Dyson rinuncia alle auto elettriche e denuncia le case automobilistiche: “Vendono in perdita per evitare le multe UE”.

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[Foto di Dave Young/East News]

Lo scorso autunno Dyson ha abbandonato ufficialmente il suo ambizioso progetto. In un’intervista ha spiegato l’insostenibilità dell’elettrico, mostrando la sua auto mai lanciata sul mercato e denunciando alcuni competitor poco corretti.

Il lord degli elettrodomestici britannico, sir James Dyson, aveva destato molta sorpresa nel 2017 quando aveva dichiarato di voler debuttare nel mondo dei veicoli a emissioni zero. La produzione della prima auto firmata Dyson sarebbe avvenuta entro il 2020 secondo le previsioni, con un investimento stimato di 2 miliardi e mezzo di sterline. A distanza di tre anni, però, l’intero progetto è naufragato: l’imprenditore ha rinunciato alla produzione di un veicolo a batteria con la sua effigie. Il motivo? Bassa redditività e un’altissima concorrenza, non sempre leale.

Dyson Car: un sogno infranto

Il sogno dell’uomo più ricco della Gran Bretagna era quello di rivoluzionare l’industria delle quattroruote costruendo un’automobile elettrica di alta gamma, che potesse competere, se non addirittura superare, le famose Tesla di Elon Musk. L’inventore britannico però ha dovuto fare i conti con la realtà e dopo un ingente investimento personale di 560 milioni di euro, lo scorso ottobre ha annunciato l’abbandono definitivo del progetto. Come ha spiegato sir Dyson nel corso di un’intervista al Sunday Times: “Quando abbiamo iniziato nel 2014, eravamo dotati di una buona tecnologia e di un’auto molto efficiente con una buona autonomia. Era un’idea praticabile. Successivamente, però, quando altri marchi premium [come Mercedes, BMW e Audi, nda] hanno cominciato a produrre auto elettriche in perdita, per noi è diventato troppo rischioso continuare a investire su questo progetto”.

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[© Dyson]

Vendere in perdita per evitare multe UE: la strategia delle case automobilistiche

Secondo l’inventore di Norfolk, il motivo per il quale i maggiori colossi dell’industria automobilistica stanno vendendo i propri modelli elettrici in perdita è quello di ridurre i livelli medi di CO2 emessi dall’intera gamma di veicoli termici di loro proprietà. Un modo “furbo” per evitare le multe dell’Unione Europea e soddisfare gli standard sempre più restrittivi sulle emissioni, come sostenuto anche dall’ex ad di Fca Sergio Marchionne. “Io però non ho una gamma di veicoli termici”, ha sottolineato Dyson. “Ho necessità di ottenere profitto su ogni veicolo, altrimenti metterei a repentaglio l’intera compagnia. Quindi alla fine era troppo rischioso per noi”. Ammessa la sconfitta, l’imprenditore ha comunque dichiarato che se le circostanze commerciali diventassero favorevoli (e corrette) il progetto potrebbe riprendere quota. Mai dire mai quindi, o come ha concluso lui: “la porta del garage è sempre aperta”.

Realizzare un’auto veramente sostenibile è ancora troppo caro

Come spiegato dall’imprenditore l’abbandono del progetto è la conseguenza di una presa di coscienza. Per essere realmente sostenibile, infatti, il veicolo sarebbe costato almeno 168 mila euro, più della concorrenza. Tutto questo al netto degli investimenti necessari per installare la linea produttiva a Singapore e che, assieme alla progettazione dell’automobile, avrebbe fatto levitare i costi dell’impresa a circa 2,8 miliardi di euro.

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Uno dei progetti dell’auto elettrica a zero emissioni di Dyson
[© Dyson]

Foto ricordo di un addio

La creatura di James Dyson, comunque, esiste davvero. Si tratta dell’unico prototipo marciante e si chiama N526, anche se per tutti è la Dyson Car. È un modello suv a sette posti a zero emissioni, originariamente pensato per competere con la Tesla Model X. Nelle idee del suo creatore, la Dyson Car prometteva prestazioni a 5 stelle: una velocità massima di oltre 200 km/h; un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi; potenza da 536 cv; trazione integrale mossa da due motori elettrici da 200 kWh e un’autonomia di un migliaio di chilometri. Un vero e proprio gioiellino, a cui sir Dyson ha voluto dire addio posando insieme a lei per alcune fotografie.

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[Fonte immagine: thetimes.co.uk]
Il Team di BreakNotizie

 

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