I legami tra forze dell’ordine e Black Bloc

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Più di una volta è stato avanzato il sospetto di un coordinamento tra forze dell’ordine e Black Bloc, ovvero la famigerata ala dura del movimento no-global che anche di recente si è fatta notare in Grecia nelle proteste contro il governo Tsipras per l’accordo con la Trojka che ha praticamente consegnato il paese ad un nuovo e prolungato periodo di austerity.


Una ipotesi suffragata dallo strano comportamento dei reparti chiamati a presidiare alcune manifestazioni in cui il Blocco Nero ha avuto occasione di mettere a ferro e fuoco la città, come successo di recente a Milano, senza alcun disturbo da parte di quei reparti che invece non hanno mai mancato di distribuire generose randellate a destra e manca contro operai e professori scesi in piazza per manifestare pacificamente il loro disappunto verso alcune decisioni di stampo governativo.
Una ipotesi che del resto continua ad aleggiare sui fatti del G8 di Genova del 2001, quando i Black Bloc furono lasciati liberi di devastare il capoluogo ligure, mentre i manifestanti normali venivano caricati con modalità estremamente violente.


A fare il punto su quanto successo in quei giorni è stato in particolare Franco Fracassi, in un egregio articolo nel quale vengono messi in rilievo alcuni fatti che sembrerebbero confermare l’ipotesi di un vero e proprio patto scellerato tra autorità di pubblica sicurezza e ala più dura del movimento anti-globalizzazione.


In particolare Fracassi racconta di aver conosciuto un poliziotto proveniente da Napoli, appartenente ai reparti anti-sommossa, che lo avrebbe messo in contatto con i suoi colleghi, stabilendo un ponte grazie al quale sarebbe venuto a sapere in anticipo i luoghi e l’ora convenuta per gli scontri, ovvero un angolo a metà di corso Buenos Aires. Lo stesso ove in effetti fu dato il via ai terribili avvenimenti poi culminati nell’uccisione di Carlo Giuliani e nell’assalto alla scuola Diaz, che destò orrore in tutto il mondo civilizzato per le modalità da macelleria messicana che lo caratterizzò.


I fatti successi a partire da mezzogiorno all’angolo tra corso Buenos Aires e piazza Paolo da Novi, innestati dall’assalto dei Black Bloc ad una banca. erano proprio in linea con quelli vaticinati dai poliziotti incontrati da Fracassi. Il tutto con il Blocco Nero intento a distruggere e i Cobas della scuola riuniti in quel punto a protestare, senza alcun intervento da parte delle forze dell’ordine. Una carica feroce arrivata, come ricorda ancora Fracassi, solo quando i Black Bloc si erano ormai ritirati, lasciando la piazza ai Cobas. Naturalmente, l’intervento avvenne contro i manifestanti inermi, dando inizio alla mattanza genovese.


La testimonianza in questione è peraltro soltanto una delle tante che si sono succedute nel corso di questi anni, tutte concordi nel denunciare lo strano lassismo con cui le autorità di pubblica sicurezza lasciano praticamente liberi di sfasciare tutto quello che incontrano i Black Bloc, attaccando invece con inaudita violenza manifestanti inermi come gli operai delle acciaierie di Terni o i professori scesi in piazza per protestare contro la riforma della scuola. In queste condizioni è effettivamente complicato escludere l’esistenza di un patto tra forze dell’ordine e Black Bloc.

Il team di BreakNotizie