IL MES PER TUTTI

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– Byoblu –

Riporto anche qui il mio intervento ospitato oggi sul blog di Beppe Grillo, che ringrazio per lo spazio offerto su un argomento dalle ricadute così importanti come il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità.

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“Buongiorno, un saluto a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo e ben trovati.
Oggi sono qui per parlarvi di MES, cos’è il MES? Probabilmente molti di voi non lo conosceranno e è un fatto, come direbbe Di Pietro, di una gravità inaudita, perché è un meccanismo, il MES è un trattato, che istituisce un’organizzazione finanziaria che influisce pesantemente sulle nostre sorti economiche, ma andiamo con ordine.
Circa un anno e mezzo fa, quando la crisi in Italia doveva ancora esplodere nella sua fase più purulenta, qualcuno in Europa decise che era ora di fornire l’Europa di un ennesimo strumento finanziario, atto a proteggere l’architettura dell’Unione Europea da una possibile crisi del debito sovrano e si pensò di, all’epoca c’era l’Fsf di aumentare lo scudo di sicurezza, si chiamava Fondo salva stati con una nuova organizzazione, un’istituzione finanziaria che si chiamava MES, MES sta in italiano per meccanismo europeo di stabilità, altrimenti conosciuto nel resto d’Europa come Esm (European stablity meccanism), uno dice: un fondo, qualcosa a cui chiedere aiuto in caso di necessità, innanzitutto bisogna intendersi su una cosa, cosa significa chiedere aiuto per l’Unione Europea? Non certo attingere a un fondo di solidarietà tale e quale potrebbe accadere se uno istituisce una mensa per i poveri che non possono pagare, no.

La quota di contribuzione
Chiedere aiuto per l’Unione Europea significa un programma di pesanti condizionalità e di espropri, non solo, significa anche un programma di indebitamento ulteriore, perché il circuito economico – finanziario che si è venuto creando da questo Keynes, che poi lo vedremo è stato messo fuori legge è che per risolvere una questione finanziariamente compromessa, ci si compromette ulteriormente, all’infinito. Le pesanti condizionalità, abbiamo l’esempio della Grecia, non sono mica una passeggiata. Pensate che in Grecia il FMI, esiste un allegato da tutti consultabile, ha imposto la privatizzazione e quindi la cessione al mercato, di tutti i più grandi asset del paese, per esempio gli aeroporti, le poste, etc., autostrade, si potrebbe andare avanti ma avete già capito. Quindi bisognerebbe chiedersi innanzitutto se aiuto non faccia rima con conquista che è conquista di guerra, un bottino, che è l’assonanza che più facilmente, l’immagine che più facilmente mi viene in testa, però loro sono convinti, istituiscono il Mes, quindi cosa dice questo Mes? Il MES parte con un capitale che adesso è di circa 700 miliardi di Euro e che suddivide questo capitale in quote tra i vari paesi membri che vi aderiscono, al momento i paesi membri che vi aderiscono sono quelli della zona Euro, sono 17 paesi, tra i quali anche noi. La quota di contribuzione a questi 700 miliardi di Euro italiana è del 17,9% e questo, facendo i conti, implica un esborso di 125 miliardi di Euro. Di questi 125 miliardi di Euro bisogna corrispondere inizialmente solo una parte, questa parte corrisponde al 20%, il 20% di 125 fa più o meno 15, sono 2,8 quasi 3 miliardi all’anno per 5 anni. Innanzitutto bisognerebbe chiedersi da dove arrivano questi 125 miliardi e inizialmente questi 15 perché è chiaro che in un paese pesantemente colpito dalla disoccupazione, dalla carenza endemica di risorse liquide nella tesoreria, tanto che non abbiamo neanche i soldi per pagare i danni del terremoto in Emilia Romagna, si chiedevano 2 miliardi, non sono saltati fuori, però abbiamo i soldi per pagare il fallimento delle banche come Monte dei Paschi di Siena, in un paese del genere dove si prendono i soldi? Semplice, ci si indebita ulteriormente sul mercato, sta proprio scritto nel Disegno di Legge N. 3240 Comunicato alla Presidenza il 3 aprile 2012, quindi questi soldi se si prendono sul mercato si prendono a debito, ma se si prendono a debito, si prendono corrispondendo degli interessi. Quindi cominciamo il nostro processo di salvataggio indebitandoci ulteriormente e pagando interessi elevati, ma uno dice: va beh, conferiamo questi 15 miliardi e poi quando succede che abbiamo bisogno, magari ci tornano indietro, come tornano indietro questi soldi? Nel caso in cui un paese membro abbia necessità di essere salvato e quindi ne faccia esplicita richiesta, dopo un’attenta valutazione che implica il coinvolgimento della Commissione europea, della BCE e del FMI, i quali tutti e tre letti insieme si chiamano Troica e dopo l’approvazione di un piano di condizionalità, altrimenti detto memorandum di intesa e noi abbiamo l’esempio dei memorandum di intesa, come dicevo prima c’è quello della Grecia, a questo punto si decide che i soldi possono venire prestati, voi pagate un’assicurazione perché poi la polizza nel caso in cui avvenga un sinistro si copre dalla necessità di un maggiore esborso, in questo caso voi pagate una polizza per poter chiedere dei prestiti, dico: se questi soldi me li dovete poi prestare in un certo senso facciamo prima che quando ne ho veramente di bisogno te li chiedo, non c’è bisogno che mi indebito da subito per 125 miliardi, soltanto per avere la possibilità e il permesso di poterteli chiedere in prestito dopo, quando ce li prestano, ce li prestano a debito ovviamente, a debito con interesse.
