2015 uno degli anni più caldi di sempre: allarme sul riscaldamento globale

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La temperatura media globale continua ad aumentare e, nel corso degli ultimi mesi, sono stati rilevati picchi record che preoccupano gli scienziati, specie alla luce di quanto emerso nella recente Conferenza sul Clima tenutasi a Parigi. A certificare un fenomeno che, negli scorsi mesi, ha assunto proporzioni da record sono la NASA (National Aeronautics and Space Administration) e la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), pubblicando alcuni dati che confermano ufficialmente quanto si temeva: il 2015 è stato uno degli anni più caldi nel corso dell’ultimo secolo e mezzo, battendo anche alcuni primati stabiliti nei dodici mesi precedenti.

Il rapporto fornito dalla più importante agenzia spaziale del mondo e dall’istituto federale statunitense che si occupa del monitoraggio dei fenomeni riguardanti il clima è impietoso: l’accento viene posto su un pericoloso trend che difficilmente verrà invertito nel medio termine. NASA e NOAA, come detto, hanno fornito una stima precisa di quel fenomeno che risponde al nome di riscaldamento globale e che, nel 2015, ha fatto segnare dei record poco invidiabili. Infatti, l’anno appena trascorso è stato uno dei più caldi dal 1880 ad oggi e anche il primo in cui l’innalzamento delle temperature a livello della terraferma, oltre che degli oceani, ha superato di circa un grado (0,9 per la precisione) il livello medio registrato a fine Ottocento, ovvero nel periodo pre-industriale. In pratica, era da 136 anni che il termometro non segnava questi valori record: non va sottovalutato nemmeno il fatto che le stime relative al 2014, considerate eccezionali quanto irripetibili, sono state surclassate nel giro di dodici mesi.

Esaminando nel dettaglio il rapporto, si scopre come la temperatura sulla superficie terrestre sia stata di circa 1,33 gradi Celsius più elevata rispetto alla media, mentre per quanto riguarda la superficie marina l’incremento è pari a +0.74. Ma, soprattutto, balza all’occhio che nel 2015 sono state registrate temperature elevate anche a dicembre (+1,11 gradi sopra la media), mentre solamente i mesi di gennaio ed aprile sono stati caratterizzati da valori tutto sommato accettabili. Ripensando alla Conferenza ONU ospitata a Parigi, si comprende meglio la portata storica dell’accordo raggiunto affinché la comunità internazionale s’impegni a limitare a due gradi centigradi l’innalzamento delle temperature entro la fine del secolo, contrastando per la prima volta in maniera decisa la temibile deriva del “global warming”.

Secondo i ricercatori, a “gonfiare” le stime emerse dal rapporto è stato anche il cosiddetto fenomeno periodico di “El Niño”, la cui influenza è maggiore soprattutto nell’Oceano Pacifico: tuttavia, la NOAA ha parlato esplicitamente di un “effetto cumulativo di fenomeni di lungo periodo” e che è il principale responsabile di alcune recenti ondate di calore. Tra le aree del globo maggiormente interessate, inoltre, ci sono l’America Centrale e parte del Sud America, oltre ad alcune zone dell’Europa del Nord, dell’Africa e, un po’ a sorpresa, anche della Siberia. Stando a quanto affermato da Charles Bolden, ex astronauta e oggi amministratore della NASA, “la vera sfida della nostra generazione è quella legata al cambiamento climatico”: a suo giudizio, infatti, il rapporto dovrebbe essere preso in seria considerazione da molti politici, persuadendoli che è arrivato il momento di agire. “Un esempio è il fatto che, nel 2015, l’estensione della copertura nevosa nell’emisfero Nord del globo è stata di 24,6 kmq, ovvero l’undicesima rilevazione più bassa dal 1968″ ha spiegato Bolden, auspicando anche l’avvio di un’azione coordinata e che porti le maggiori potenze mondiali a fare finalmente fronte comune.

Il Team di BreakNotizie