Grazie Germania: uso del glifosato autorizzato per altri 5 anni in Europa

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Le multinazionali agrochimiche ne gioveranno, a scapito di ambiente e salute: l’uso del  glifosato è stato autorizzato per 5 anni ancora in Europa, nonostante sia ritenuto tossico e cancerogeno. Decisivo il voto della Germania.

Paesi dell’Unione Europea lo scorso 27 novembre hanno raggiunto un accordo riuniti in seno al Paff, Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, votando per il rinnovo dell’autorizzazione all’impiego del glifosato per altri cinque anni. Il noto erbicida è il componente base del Roundup, prodotto della multinazionale di biotecnologie agrarie Monsanto.

I risultati delle votazioni: la Germania è stata decisiva

Diciotto i voti a favore, nove i contrari, fra cui anche l’Italia e la Francia, mentre un Paese si è astenuto. Per essere approvata, la proposta necessitava dell’approvazione del 55% dei 28 Stati membri in rappresentanza del 65% almeno della popolazione. È stato il voto favorevole della Germania a permettere il raggiungimento della maggioranza qualificata dopo due lunghi anni di braccio di ferro. Voto che ha creato non pochi dissapori anche all’interno del governo tedesco: il ministro dell’Ambiente Barbara Hendrick ha fatto sentire la sua voce tramite Twitter denunciando che il tutto sia avvenuto senza il suo consenso e in contrasto con gli accordi che erano stati raggiunti con Christian Schmidt, il ministro dell’Agricoltura.

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Vytenis Andriukaitis, commissario europeo alla Salute ha invece dichiarato: “Il voto dimostra che quando tutti vogliamo, siamo in grado di condividere e accettare la responsabilità collettiva nel processo decisionale”. La proposta è andata incontro alle richieste del Parlamento Europeo che aveva votato per una risoluzione non vincolante con un rinnovo sino al 2022. Inizialmente, infatti, la proposta della Commissione europea prevedeva un rinnovo sino al 2027, di ben dieci anni. La mozione adottata, però, non include l’eliminazione immediata del glifosato ad uso domestico, come prevedeva originariamente la risoluzione; un divieto che in Italia è già in vigore.

La posizione dell’Italia sulla questione

Maurizio Martina, ministro italiano dell’Agricoltura, ha voluto sottolineare la posizione contraria dell’Italia al rinnovo di questo provvedimento. Nella stessa giornata ha dichiarato tramite l’Ansa: “Abbiamo votato contro il rinnovo oggi perché siamo convinti che l’utilizzo di questa sostanza vada limitato. L’Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l’uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa al fine di portare il nostro Paese all’utilizzo zero del glifosato entro il 2020”.

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La reazione di Greenpeace

Numerose le reazioni indignate, prima fra tutte quella di Greenpeace, che avrebbe voluto un divieto immediato e totale. La responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia Federica Ferrario ha sottolineato come il voto odierno sia un “regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente”. Tuttavia ha aggiunto anche: “Bene comunque il voto contrario dell’Italia che ha dimostrato nuovamente di dare priorità alla tutela delle persone, e non al fatturato di chi produce e commercia il glifosato.

Lo studio sulla correlazione fra patologie gravi e glifosato è ancora in corso

La direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni” di Bologna Francesca Belpoggi aveva suggerito l’autorizzazione del glifosato per non più di 5 anni. Questo per avere, nel frattempo, i risultati degli studi a lungo termine dell’istituto e chiarire così la sussistenza di possibili pericoli e la correlazione con patologie gravi come il cancro, o di sciogliere comunque ogni incertezza a riguardo, oltre a porre fine a “tutte le discussioni e le polemiche attorno a questo composto”. Lo studio citato, iniziato nel 2015, coinvolge anche l’Istituto superiore di sanità, l’Istituto dei Tumori di Genova, la George Washington University e la Mount Sinai school of medicine di New York.

Ricordiamo che la Iarc (Agenzia per la ricerca sul cancro) delle Nazioni Unite ha definito il glifosato “probabilmente cancerogeno” per gli esseri umani dopo aver osservato una correlazione epidemiologica fra il linfoma di non-Hodgkin con l’esposizione al pesticida.

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Nei prossimi giorni la Commissione europea renderà esecutiva la decisione del Paff in modo da regolamentare il glifosato entro il termine di scadenza dell’attuale autorizzazione, vale a dire il prossimo 15 dicembre.

Il Team di BreakNotizie