Eurobarometro 2017: il 61% degli italiani non crede più nell’Unione Europea

Eurobarometro 2017: il 61% degli italiani non crede più nell’Unione Europea

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I dati trasmessi dal sondaggio dell’eurobarometro fanno emergere pareri tutt’altro che positivi nei confronti dell’UE: fra i più sfiduciati gli italiani

La sfiducia dei cittadini europei nei confronti dell’Unione Europea continua a crescere e fra questi è proprio l’Italia a detenere il primato di persone che meno credono nei benefici dell’appartenenza allo storico progetto comunitario. Questo almeno secondo i risultati di un sondaggio, l’Eurobarometro, pubblicato dal Parlamento Europeo e realizzato fra il 23 settembre ed il 2 ottobre su un campione di 27.881 europei dei 28 Stati membri dai 16 anni in su. Soltanto il 39% degli italiani intervistati, infatti, ha risposto che essere un membro dell’Unione Europea è un bene per il Bel Paese, in netto contrasto con la top 3 degli entusiasti: l’Irlanda in cui le risposte positive ammontano al 90%, Malta (89%) e Lituania (88%). A detta del medesimo sondaggio, la media europea attuale si attesta sul 64%.

Per quanto concerne l’Italia, i dati sono chiaramente negativi, soprattutto in relazione ai benefici di tipo economico. Solo il 19% dei cittadini italiani ritiene che l’appartenenza alla UE contribuisca alla crescita economica del Paese, contro una media europea del 36%, che rimane comunque molto bassa. In base all’Eurobarometro, una percentuale minima degli italiani, il 12%, ritiene che l’Ue abbia migliorato gli standard di vita, un po’ meno della media europea, che risulta essere il 19% ma rimane comunque sintomo del fatto che la maggior parte dei cittadini non sia soddisfatto di questa situazione.

Passando invece all’interrogativo più spinoso del sentirsi realmente ascoltati ed importanti in seno all’UE, appena il 28% degli italiani ritengono che la propria voce “abbia un peso”, percentuale affiancata da una media europea del 47%, che rimane comunque una minoranza. I dati inerenti la fiducia degli italiani nei confronti del Parlamento europeo sono invece migliorati: si parla di un 36% di risposte positive, +3% rispetto alla media europea ed un 6% in più rispetto al 2016. In calo anche la percentuale di italiani che hanno una percezione negativa dell’Europarlamento (dal 32 al 24%). Il 47% vorrebbe un ruolo più decisivo in seno al Parlamento Europeo, mentre il 52% si reputa interessato alle prossime elezioni del 2019.

In linea con i sondaggi negli anni scorsi, i cittadini europei manifestano ancora un sentimento di insicurezza e vulnerabilità, legato ai fenomeni di emigrazione (35%), povertà ed esclusione (43%), disoccupazione (43%) e terrorismo (58%). Fra le preoccupazioni degli europei si annoverano il fondamentalismo religioso e i cambiamenti climatici (entrambi 23%), il crimine organizzato (22%), i conflitti armati (21%), le epidemie (10%) e dumping sociale, cyber attacchi e privacy (9%).

Le percentuali parlano chiaro: la maggioranza dei cittadini europei, italiani in particolare, non sono contenti dell’attuale situazione. Dal 1957 molte cose sono cambiate e l’Unione degli Stati Europei, sorta dalle ceneri della seconda guerra mondiale, pare ormai un vestito logoro e fuori moda che non si adatta più ai bisogni dei propri cittadini, vero cuore pulsante dell’Europa unita.

Il Team di Breaknotizie

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