Chi di voi ha mai condotto una famiglia? Visto che in Parlamento usano spesso questa metafora della buona famiglia, chi ha mai condotto una famiglia sa benissimo che per far fronte ai debiti pregressi non funziona il discorso di indebitarsi ulteriormente, perché così oltre pagare quelli vecchi, devi pagare quelli nuovi, semmai bisogna procedere a un piano di dilazionamenti in cui si concorda una certa tempistica e nel frattempo ci si fa un mazzo così a lavorare e a cercare di tirare su i soldi, questa è l’unica maniera di uscire da una crisi sana, altrimenti diventa strozzinaggio, altrimenti diventano estorsori, gente che ti spacca le gambe, in questa direzione ci stiamo avviando un po’ con l’Unione Europea, un piano di strozzinaggio progressivo che indebita pesantemente gli stati e questo indebitamento progressivo degli stati, come si traduce poi? L’estorsione, l’attività di strozzinaggio come si esplica in questa metafora applicata agli stati? Se sei un privato cittadino ti spezzo le gambe, se sei uno Stato ti costringo a cedere parti della tua sovranità, questo non rappresenta un problema per un uomo che ha sempre pensato, come il Presidente del Consiglio Mario Monti che la cessione di parte della sovranità fosse non soltanto ammissibile, c’è un suo celebre discorso dove lui dice che i popoli sono pronti a affrontare cessioni di parti della sovranità, soltanto quando c’è una crisi, una crisi conclamata in atto, per cui il non cedere parte di sovranità avrebbe conseguenze peggiori rispetto che non cederle e nel momento in cui c’è questa crisi si cedono parte di sovranità per conferirle in un’unica entità centrale, perché se cedi delle parti di sovranità qualcuno le prende e questo qualcuno è l’Europa unita che nell’idea di Mario Monti e nell’idea del suo curriculum che ha sempre mirato a questo obiettivo, se voi andate a vedere la carica principale della Commissione trilaterale, qual è il suo obiettivo, vedete che è convinto devotamente dedicato alla costruzione dell’integrazione totale politica, economica europea, in questo discorso dice che le crisi servono a questo e che dopo che passa la crisi, comunque non è reversibile perché tu hai messo in atto, in esercizio delle nuove leggi, delle nuove parti di Costituzione per cui il processo non si può riavvolgere semplicemente perché la crisi è passata, ormai le hai cedute e te le tieni e del resto in un celebre discorso al Parlamento lui ha espressamente sottolineato come la nostra Costituzione sia fondata sulla cessione di parti di sovranità, io pensavo che la nostra Costituzione fosse fondata sul lavoro come dice l’Art. 1, invece secondo Monti è fondata sulla cessione della sovranità.
Attenzione, c’è un articolo della Costituzione che dice che l’Italia può cedere parti di sovranità ma purché queste parti di sovranità siano cedute in maniera paritetica con gli altri stati che partecipano a questa cessione, quindi non siamo soltanto noi a cedere parti di sovranità ma devono cedere anche gli altri nella stessa misura, poi vedremo se questo sta accadendo oppure no.

Le cessioni di sovranità
Il MES chiede in cambio cessioni di parti della sovranità, in cosa consistono? Consistono nella firma di pesanti condizionalità, di memorandum di intesa a opera della Troica (Commissione Europea, BCE e FMI)
Il MES chiede in cambio cessioni di parti della sovranità, in cosa consistono? Consistono nella firma di pesanti condizionalità, di memorandum di intesa a opera della Troica (Commissione Europea, BCE e FMI) e nel controllo stretto delle politiche economiche del paese, di quello che fa il Parlamento, per cui nel momento in cui si accede a questi prestiti non si è più liberi di affrontare le politiche economiche che si ritengono necessarie per il benessere dei cittadini, guardate che il concetto di benessere dei popoli non è un concetto così peregrino, certe se parlate con uno che ha a cuore solo e soltanto il libero mercato vi guarderà strabuzzando un po’ gli occhi, però in realtà il concetto, anche stesso di felicità è stato messo in opera direttamente anche nella costruzione degli Stati Uniti d’Europa, loro parlavano proprio di diritto alla felicità e del resto esiste una sentenza della società delle nazioni che è una specie di antesignana dell’O.N.U. voluta dal Presidente Wilson subito dopo la Prima Guerra Mondiale per evitare il degrado della situazione politica internazionale che avrebbe potuto condurre a nuove guerre.
Poi c’è questa sentenza che sancì nel 1938 il diritto per un popolo, nel momento in cui il ripianamento dei suoi debiti avrebbe significato un’eccessiva perdita di benessere che il benessere si traduce proprio nella possibilità di mangiare, di poter vivere decentemente, decorosamente, con dignità, avrebbe potuto rappresentare l’infelicità estrema di un popolo, bene questo popolo aveva il diritto morale di non ripianare quel debito, perché prima ancora dei soldi, il primato che si sanciva con quella sentenza è quello, conta alla fine, conta il popolo, non vogliamo usare il concetto di popolo , il concetto di nazione, richiamano cose che danno fastidio, conta la gente, contiamo noi!
