Eurozona al capolinea: ecco quello che gli europeisti non vogliono ammettere

Eurozona al capolinea: ecco quello che gli europeisti non vogliono ammettere

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Secondo la Bank of America l’eurozona è destinata a tramontare, nonostante gli sforzi portati avanti da Francia e Germania per tenerla ancora in piedi. 

Merril Lynch, funzionario della Bank of America, nel corso di un’intervista alla celebre testata britannica Daily Mail, ha esposto in pochi semplici punti l’insostenibilità dell’eurozona, aspetti che la stampa al di fuori dell’Unione Europea e le banche danno ormai per assodati ma che per i mass media europei sono un argomento tabù. L’euro in realtà ha creato delle divergenze evidenti fra i Paesi dell’eurozona sin dalla sua nascita ed attualmente la mancanza di solidarietà fra gli stessi spinge gli Stati “di periferia” ad uscirne; dal canto loro i Paesi centrali non starebbero meglio, anzi: su questa traiettoria si prospetta anche per loro un’uscita per questioni di insostenibilità politica.

Sebbene Paesi come Portogallo e Grecia abbiano ricevuto dei consistenti aiuti d’emergenza nel corso della crisi finanziaria, quelli più abbienti come la Germania non hanno poi ridistribuito la ricchezza in modo equo e permanente verso gli stati più poveri dell’eurozona. Questo aspetto – come sottolineato da Athanasios Vamvakidis, altro funzionario della Bank of America che ha lavorato per 13 anni a Londra al Fondo Monetario Internazionale – ha accresciuto le diseguaglianze fra i Paesi membri, creando una spaccatura profonda ed un dissenso ulteriore.

I Paesi più poveri potrebbero quindi prendere la decisione di divorziare dal blocco dell’eurozona nel momento in cui dovessero ritrovarsi con l’acqua alla gola a causa del debito. Come ribadito da Vamvakidis sarebbe normale, ad un certo punto, desiderare per loro di poter disporre di una politica monetaria propria ed in tale contesto la moneta unica diverrebbe un facile bersaglio del populismo, come già sta accadendo in molti Paesi. Le probabilità che in un futuro prossimo alcuni stati decidano di abbandonare l’eurozona sotto un governo di tipo populista sono molto alte, a detta dei due funzionari.

Emmanuel Macron, il neo presidente francese pro-Europa, ha proposto delle riforme incisive con l’obiettivo di tutelare la moneta unica, fra cui anche l’introduzione di bilancio comune ex novo. L’onere di finanziare somme ingenti per le spese extra che queste riforme comporterebbero dovrebbe essere la Germania che però al momento ha reagito in maniera cauta a tali proposte. Secondo Vamvakidis anche i Paesi più ricchi potrebbero decidere di abbondare l’eurozona poiché potrebbero avere molte remore sul trasferimento di ricchezza verso i Paesi meno abbienti, giustificando la decisione come non “politicamente fattibile”. Insomma, per quanto Francia e Germania possano cercare di apporre delle “toppe” al sistema, a detta di osservatori esterni ed esperti economici non si prospetta un futuro roseo né per la moneta unica, per sua stessa natura destinata al fallimento, né per la salute dell’Unione europea.

Il Team di Breaknotizie

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