Il futuro dei display dei nostri device è biodegradabile

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L’università statunitense del Missouri- Columbia sta lavorando alla realizzazione di display biodegradabili da poter montare in un futuro prossimo sui nostri device mobili.


In questi ultimi anni infatti la produzione di rifiuti derivati dalla tecnologia (RAEE) è aumentata in maniera vertiginosa, un dato preoccupante dal momento che si tratta di rifiuti altamente inquinanti. Al momento c’è una branca della comunità scientifica che si sta occupando di mettere a punto sintesi di materiali di tipo naturale, che possano soppiantare quelli tradizionali, al momento riciclabili solamente in parte e comunque in quantità del tutto insufficienti.

Il professore del Dipartimento di Fisica e chimica del “MU College of Arts and Science” Suchismita Guha e lo studioso Soma Khanra hanno collaborato con un team di ricercatori appartenenti all’Università Federale di ABC in Brasile per lo sviluppo sperimentale di strutture organiche formate da proteine o peptidi che siano capaci di divenire degli schermi biodegradabili per device come tablet o smartphone. Secondo la spiegazione del professor Guha questo genere di peptidi sarebbero capaci di assemblarsi in nanotubi o nanostrutture che possono fungere da modelli per determinati materiali.
Queste strutture però non sono sufficienti per la realizzazione di un display: occorre combinarle con polimeri in grado di emettere luce rossa, verde e blu. Sinora durante le sperimentazioni sono stati utilizzati con successo i polimeri che emettono luce blu, ma una volta che si otterranno risultati incoraggianti anche con il rosso ed il verde e lo studio sarà concluso, si potrà allora ben sperare di trovare in breve tempo sul mercato dei nuovi device green dotati di componente biodegradabile.

Si tratterebbe di un bel balzo in avanti, non solo per quanto concerne la tecnologia, ma anche per l’impatto ambientale: ogni anno, solamente in Italia, vengono prodotti infatti circa 16 chili di Raee a testa, dei quali solamente il 38% viene consegnato agli Ecocentri per essere riciclato. Il Paese a produrre un maggiore quantitativo di questo tipo di rifiuti (categoria che ricordiamo, non include solamente tablet, smartphone e computer ma pure classici elettrodomestici come congelatori, frigo, condizionatori ed altri ancora) sono gli Stati Uniti, che arrivano a 9,4 tonnellate, vale a dire 29,8 kg per persona. A questi seguono la Cina con una quantità pari a 7,3 tonnellate (cioè 5,4 kg pro capite) ed al terzo posto il Giappone che arriva a ben 2,7 tonnellate (21,5 kg per abitante).

La ricerca, intitolata “Self-Assembled Peptide-Polyfluorene Nanocomposites for Biodegradable Organic Electronics” è stata pubblicata di recente sulla rivista scientifica “Advanced Materials Interfaces” ed è stata finanziata dalla National Science Foundation e dal Conselho Nacional de Desenvolvimento Científico e Tecnológico.
L’obbiettivo dei ricercatori al momento è di completare a breve la ricerca con successo per poter lavorare subito sui nuovi materiali da lanciare sul mercato, creando prodotti competitivi ed ecosostenibili.

Il team di BreakNotizie