Se si deve affamare, assetare, dissanguare un intero paese, un’intera nazione, uno Stato, chiamatelo come volete questo non è possibile oltre un certo livello non è possibile! Questo non significa che l’Europa non sia una cosa buona e giusta, significa semplicemente che gli strumenti che sono messi in campo per ottenerla in questo momento, sono strumento abbastanza ricattatori, non esiste la ricerca del consenso popolare, non esiste una cosa chiamata popolo europeo, esistono tanti popoli, tante lingue, tante differenze che si sono sempre espressi contro qualsiasi richiesta che contemplasse l’istituzione della costituzione europea, mi viene in mente l’esempio dei francesi che l’hanno respinto per poi ritrovarselo di nuovo nella finestra grazie al trattato di Lisbona, mi vengono in mente gli esempi dell’Irlanda che hanno dovuto ripetere il referendum fino a quando poi non hanno detto di sì, mi viene in mente l’esempio olandese, come dice Nigel Farage del resto in Europa i referendum sono solo due risposte possibili: sì e sì per favore! Fino a che non si ottiene una di queste due risposte i referendum si ripetono.
Ma torniamo al Mes, oltre ai 125 miliardi di indebitamento, oltre all’indebitamento ulteriore che accadrebbe nel caso in cui uno stato membro si trovasse nelle condizioni di dover chiedere l’aiuto c’è un altro aspetto fortemente inquietante, ovvero il MES è strutturato come? Ci sono 17 supergovernatori, questi 17 supergovernatori sono costituiti idealmente dai Ministri delle economie di ogni singolo stato membro che aderisce, quindi per l’Italia fino a poco tempo fa si sarebbe parlato di Mario Monti che possono a loro volta nominare un loro vice che li rappresenta, questi 17 supergovernatori, perché si chiamano super? Principalmente perché hanno dei poteri illimitati, innanzitutto possono cambiare il trattato a loro piacimento, tu ratifichi un trattato, come paese, gli dai mandato a un organismo, un’istituzione esterna al paese a porti delle condizionalità, a agire indebitandoti o influendo comunque sulle tue politiche economiche e questo trattato una volta che gliel’hai dato, può essere modificato a piacere, per cui tra due anni, i 17 si mettono d’accordo con maggioranza qualificata e cambiano il trattato e tu hai ratificato un mostro che si evolve nel tempo e non sai bene dove andrà a finire .

Le esigenze di capitale
Una delle cose per esempio che si possono cambiare a piacimento è la capitalizzazione, adesso ci sono 700 miliardi dentro questo fondo e sappiamo che ogni stato membro deve contribuire per quanto la sua quota di partecipazione gli indica e noi abbiamo visto che siamo il 17,9, ma un domani e attenzione che questo lavoro di riqualificazione può essere effettuato comunque e sempre e comunque almeno una volta ogni 5 anni, un domani che ci fosse l’esigenza di dovere modificare questa quota parte per riadattarla alle mutate esigenze, il Consiglio dei 17 supergovernatori potrà decidere di cambiare le esigenze di capitale all’interno del fondo e quindi passare da 700 miliardi a 1400? A 2100? E cosa succede? Succede che nel momento in cui il MES impone una ricapitalizzazione, chi è che deve metterci questi soldi? Gli stati membri, ma allora supponiamo che tra un anno i 17 supergovernatori, decidano di aumentare da 700 a 1400 miliardi, noi ci troveremmo indebitati non più di 125 miliardi, ma di 250 etc., in un progressivo indebitamento di cui si conosce l’inizio ma non si conosce la fine, già questo dovrebbe indurci a una forte, fortissima cautela perché non ci stiamo indebitando per 125 miliardi, ci stiamo indebitando all’infinito, è come consegnare a un aguzzino un libretto di assegni virtualmente infinito, che non finiscono mai, tutti in bianco e firmati.
