% nel 2009.

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Le conseguenze negative per uno Stato e i suoi cittadini

Il rapporto debito/Pil può avere conseguenze negative per la situazione economica di un Paese. Alla base, secondo la Fondazione Peter G. Peterson, sono due i fattori principalmente a rischio: la crescita economica e gli investimenti futuri. Le cause di questi due risvolti negativi, tanto per lo Stato quanto per i singoli cittadini, sono gli interessi passivi, cioè l’ammontare di interessi che paga un debitore su un’obbligazione per l’intera durata del debito.

Questi interessi sono correlati al livello di debito di un Paese: più grande è il debito, maggiore è lo scetticismo degli investitori riguardo le probabilità che il debito venga ripagato in futuro. L’aumento di interessi passivi assottiglia il budget di un Paese e sottrae risorse preziose per gli investimenti futuri, importanti per stimolare la crescita e favorire il benessere dei cittadini grazie all’erogazione di servizi. Di conseguenza si ha una crescita economica minore, un pericolo potenziale di recessione e la perdita di valore in borsa.

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I dati Ocse sul debito pubblico pro capite

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha recentemente stilato un’altra classifica sui Paesi con il debito pubblico più alto, ma anche in questo caso il quadro economico del nostro Paese è tutt’altro che roseo. Secondo i dati raccolti, a parità di potere d’acquisto, il debito pubblico pro capite dell’Italia è il terzo più alto al mondo, con 62.667 dollari. Al primo posto ancora Giappone (90 mila dollari) e al terzo gli Stati Uniti (65 mila dollari).

Il Team di BreakNotizie

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