Inquietante scoperta in Russia: teschi di natura non umana in una valigetta

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La notizia non è stata diffusa al pubblico, ma la scoperta che è stata fatta nelle montagne di Adygea, nella regione del Caucaso meridionale della Russia, è di quelle che inquietano non poco. I giornalisti della rivista quotidiana “Komsomolskavya Pravda” e di “Rossiyscaya Gazeta” hanno scritto un articolo in cui si descriveva il ritrovamento di una valigetta misteriosarecante un disegno che risale al simbolo dell'”Anherbe” (un’associazione tedesca di stampo nazista, capeggiata dalle SS) la quale, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha condotto studi approfonditi riguardanti l’occulto e il mondo del sopranaturale.

Il contenuto della valigetta ha destato ancora più scalpore, in quanto, una volta aperta, gli studiosi vi hanno trovato i resti di due teschila cui origine però pare che non sia umana, né animale. Gli scienziati russi non hanno ancora stabilito la natura di tali resti, ma si vocifera che siano di creature sconosciute. Vista l’entità della notizia e per non far scoppiare il panico a livello nazionale e mondiale, il tutto viene mantenuto ancora sotto il più stretto riserbo.

Attualmente, si cerca prima di tutto di capire la relazione esistente tra la valigetta e le ossa che vi erano contenute e sul perché essa sia stata ritrovata proprio nella regione dell’Adygea. Al momento sono state avanzate diverse ipotesi, di cui una suggerisce che i gerarchi delle SS appartenenti all'”Anherbe”, avessero effettuato una serie di studi su simulacri dolmen, delle tombe megalitiche preistoriche, giacenti proprio nel canyon Kishinski, un territorio che all’epoca faceva gola per l’elevata radioattività naturale che sprigionava. Un’altra ipotesi, invece, giustifica il ritrovamento con la ricerca dell’oro di Kuban Rada, il quale andò perso proprio in quei territori durante la guerra civile russa, che durò dal 1917 al 1923.

All’interno della valigetta, oltre ai teschi, è stata anche rinvenuta una mappa, in discreto stato di conservazione, che ha stupito gli osservatori per la precisione e l’accuratezza dei dettagli riportati. Gli esperti, affascinati dall’entità dei ritrovamenti, hanno ricordato quindi la storia della Edelweiss della Wehmarcht, ossia la prima divisione di truppe di montagna, i cui soldati avevano per simbolo il fiore della Stella Alpina (Edelweiss in tedesco) che veniva cucina sul berretto e sulle maniche della divisa. Questi soldati riuscirono nell’eroica impresa di scalare il monte più alto d’Europa, l’Elbrus, apponendovi sulla cima una bandiera nazista. Curiosamente, il monte Elbrus svetta nella Repubblica di Kabardino-Balkaria, nel Caucaso russo. Anche questo è un tassello che potrebbe essere collegato con il ritrovamento della valigetta e che potrebbe spiegare almeno il motivo della sua presenza in quelle zone.

L’importanza della scoperta giustifica il riserbo che si è ancora voluto mantenere, viste le possibili e preoccupanti implicazioni. Di certo, il ritrovamento dei resti ossei ha destato stupore e interesse negli scienziati, i quali sono al lavoro da giorni per cercare di dare una spiegazione logica e, soprattutto, riuscire a identificare la specie di appartenenza. Al momento, le notizie parlano di una impossibile natura umana, il che potrebbe aprire inquietanti panorami. Anche se è ancora presto per parlare di origini aliene o sopranaturali, la riservatezza rimane d’obbligo ma, di certo, l’alternarsi degli eventi che si stanno verificando potrebbe aprire preoccupanti scenari che mostrerebbero al mondo una realtà ben diversa da quella che conosciamo. Occorre, quindi, agire con la massima cautela per evitare il caos.

Il Team di BreakNotizie