Attenzione perché questi soldi che dovessero essere decisi dal board dirigenziale del Mes, questi soldi aggiuntivi, dovranno essere corrisposti irrevocabilmente e incondizionatamente, attenzione a queste due parole “irrevocabilmente” e “incondizionatamente” non si può dire di no, non solo bisogna darli, ma bisogna darli esattamente come te li chiedono, nei tempi e nei modi in cui il MES deciderà, attenzione perché tra l’altro è interessante notare come il Mes, dice: dove li prendono questi soldi? Dagli stati membri, non solo perché all’Art. 17 si dice che il MES sarà abilitato a contrarre prestiti sui mercati finanziari, da banche, istituzioni o altre persone o istituzioni, quindi significa che virtualmente vogliamo indebitarci con la Cina? Benissimo, vogliamo indebitarci con Goldman Sachs? Benissimo, sappiate che a quel punto Goldman Sachs, la Cina e quant’altro saranno osservatori e interlocutori privilegiati nel processo di definizione del memorandum delle famose condizionalità che saranno imposte al paese che chiede i prestiti, se questo vi sembra corretto, cioè che le politiche monetarie di un paese che pur sta chiedendo un aiuto, un aiuto per non scegliere strade diverse come le famose politiche keynesiane che il Premier David Cameron ha stabilito che sono state vietate per legge addirittura, se uno chiede un aiuto con questo meccanismo un po’ perverso, si ritrova poi Goldman Sachs per dirne una, quindi queste cessioni di sovranità poi non si fanno soltanto nei confronti di un’unità centrale europea, ma più che altro nei confronti delle istituzioni finanziarie più accreditate, ma persino persone, persone individuali come sta scritto qui nell’Art. 17, altre cose che è interessante notare è che tutte le operazioni di questa istituzione finanziaria che dovrebbe essere un’istituzione, siccome i 17 supergovernatori sono i Ministri dell’economia dei vari paesi, un’istituzione in fondo abilitata democraticamente, dovrebbe afferire in ultima analisi, al bene dei cittadini al controllo dei cittadini, bene ma questi 17 supergovernatori saranno completamente non soltanto immuni da qualsiasi procedimento giudiziario, nel caso in cui si scopre che magari abbiano attinto a fondi che non erano puliti, con operazioni internazionali che magari si configurano come riciclaggio che questi soldi poi quando arrivano anche dai privati… Quindi nel soltanto saranno completamente immuni e non si potranno quindi citare in giudizio per il loro operato mai, ma le sedi, i documenti, i verbali, le minute, qualsiasi documento prodotto dal MES all’interno del MES e che abbia una relazione con il Mes, sarà completamente inviolabile, per cui questi governatori che adesso si comincia a capire perché si chiamano super, godranno di una totale, sostanziale impunità e della totale inviolabilità dei loro documenti, per cui non si potrà più andare dal Ministro dell’economia e dire: scusi mi faccia vedere il personal computer, magari scoppia uno scandalo nazionale perché lui dirà, qua dentro ci sono delle cose che afferiscono al Mes, tra l’altro il MES avrà sede nei vari paesi in un luogo che sarà in tutto e per tutto simile a un’ambasciata perché non sarà soggetto a nessun tipo di autorizzazione, nessuna autorità, forze dell’ ordine o autorità giudiziarie, nessuno potrà entrare in queste “premises” come si dice in Inglese, non potranno essere soggette a perquisizione, non potranno essere soggetti a licenze o a qualsiasi altro tipo di regolamentazione che sia necessaria sui vari territori, non dovranno pagare le tasse, pagare nessun di contributi, sono come uno Stato, come un Vaticano, un’ambasciata americana quindi avete capito bene, non si possono controllare, non si possono chiamare in giudizio, non si può fare niente, però bontà loro, loro dicono che avranno un Collegio di revisori esterni e lo dicono all’Art. 29, dicono: i conti del MES sono oggetto di revisione da parte di revisori esterni, indipendenti, però poi aggiungono: approvati dal Consiglio dei governatori, quindi li devo far controllare da qualcuno che però devo approvare io, ma non è finita, lo chiamavano Fondo Salva stati e uno si immagina che servano a salvare gli stati, ma a un certo punto nella primavera di quest’anno insomma cominciano a riflettere, ragionare se non sia il caso di salvarci anche le banche, con il fondo salva stati, pagato dagli stati e così dopo una riunione dell’Ecofin, la riunione dei Ministri dell’economia, si comincia a discutere sull’opportunità di salvare le banche che non soltanto sono state ricapitalizzate con i mille miliardi dell’operazione famosa definita dalla BCE, mille miliardi che hanno incamerato, potevano restituire all’1%, non tutti mille miliardi per le banche italiane, per tutte le banche, ma con i quali hanno acquistato titoli di Stato, i titoli di Stato all’epoca in Italia avevano rendimenti, siccome lo spread era alto, elevatissimi, certamente non dell’1%, parliamo del 5/6/7%, hanno acquistato titoli perlopiù a 3 anni, loro dicono per salvare l’Italia e se volevano salvare l’Italia prendevano i soldi all’1% della BCE e acquistavano titoli di Stato all’1%, invece li hanno acquistati al tasso di strozzinaggio che allora i mercati stavano imponendo al nostro paese, non mi sembra un buon modo per salvare il nostro paese, la realtà è che dovevano ricapitalizzarsi dopo le decisioni nefaste assunte dell’Eba , la European banking authority cioè l’autorità centrale bancaria europea che ha sede a Londra e che, quando si era ancora all’epoca dei famosi risolini tra la Merkel e Sarcozy aveva deciso che le banche valevano tanto quanto valevano i loro titoli di Stato sul valore che avevano sul mercato secondario in quel preciso momento.

