Dopo la Gran Bretagna, anche la Francia potrebbe uscire dall’Unione Europea

Dopo la Gran Bretagna, anche la Francia potrebbe uscire dall’Unione Europea

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È un’ipotesi che prende sempre più corpo: dopo la Gran Bretagna anche la Francia potrebbe lasciare l’Unione Europea e all’orizzonte c’è un altro referendum

La campagna elettorale per la presidenza francese riguarderà da vicino anche l’Europa: è stato resa ufficiale l’intenzione di Marine Le Pen di voler indire un referendum per chiedere ai cittadini francesi se vogliono restare all’interno dell’Ue oppure uscirne, esattamente come ha fatto lo scorso anno la Gran Bretagna. E proprio memori di quanto accaduto nel giugno scorso, in molti hanno iniziato a temere un esito simile, segno se non altro che la lezione impartita dalla Brexit è servita a quanti ritenevano improbabile l’uscita del Regno Unito dall’Ue.

Da qui al 7 maggio, giorno del ballottaggio per l’elezione del presidente francese, anche l’Unione Europea sarà coinvolta nella campagna elettorale francese, poiché in caso di vittoria di Marine Le Pen il referendum sarebbe cosa certa. E un’eventuale “Frexitinfliggerebbe un colpo mortale all’Unione Europea, peraltro già in agonia, poiché ad uscire dall’Ue sarebbe uno dei suoi Paesi fondatori nonché uno dei più importanti. Le conseguenze segnerebbero il definitivo fallimento di un progetto che già ora non può certo definirsi riuscito.

Difficile – se non addirittura impossibile – immaginare un’Europa unita senza la Francia, ma a ben guardare neppure ora si può parlare di Europa unita vera e propria, visto il trattamento di favore riservato ad alcuni e le pesanti richieste economiche di cui si devono fare carico altri. All’alba del 2017 il progetto Ue rischia di fallire e l’uscita della Francia sarebbe un disconoscimento di quanto fatto – fra pochi alti e molti bassi – finora.

In verità c’è da auspicarsi che anche la Francia prenda la strada della Gran Bretagna e con essa pure altre nazioni, in modo da ridisegnare l’Europa in maniera diversa e più funzionale a seconda delle esigenze dei diversi Stati, senza puntare ad ogni costo su una Unione forzata che fin qui ha portato più problemi che soluzioni. Un’Europa più dinamica e flessibile, capace di affrontare le difficoltà in maniera mirata e senza i rigidi vincoli imposti sinora, che hanno creato più grane di quante ne abbiano effettivamente risolte.

Il team di BreakNotizie

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