Il giro del mondo con una bici: l’incredibile storia di Davide Mantovani

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Il 30 gennaio del 2015 Davide Mantovani lasciava il suo lavoro di impiegato per compiere un giro intorno al mondo con la sua bici. Una scelta bizzarra e che gli ha permesso di cambiare per sempre il suo modo di approcciarsi alla vita e alle persone. Grazie a una buonuscita di venticinquemila euro ottenuta lasciando il suo impiego, Davide ha iniziato il suo tour in giro per il mondo, partendo dalla sua città natale, Milano, per arrivare a Brindisi e poi imbarcarsi per la Grecia.

Ma perché un ragazzo con un lavoro stabile decide di abbandonare le proprie abitudini e visitare il mondo con una bici? Una risposta ce l’ha fornita lo stesso Davide, in una recente intervisa per ilfattoquotidiano.it rilasciata tramite Internet: “Volevo cambiare mentalità, mettermi in gioco e visitare posti lontani per vederli più da vicino“. La scelta di utilizzare una bici è così diversa da quella compiuta da Phileas Fogg, protagonista del romanzo Il giro del mondo in 80 giorni, di Jules Verne, che, per il suo itinerario intorno al pianeta, userà treni, velieri e ogni altro mezzo disponibile per spostarsi. Pedalare, per Davide, rappresenta la possibilità di entrare veramente a contatto con il mondo che ci circonda, potersi soffermare sui paesaggi, le strade, i monumenti e tutto quello che è degno di essere conosciuto.

In quasi dodici mesi ha esplorato la Turchia, l’Iran, il Tajikistan sino ad arrivare in Cina, un Paese che sembra lontanissimo e che, nel mondo iper connesso di oggi, può apparire più vicino di quanto uno creda. In fondo, le abitudini sono sempre le stesse, i bisogni e gli ideali da seguire nella vita di ognuno di noi i medesimi: un piatto caldo, un’amicizia da coltivare, un amore e un letto dove dormire. Davide, nel suo giro per il mondo è riuscito, con un budget di dodici euro al giorno, a trovare sempre un alloggio e il cibo necessario per sopravvivere. “Con i soldi che ho messo da parte“, ha spiegato, “potrei fare almeno altri tre giri del pianeta“.

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Con un fornello che gli permette di cucinare in qualunque Paese si trovi, Davide ha davvero bisogno di poco per trovare la propria serenità interiore. In questi mesi ha imparato ad apprezzare altre cucine e i modi diversi per preparare un piatto, ma è riuscito comunque a restare in contatto con la sua famiglia. “Bastano cinque euro per comprarti una Sim con tanto di pacchetto per la connessione“: sono le parole con cui ha voluto rimarcare la sua voglia di non abbandonare amici e parenti durante le sue solitarie pedalate nei posti più sperduti del pianeta.

E mentre il suo giro intorno al mondo prosegue, Davide ha dichiarato che non c’è bisogno di tanti soldi per realizzare quello che lui sta compiendo. La bici, a differenza dell’auto, è un mezzo che permette di risparmiare tantissimi soldi e, soprattutto, di non inquinare. Per viaggiare come sta facendo, bisogna avere anche una mentalità aperta a ogni cultura. Ma i guai non sono di certo mancati per lui e, prima che un giorno decida di darcene una versione in un romanzo avventuroso dedicato al suo peregrinare intorno al mondo, Davide ha spiegato che, nel Sud della Cina, ha perso la sua bicicletta e che è tornato a Bangkok per acquistarne una nuova. O di quella volta che ha dovuto attraversare cinquecento chilometri di deserto nel Turkmenistan.

Il mondo è un posto comunque più sicuro e ospitale di quello che immaginiamo“, ha dichiarato: parole che, in questi tempi di Isis e dopo gli attentati terroristici di Parigi, sono sorprendenti. Infine, non è mancata la nota moralistica che ha voluto regalare a quanti hanno letto la sua intervista: “Nella società in cui viviamo, diamo troppo valore a cose insignificanti come i regali di Natale o i vestiti“. L’esperienza di Davide ci insegna che, per ottenere la serenità, bastano piccole cose e non per forza l’eccessiva rincorsa a un consumismo che, il più delle volte, è solo una scusa per nascondere il disagio che abbiamo nei confronti della vita.

Il Team di BreakNotizie