Le banche del Sud europa
Ma siccome in quel momento i titoli dei paesi del sud Europa: Spagna, Italia, Grecia avevano un tasso di interesse elevatissimo sul mercato secondario e quindi valevano di meno, era evidente che le banche dei singoli paesi, le banche spagnole, le banche italiane che avevano prevalentemente in pancia i propri titoli del proprio Stato, avevano improvvisamente un ammanco di bilancio enorme perché valevano improvvisamente di meno senza avere fatto niente, anche se quei titoli sarebbero stati rimborsati al valore prestabilito quando erano stati acquistati, quindi comunque quei soldi virtualmente c’erano, ma improvvisamente questa decisione della Eba faceva sì che le banche italiane non valessero più una mazza e avessero bisogno di ricapitalizzarsi e così c’era questo grande problema, una crisi bancaria, nata dalla crisi delle banche d’America, trasferita in Europa e che continuava a essere una crisi bancaria, una crisi bancaria pagata dai cittadini e siccome non si voleva far capire che comunque queste benedette banche avremmo dovuto pagarcele da soli, cosa si inventano? La BCE dà questi mille miliardi a un tasso privilegiato dell’1 %, uno dice: questi mille miliardi li devi restituire tra tre anni pagandoci l’1 % di interessi, non mi fate fare il conto di quanto è l’1% di mille miliardi, non voglio saperlo, però è insufficiente perché alla fine sono poche decine di milioni di Euro, allora cosa si inventano? Dicono bene: noi con questi mille miliardi compriamo i titoli di Stato, i titoli di Stato in questo momento hanno un tasso di interesse elevatissimo, tra tre anni li rivendiamo o anche prima come vedremo tra poco e ci facciamo un bel po’ di soldi che serviranno a ricapitalizzarci, ma questi soldi per ricapitalizzare le banche, chi li ha messi alla fine? Li ha messi la BCE? No, perché la BCE poi se li riprende li abbiamo messi noi, non solo, ma adesso Mario Draghi se ne esce con la pensata di aiutare gli stati comprando i titoli di Stato sul mercato secondario e quali titoli di Stato vuole comprare? Vuole comprare quelli fino a 3 anni, uno dice: se vuoi aiutare lo spread ti compri quelli a 10 anni perché quelli a 10 anni sono quelli che determinano lo spread, la differenza dei suoi rendimenti tra i titoli italiani e i titoli equivalenti su 10 anni tedeschi.
No, si compra quelli a 3 anni perché così la scusa ufficiale è: influiranno un po’ a cascata sui rendimenti dei titoli decennali, peccato che i titoli a 3 anni erano proprio quelli che in gran parte le banche, parliamo di quelle italiane, avevano acquistato con i famosi miliardi presi all’1% dalla BCE, quindi le banche hanno preso soldi dalla BCE, hanno comprato i titoli di stato italiani, che noi dovremo ripagare con le nostre tasse, quindi sono soldi nostri e questi soldi che dovrebbero aspettare che ne so, 3 anni per avere, glieli restituisce Draghi immediatamente facendo questa operazione su un mercato secondario e così abbiamo ricapitalizzato le banche, chi paga? Paga Pantalone tra 3 anni, non contenti come abbiamo visto decidono che il MES avrà anche finalità di salvataggio delle banche, degli istituti finanziari e questi soldi per salvare le banche e gli istituti finanziari chi li deve mettere? Pantalone, sempre noi perché il MES lo paghiamo noi con 125 miliardi iniziali che una quota di indebitamento progressiva.
Ma sentite cosa ha il coraggio di dire Mario Draghi in una conferenza stampa tenutasi alla BCE più o meno intorno al 6 giugno di quest’anno, a una giornalista che gli chiede circa questa ipotesi di utilizzare il MES per pagare la crisi delle banche, lui risponde che lì la Sm consentirebbe la ricapitalizzazione delle banche senza aumentare il debito degli stati, come se il debito degli stati non avesse nessuna parte nelle quote che il MES utilizza per salvare le banche, ma abbiamo visto che il MES parte proprio con la dotazione di 125 miliardi italiani e che probabilmente questi 125 miliardi, una volta ratificato potranno diventare 300/500/1000, questi sono i soldi del Mes!

Balle su balle
Balle su balle ma non c’è nessuno che glielo fa notare. Ma la cosa ancora più buffa è che noi abbiamo visto come il MES in sostanza significhi “cessione di sovranità nazionale” perché nel momento in cui tu chiedi un aiuto e devi sottostare a delle condizionalità e al controllo in Parlamento delle politiche economiche perché siano attinenti a queste condizionalità, rispettoso delle condizionalità, è ovvio che tu, la tua sovranità che per definizione è proprio quella di decidere autonomamente, soprattutto in Parlamento le leggi, quelle poi in materia economica sono le più importanti, è ovvio che tu questa sovranità la perdi.
