I super-stipendi dei manager pubblici che devono esser tagliati per legge

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E’ stato fissato per legge che chi lavora per l’amministrazione pubblica non possa guadagnare di più di quanto guadagna il primo presidente della Corte di Cassazione, ovvero 294.000 euro all’anno. Il capo della Polizia manganelli, che è il dirigente pubblico con stipendio più alto con 55.000€ mensili, si è opposto alla decisione, presentando ricorso.
Ma la lista di coloro che vedranno tagliare il loro stipendio (o così almeno ci auguriamo) è lunga: si parla di almeno trenta manager pubblici, che elenchiamo di seguito, ordinati per stipendio.
Le loro buste paga dovranno esser alleggerite fino a 294.000€ all’anno.
1. Antonio Manganelli, capo della polizia: 621.253,752. Mario Canzio, ragioniere generale dello Stato: 562.331,863. Franco Ionta, capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: 543.954,424. Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto del ministero dell’Economia: 536.906,985. Biagio Ambrate Abate, capo di stato maggiore della Difesa: 482.019,266. Raffaele Ferrara, direttore monopoli di Stato: 481.214,867. Giuseppe Valotto, capo di Stato maggiore esercito: 481.021,788. Bruno Branciforte, capo di Stato maggiore marina: 481.006,659. Giovanni Pitruzzella, Antitrust: 475.643,38 (gli altri componenti 396.379.00)10. Pier Paolo Borboni, presidente Energia e gas: 475.643,00 (gli altri membri 396.379,00)11. Corrado Calabrò, presidente Agcom: 475.634,38 (gli altri membri 396.369,44)12. Leonardo Gallitelli, comandante dei carabinieri: 462.642,56
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