Il ministro Poletti critica gli italiani all’estero: e suo figlio cosa fa?

Il ministro Poletti critica gli italiani all’estero: e suo figlio cosa fa?

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Gli insulti del ministro del Lavoro Poletti ai giovani italiani che lavorano all’estero hanno fatto scalpore. E suo figlio? È stato raccomandato da papà

A nulla sono valse le scuse pubbliche del ministro del Lavoro Giuliano Poletti dopo le sconcertati dichiarazioni di qualche giorno fa, in cui aveva affermato che molti dei giovani italiani che si recano all’estero per trovare un lavoro “è meglio non averli fra i piedi”. A poco sono valse le giustificazioni e il tentativo di far credere che ci sia stato un fraintendimento delle sue parole. Dopo le dichiarazioni, diverse testate giornalistiche hanno voluto far luce sulla situazione lavorativa della famiglia Poletti, ed in particolare del figlio del ministro.

È emerso che Manuel Poletti, figlio di Giuliano, lavora in Italia e con molta probabilità non ha alcuna intenzione di emigrare all’estero, anche perché la sua posiziona lavorativa nel nostro Paese è ben salda. Il figlio del ministro dirige una testata locale di Ravenna, chiamata “SetteSereQui”, nata dalla fusione di tre giornali appartenenti alla medesima zona. Nulla di particolare, ma soffermandosi su alcuni “dettagli” (che poi dettagli non sono affatto) si possono notare delle stranezze.

A tanti giovani italiani piacerebbe dedicarsi al giornalismo e fare carriera in questo settore, ma spesso sono costretti a cercare fortuna in altre Paesi dove le possibilità di sbocco in tale ambito sono maggiori. Manuel Poletti, al contrario, ha incontrato molte meno difficoltà per farsi strada nel giornalismo, iniziando con un apprendistato all’Unità (solo per caso quotidiano del partito di papà?) piuttosto rapido per poi passare a riviste controllate dalla Lega delle cooperative. E in passato chi è stato presidente di tale Lega? Proprio lui, Giuliano Poletti.

Il figlio Manuel, nel suo percorso lavorativo, ha camminato sicuro sulle orme di papà fino a diventare, come detto, direttore di “SetteSereQui”, giornale di cui peraltro è anche editore in quanto presidente di Media Romagna soc. coop., cooperativa impegnata nell’ambito della comunicazione e informatica. Come se non bastasse l’aver ottenuto un impiego laddove papà era stato presidente in passato, il giornale diretto da Manuel Poletti – e questo è l’aspetto più grave – riceve lauti contributi pubblici: quasi 200 mila euro solo nel 2015 e ben 550 mila nell’ultimo triennio. E con un appoggio simile, che bisogno c’è di emigrare all’estero?

Il team di BreakNotizie

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