E siccome questo stesso principio, qualcuno ha osato proporlo anche per il salvataggio delle banche, quando si è detto: usiamo il MES per salvare le banche è stato detto: sì va bene, però a questo punto ci vogliono anche delle condizionalità e quali sono le condizionalità per le banche? Ah beh, certo mica puoi entrare nei consigli di amministrazione e decidere le politiche che devono fare, questo non ci sogneremo mai, ma sono avere delle quote, diventare azionisti di quelle banche, una specie di semieuropeizzazione, qua cosa per Draghi è un grave problema perché si lancia in una giusta riflessione, dice: ma allora la questione diventa vogliamo davvero un MES che diventi azionista delle banche che ricapitalizza? Subito dopo specifica: abbiamo disegnato il trattato con l’obiettivo di diventare un’azionista delle banche dell’Unione Europea? Quindi per Draghi il MES che avrebbe nei confronti delle banche la stessa finalità che ha nei confronti degli Stati, quella del salvataggio, se chiede in cambio del salvataggio delle stati, una quota delle azioni di quello Stato sottoforma di cessione di sovranità, non c’è nessun problema, se però chiede delle azioni delle banche che intende salvare, allora ragazzi si impone una pesante riflessione collettiva, è davvero quello che vogliamo? Però se i cittadini dicono: scusate ma è davvero quello che vogliamo che il MES possa salvarci ma acquisendo quote della nostra sovranità? Allora tu sei un antieueuropeista, sei un euroscettico, vuoi pilotare questa nazione sugli scogli della crisi, sei un populista, è meglio se ti fai da parte e fai fare a noi e mentre nel silenzio generale degli intellettuali, dei giornalisti, degli opinionisti, dei media l’Italia si avvia verso l’approvazione del MES seguendo il Disegno di Legge di Mario Monti, in altri paesi il dibattito comincia a esplodere, perché se ne accorgono anche loro, perché a maggio arriva una lettera di alcune personalità austriache, professioni e docenti a tutte le istituzioni di Vienna, ve ne voglio leggere soltanto un pezzettino “in qualità di cittadini responsabili i sottoscritti hanno letto la bozza del MES con la necessaria diligenza e accuratezza, abbiamo pervenuti alla conclusione che questa bozza non deve essere accettata, coloro che la firmeranno, devono essere giudicati avendo agito con dolo eventuale se le prevedibili conseguenze si manifestano, non solo l’accordo contraddice le più elementari convenzioni dell’Unione Europea, che costituiscono le basi per l’ingresso e per la permanenza dell’Europa unita in qualità di membri, ma viola anche la costituzione federale austriaca, poiché trasferisce le prerogative del diritto di ogni democrazia, per esempio la sovranità finanziaria a un’istituzione al di fuori del suo controllo, se questo trattato sarà ratificato, tutti gli stati membri dell’Unione Europea saranno diretti da un’oligarchia finanziaria anonima, priva di legittimazione democratica, per dirla con schiettezza è una delega a instaurare una schiavitù anonima e finanziaria sotto al pretesto della solidarietà, in particolare l’impegno a obbligarsi in favore del settore finanziario, sovraccaricherà le capacità delle economie nazionali e la disponibilità dei cittadini a subire ulteriori sacrifici finanziari. L’obbligazione incondizionata e irrevocabile al pagamento iniziale e a quelli aggiuntivi, testimoniano di questa riduzione in catene a favore dei grandi possessori di capitali, attraverso l’obbligazione a agire in accordo con il FMI si stabilisce l’influenza indiretta degli USA, ovvero la compartecipazione decisionale di quelli che hanno prodotto e che ancora mettono in scena la crisi finanziaria. I privilegi e le immunità richieste assicurano agli attori che spendano i europei con illimitate tasse di solidarietà, illimitate, possono formare un superstato che di fatto non può essere controllato, citato e perseguito legalmente.
L’Art. 17 regola le operazioni di prestito del Mes, avendo il MES diritto di fare ricorso contro tutti gli stati membri, ecco che diventano possibili orge debitorie senza alcun controllo parlamentare e per gli attori dei mercati di capitali, grossi profitti sui crediti, senza che questo comporti per loro alcun rischio! Noi riteniamo che se per qualsiasi motivo i governi volessero aumentare la massa monetaria, dovrebbero invece affidare la creazione della moneta direttamente alla BCE, piuttosto che ottenerla attraverso una doppia intermediazione creditizia a costi più elevati.
Sentite qua: l’indifferenza rispetto alle preoccupazioni e ai problemi dei cittadini e la tesa inflizione dell’Austerity minacciano di portare a una resistenza pubblica, all’abbattimento dei governi e perfino a guerre civili. Quando i cittadini si sveglieranno e si renderanno conto che grossi attori finanziari che chiedono sempre maggiori sacrifici economici a tutti gli altri, non corrispondono di contro a un’adeguata contribuzione, si ribelleranno, ci permettiamo di aggiungere che abbiamo avvisato tutti i politici per tempo, ma siamo stati liquidati come profeti di sventura e altre cose che vi invito a leggere.

L’assenza del dibattito politico
Così in attesa di ratificare il Mes, la prima cosa che si fa è quella di approvare il pareggio di bilancio, la regola del pareggio di bilancio deve essere introdotta in Costituzione, per introdurre delle modifiche alla Costituzione solitamente è necessario innanzitutto un ampio dibattito politico – nazionale, non si modifica la Costituzione che è il nostro Dna così, l’unico che lo fa notare da noi è un professore dell’università di Genova, di filosofia del diritto che si chiama Paolo Becchi, sentite cosa scrive “con ultima e definitiva deliberazione del 17 aprile 2012 il Parlamento ha infatti modificato gli articoli 81, 97, 117, 119 della Costituzione, introducendo il principio del pareggio di bilancio nella Carta Costituzionale italiana. La raggiunta maggioranza di 2/3 ha peraltro escluso la possibilità di procedere al referendum di revisione costituzionale, previsto e disciplinato dall’Art. 138, dice: non è la prima volta che la Costituzione subisce modifiche senza il ricorso allo strumento referendario, per semplice “colpo” della maggioranza, nel caso in questione hanno votato a favore il Pdl, PD e terzo polo, nonché personalmente il Senatore Monti, è però la prima volta che alcuni articoli della Costituzione vengono cambiati in un’atmosfera tanto silenziosa, senza alcun coinvolgimento dell’opinione pubblica e senza una reale discussione politica.
