Il corto sulle caramelle golose svela una terrificante verità

Il corto sulle caramelle golose svela una terrificante verità

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La gelatina che riveste il bon bon è realizzata con scarti di derivazione animale

C’è chi gira cortometraggi romantici, chi li elabora in chiave comica e chi li usa per impartire al grande pubblico una lezione morale sugli argomenti più svariati. E poi c’è Alina Kneepkens, famosa regista belga, che sin dall’inizio della sua carriera ha mostrato una certa passione per i corti d’un certo tipo, appositamente realizzati per svelare alla gente gli ingredienti e i procedimenti che ci sono dietro determinate prelibatezze culinarie. Ha sconvolto il mondo con il suo lavoro sul black pudding, il sanguinaccio tanto amato dagli scozzesi, e con quello che raccontava come si prepara il piatto a base di prugne e coniglio tipico della tradizione belga. Il suo ultimo cortometraggio, invece, ruota attorno a uno dei dolciumi più amati di tutti i tempi, croce e delizia dei più piccini ma anche degli adulti: parliamo delle caramelle gommose, che, ne siamo certi, dopo questo crudo ma veritiero documentario, che non a caso è intitolato Gommose verità, piaceranno un po’ meno a quanti, completamente ignari di cosa ci fosse dietro, ne hanno consumato a quintali nel corso della propria vita.

Quel che non tutti sanno, e che la regista Alina Kneepkens ha voluto raccontare, è che le caramelle gommose sono, ahinoi, preparate con una gelatina di origine animale. Il suo ultimo video, quindi, percorre a ritroso, attraverso un montaggio geniale e ad effetto, ogni singola tappa del processo di produzione dell’amatissimo dolciume, declinato peraltro in mille forme e colori per far sì che faccia ancor più gola all’acquirente. Se in un primo momento mostra la caramella bell’e pronta, apparentemente innocua, nei successivi due minuti svela, in un crescendo di intensità, come abbiano origine i bon bon. Si vede la fabbrica, si vedono uomini e donne che preparano la gelatina e poi si vede un lungo rullo sul quale scorre qualcosa che non si capisce immediatamente cos’è. Nel giro di pochi secondi ci si rende conto che si tratta di frattaglie e di resti di chiara origine animale: suina, come la Kneepkens mostra chiaramente al termine del suo chiacchieratissimo cortometraggio anti-caramelle gommose.

Che non fossero completamente naturali lo sapevano tutti, tant’è che vegetariani e vegani le avevano messe da parte già da un po’. Eppure, nessuno mai, prima di questa regista belga, aveva avuto il coraggio di puntare i riflettori su quella che è a tutti gli effetti l’ennesima carneficina di animali innocenti che, senza nessuna colpa, finiscono al macello per trasformarsi in gelatina per caramelle. Per fortuna, e questo è un bene, molte aziende hanno già rivisto le proprie preparazioni e hanno puntato su una gelatina di origine vegetale, come ad esempio l’agar agar, decisamente meno nociva e crudele di quella che ci ha mostrato la Kneepkens. A voi, dunque, la scelta e l’ardua sentenza: continuerete a ingozzarvi di bon bon di derivazione animale, ignorando il documentario che ha già scosso molte coscienze, oppure premierete le ditte che non sacrificano inutilmente la vita di un povero suino, iniziando a comprare dei prodotti un po’ più sani per la cui produzione nessuno è costretto a macchiarsi di sangue?

 

 

Il team di BreakNotizie

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