Qualcosa che non preoccupa nessuno, Becchi conclude molto ironicamente così “in un romanzo di Brecht, alla fine il capo dei gangster comanda ai suoi seguaci “mi raccomando il lavoro deve essere legale”” che tragiche fine ha fatto la legalità, finisce come parola d’ordine di un gangster, questo per sottolineare che tutto quello che è avvenuto dall’insegnamento del governo Monti fino a oggi è avvenuto in maniera legale!
Tra legale e legittimo c’è una differenza che deve essere colmata e di solito si colma con il dibattito e con l’informazione. E che l’informazione latiti ce ne si accorge facilmente anche dopo l’approvazione del Fiscal compact che segue alla modifica costituzionale per il pareggio di bilancio, il Fiscal compact obbliga i paesi a raggiungere in 20 anni un rapporto debito / Pil del 60%, ora siccome in Italia il rapporto debito – Pil si aggira intorno al 120%, questo significa che in 20 anni dobbiamo risparmiare, non avere un deficit del 3% annuo, il che significa imporre qualcosa come 50 miliardi di Euro all’anno di tassa e tagli per 20 anni, in un paese già martoriato dalla crisi e privo di crescita una situazione come quella imposta dal Fiscal compact è una situazione di una gravità incredibile che si presuppone dovrebbe occupare anche qui le pagine dei giornali.
Allora visto che dovrebbe occupare le pagine dei giornali mi sono permesso all’indomani dell’approvazione del fiscal compact di andare a vedere queste pagine dei giornali di cosa si occupassero e prima di trovare la notizia relativa all’approvazione del Fiscal Compact e del MES devo arrivare a pag. 7 e non soltanto a pag. 7, ma in un piccolo trafiletto in fondo a pag. 7 e scrivo così sul mio blog 5 righe e mezzo, sembra incredibile ma tanto ha dedicato Il Corriere della Sera nell’edizione di oggi all’approvazione del Fiscal Compact e del Mes, 5 righe e mezzo all’interno di un articoletto di fondo a pag. 7, riuscendo perfino a non nominarli né nel titolo che era “sì alle regole di bilancio UE e al fondo salva stati, assalto alla spending review ” né tanto meno nel sottotitolo dove addirittura i due trattati vengono relegati allo stesso rango di migliaia di altri interventi, perché il sottotitolo era “al Senato 1800 emendamenti al taglia spese” e così arriviamo al 12 settembre.
Perché il 12 settembre? Perché non tutti i popoli dei paesi che hanno aderito al MES sono coglioni come noi, abbiamo già visto che alcune eminenti personalità austriache hanno indirizzato delle lettere, ma questa volta tocca ai tedeschi addirittura opporsi a questo trattato inoltrando qualcosa come 37 mila ricorsi alla Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe che doveva esprimersi sulla costituzionalità o meno del Mes, la sentenza sarebbe dovuta arrivare il 12 settembre e così è successo.
La sentenza aveva una certa rilevanza perché nel caso in cui la Corte Costituzionale avesse dichiarato che il MES non era costituzionale, ovviamente il trattato sarebbe decaduto e decadendo il trattato, gli speculatori si sarebbero molto agitati sui mercati, sapendo di non poter più contare su un indebitamento progressivo e garantivo degli stati membri e così gli spread sarebbero saliti e così i mercati perché oggi i mercati decidono, avrebbero determinato la disgregazione dell’Unione Europea e questo non poteva essere concesso.

Una sentenza spartiacque
Così questa sentenza è diventata un po’ uno spartiacque, il 12 settembre questa sentenza della Corte Costituzionale è arrivata e i maggiori quotidiani nazionali si sono affrettati a dire che la Corte Costituzionale tedesca aveva dato il via libera al MES e quindi che avremmo avuto finalmente il nostro fondo salva stati che nessuno si azzarda mai a chiamare con il suo secondo e forse vero nome, cioè fondo salva banche, peccato però che quella della Corte Costituzionale tedesca non sia esattamente una sentenza che dà il via libera, ma una sentenza che riporta pesantemente nell’alveo del solco costituzionale, una sentenza che limita, il MES perché? Vi ricordate che noi abbiamo il 17,9% che per noi questo rappresenta una quota capitale all’interno del MES di 125 miliardi, bene allo stesso modo la Germania ha una quota del, mi pare, 27% o qualcosa del genere e si traduce fisicamente in soldoni in 190 miliardi di Euro, come vi ho spiegato prima il MES una volta ratificato, così per come è stato scritto comporta che una volta che i 17 supergovernatori determinino nuovi aumenti di capitali, ad libitum, all’infinito a seconda di quello che ritengono opportuno, gli stati devono adeguarsi e conferire le loro quote parti, la Corte Costituzionale tedesca ha stabilito che per la Germania questo non sarà possibile, la Germania è autorizzata a contribuire con i suoi 190 miliardi, ma non di più, se una contribuzione maggiore dovesse essere richiesta questa dovrà passare dal voto esplicito del Parlamento tedesco, quindi la Germania ha rivendicato il fatto che è incostituzionale firmare un assegno in bianco dove si autorizza con cambiali illimitate e infinite il prelievo dai nostri conti correnti di una qualunque somma di denaro a piacere e ci voleva la Corte Costituzionale tedesca per stabilire questo principio che non mi sembra un principio così da poco, perché il MES basava la sua potenza di fuoco proprio sul fatto che poteva, come un usuraio, un aguzzino qualsiasi richiedere fonti illimitatamente agli stati membri e questo garantiva agli speculatori che avrebbero potuto fare dei guadagni e dei ricavi all’infinito garantiti, garantiti dallo Stato che poi vengono a dire che Keynes non va bene, ma questa è la stessa cosa, si stampa moneta anziché darla ai popoli li diamo agli speculatori per i loro accumuli e i loro interessi privati.
Ma la Corte costituzionale tedesca ha sancito un principio che se vogliamo è ancora superiore e più importante a quello che vi ho appena detto, ovvero che in una democrazia la trasparenza è il principio più importante e che quindi la parte del trattato del MES che riguarda l’opacità totale di tutte le operazioni organizzative interne, di raccolta fondi, di deposito, di concessione, prestiti, tutte le organizzazioni finanziarie interne al MES che secondo il trattato deve avvenire in maniera assolutamente inviolabile, questo è incostituzionale, tutte le operazioni del MES devono avvenire a cielo aperto, tra l’altro in un momento in cui si discute per la BCE dell’opportunità di pubblicare tutte le minute delle riunioni dell’assemblea del Consiglio, per la Fed e per la Bank of England è un’operazione di ordinaria amministrazione perché non dimentichiamoci mai che queste istituzioni dai nomi altisonanti in ultima analisi anche se non sono direttamente elette dai cittadini, in qualche maniera rappresentano il popolo e devono e sono tenute a rispondere al popolo e conseguentemente è necessario che il popolo abbia gli strumenti per valutare se il loro operato è positivo, è orientato al benessere ancora una volta dei popoli oppure no e quindi la segretezza in una democrazia compiuta non è una qualità discutibile, non si può mettere in gioco, bene da noi questi principi non sono stati rivendicati da nessuno, il MES che comporta che non soltanto quel governo che aderisce non può tirarsi indietro, ma che nessun governo, neanche successivo può tirarsi indietro da questo trattato, perché questi trattati così come l’adesione all’Euro non comportano dei meccanismi di uscita, non vengono appositamente contemplati, cosa succede se noi non paghiamo una rata? E non abbiamo i soldi per pagarla? Ci invadono? Non so, per esempio questa è una domanda a cui bisognerebbe rispondere, i nostri parlamentari non lo sanno, ma non sanno neanche cos’è il Mes! Sappiate che una volta ratificato questo trattato e l’autorizzazione è già stata concessa dal Parlamento in luglio, non potremo più recedere dallo stesso, se non probabilmente con i carri armati, da noi questa cambiale in bianco di contribuzione infinita e questo problema di legittimità dovuto all’opacità con cui questi signori vorranno operare da qui all’infinito, non è stato minimamente messo in discussione, in Germania hanno fatto 37 mila ricorsi alla Corte Costituzionale tedesca e tra l’altro il Presidente della Corte Costituzionale, in apertura di conferenza stampa si è lasciato anche sfuggire che questi ricorsi erano fondati, è vero che da noi vige una normativa, una regolamentazione diversa per cui non i singoli cittadini possono fare ricorso alla Corte Costituzionale, come magari avvi1ene in Germania, da noi possono farlo però i politici, i partiti politici, bene sappiate non c’è stato un solo partito politico che nonostante una grande movimentazione di alcune persone che hanno cercato di fare del loro meglio per fare un battage e spiegare alle persone cos’era il MES e perché lo stavamo firmando, a cosa saremo andati incontro, tra questi io con il mio blog, ma vorrei citare anche ?Lidia Undiemi? che si è fatta promotrice addirittura di un volantino, non c’è stato un solo movimento politico, sappiatelo che ha accettato non dico di rifiutare la firma del MES che avrebbe potuto portare conseguenze nell’immediato, magari indesiderabili dal punto di vista politico, ma perlomeno che abbia accettato di accogliere questi ricorsi e di manifestare la volontà di cambiare alcuni punti.

Conclusioni
In Germania che è il paese dell’austerità, del rigore, nella Merkel che recentemente si è accorta, viva Dio, in una recente conferenza ha dichiarato che i mercati sono contro al popolo, va beh, meglio tardi che mai! In Germania l’approvazione di questo trattato ha dato vita a un dibattito pubblico e politico estremo anche molto intenso che ha portato a 37 mila ricorsi, da noi ha originato unicamente 5, 4, 5 righe di nuovo a pag. 7, a pag. 11 dei più importanti e referenziati quotidiani nazionali e non c’è stato uno straccio di politico che abbia sollevato una questione o abbia pensato di informare utilizzando i media di massa, certamente non delle piccole conferenze a uso e consumo degli invitati, che abbia pensato di informare sulle tragiche conseguenze dell’approvazione di un trattato che ci sottrarrà la sovranità popolare senza consentirci più in alcun modo di recuperarla! Tutto quello per cui io personalmente mi batto, guardate, non è tanto l’approvazione di questo o di quel trattato o la sua mancata approvazione, quanto l’esigenza di tornare a informare i cittadini in maniera che autonomamente possano esprimersi sulla questione del trattato e sulla questione dell’Unione Europea e guardate, non è ancora troppo tardi per informarsi, è possibile, specialmente dopo questa sentenza della Corte Costituzionale tedesca ancora fare qualcosa, se ci si mobilita insieme e soprattutto se ci si abitua a informarsi anche in luoghi come questi, grazie al blog, grazie a tutti!”